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11 luglio 2026

Destra e sinistra si sono dimessi dalla Commissione Vigilanza, ma non hanno ancora capito che così fanno un favore a Vannacci? Bye bye veto anti-generalone in Rai!

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

11 luglio 2026

La Vigilanza Rai è in stallo, la presidenza resta vacante e spunta un possibile scenario per Vannacci: Futuro Nazionale potrebbe rivendicare un posto in Commissione. I precedenti esistono e potrebbero riaprire la partita sul generale in Rai

Foto: Ansa

Destra e sinistra si sono dimessi dalla Commissione Vigilanza, ma non hanno ancora capito che così fanno un favore a Vannacci? Bye bye veto anti-generalone in Rai!

Ormai è da un po’ di tempo che la Commissione Vigilanza Rai presieduta da Barbara Floridia si è dimessa con tutte le varie rappresentanze politiche al suo interno. Un tempismo certamente bislacco, ma nessuno ha notato una cosa davvero fondamentale. Spoiler: riguarda Roberto Vannacci e il famoso e presunto veto della sua presenza nei programmi Rai. Adesso vi spieghiamo tutto, ma prima facciamo un po’ di ordine. Le avvisaglie dell’impossibilità di lavorare propriamente in Commissione Floridia erano visibili da tempo soprattutto per l’impossibilità di trovare un punto di caduta su un nome per la presidenza Rai, carica vacante e accentrata nell’ad Giampaolo Rossi. Ma ecco, se questa scelta non fosse un caso? Pensiamoci bene. Poi magari è tutto un film, per carità, ed è un caso, ma ecco. Sia una o l’altra presentano delle conseguenze che sono pressoché le stesse. Quali? Seguiteci in questo ragionamento.

Roberto Vannacci
Roberto Vannacci Foto Ansa

Il leitmotiv che accompagna l’analisi televisiva attorno alla figura di Roberto Vannacci è quella per cui, come dicevamo, in Rai il generale non deve proprio neanche metterci piedi. Guai a chi ospita Vannacci a Telemeloni. Pena? La morte (si fa per dire). Sono tempi bui e tira un’aria pesante da quelle parti. Pure la sospensione delle repliche di Report s’incastra in questo quadro tremendo che si trascina dal fallimento del referendum. Dunque il governo deve reggere fino almeno a settembre quindi si stanno usando tutte le armi possibili per preservare quel che è rimasto della televisione filogovernativa. Cosa criticata da Vannacci nei suoi comizi. Ora, però, se lo volesse, oltre alle sole parole, Futuro Nazionale potrebbe attuare davvero l’ennesima “mossa del cavallo”. Eh sì, perché questa Commissione di Vigilanza Rai dovrà pur ricomporsi ad un certo punto e, a quel punto, sarà il momento per Futuro Nazionale, anche se gruppo politico sorto all’interno del Gruppo Misto, per rivendicare il proprio membro in Commissione di Vigilanza. Diciamo che in verità Vannacci lo sta già facendo dal 7 luglio invocando a gran voce la sua rappresentanza. Ma ecco, al di là delle parole, di precedenti storici ce ne sono e una volta ottenuto, bye bye veto anti-Vannacci in Rai.

Roberto Vannacci per la prima volta a Otto e Mezzo, ospite di Lilli Gruber
Roberto Vannacci Foto Ansa

Non bisogna riavvolgere il nastro della storia nemmeno poi così tanto, tenendo fermo il precedente del caso Villari del 2008. Basta tornare indietro al 2021 quando nasce il partito Coraggio Italia, fondato da Giovanni Toti e Luigi Brugnaro (ex sindaco di Venezia), un partito nato a legislatura in corso che alle elezioni del 2018 non era presente. Dunque una situazione analoga a quella di Futuro Nazionale, naturalmente con un impatto politico-mediatico decisamente più limitato di quello che sta avendo il partito fondato da Vannacci. Ecco, in questo caso, pur trattandosi di un piccolissimo partito nato in seno al Gruppo Misto, pochi mesi dopo la sua costituzione Coraggio Italia aveva un proprio rappresentante in Commissione di Vigilanza. Una Commissione che potrebbe anche essere ricomposta da zero, non solamente rattoppata, come insegna il caso Villari del 2008, quando Fini e Schifani, presidenti delle rispettive camere procedettero alla costituzione dNon bisogna riavvolgere il nastro della storia nemmeno poi così tanto, tenendo fermo il precedente del caso Villari del 2008. Basta tornare indietro al 2021 quando nasce il partito Coraggio Italia, fondato da Giovanni Toti e Luigi Brugnaro (ex sindaco di Venezia), un partito nato a legislatura in corso che alle elezioni del 2018 non era presente. Dunque una situazione analoga a quella di Futuro Nazionale, naturalmente con un impatto politico-mediatico decisamente più limitato di quello che sta avendo il partito fondato da Vannacci. Ecco, in questo caso, pur trattandosi di un piccolissimo partito nato in seno al Gruppo Misto, pochi mesi dopo la sua costituzione Coraggio Italia aveva un proprio rappresentante in Commissione di Vigilanza. Una Commissione che potrebbe anche essere ricomposta da zero, non solamente rattoppata, come insegna il caso Villari del 2008, quando Fini e Schifani, presidenti delle rispettive camere procedettero alla costituzione di una nuova Commissione. Qui ed oggi non è servito nemmeno l’intervento della presidenza Larussa o Fontana, ma sono bastate le dimissioni della stessa Floridia a portare quelle di tutti gli altri membri. Siamo dunque di fronte all’ennesima possibile “mossa del cavallo” del generalone Vannacci? Staremo a vedere… i una nuova Commissione. Qui ed oggi non è servito nemmeno l’intervento della presidenza Larussa o Fontana, ma sono bastate le dimissioni della stessa Floridia a portare quelle di tutti gli altri membri. Siamo dunque di fronte all’ennesima possibile “mossa del cavallo” del generalone Vannacci? Staremo a vedere…

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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Foto:

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