image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

22 luglio 2026

Perché tutti quelli che si sono incazzati per Mario Roggero che spara ai ladri non si incazzano per gli “antagonisti” che devastano Bologna? Quando la legalità, lo stato di diritto, le vittime e i carnefici sono solo bandiere di comodo

  • di Michele Larosa Michele Larosa

22 luglio 2026

Ha (involontariamente) ragione Ilaria Salis: lo Stato di diritto, in Italia, è già diventato un buffet da cui ognuno prende solo quello che gli fa comodo. Dal caso Roggero agli scontri di Bologna, un ritratto dell'ipocrisia trasversale

Foto di: Ansa

Perché tutti quelli che si sono incazzati per Mario Roggero che spara ai ladri non si incazzano per gli “antagonisti” che devastano Bologna? Quando la legalità, lo stato di diritto, le vittime e i carnefici sono solo bandiere di comodo

Abbiamo passato una settimana a riempirci la bocca di Stato di diritto, di legge della giungla, far west e giustizia fai-da-te, a ripetere che non vogliamo – per citare un post di Potere al Popolo – “cittadini trasformati in poliziotti, giudici e boia”. Il gioielliere spara ai ladri in fuga e lo Stato, giustamente, non può tollerare che un privato si sostituisca alle istituzioni. Ma tutti questi novelli Locke e Beccaria sembrano dimenticarsi troppo in fretta dei principi fino a un secondo prima tanto cari. Ed ecco le stesse bandiere di Potere al Popolo sventolare quando gli “antagonisti” – che andrebbero chiamati semplicemente delinquenti – mettono a ferro e fuoco Bologna, confondendo la libertà di manifestare con la licenza di vandalizzare la città e bruciare macchine.

Un uomo di origine marocchina, in stato di alterazione, muore mentre le forze dell'ordine cercano di fermarlo. Servirebbe un'indagine rigorosa, eventualmente un processo: non conosciamo ancora con certezza nemmeno le cause del decesso. E invece è diventato subito un altro volto da brandire, un altro soldato arruolato d'ufficio per la causa, la solita scusa per fare casino. Si è consumato un processo in pubblica piazza che si è concluso con la condanna alla devastazione, inflitta non solo ai poliziotti coinvolti nella vicenda Fakir, ma all'intero corpo della polizia e all'organismo statuale nel suo complesso.

E allora, perché non vediamo lo stesso livore riservato a Mario Roggero indirizzato verso gli “antagonisti” di Bologna? Perché da un lato la giustizia sommaria è inaccettabile, mentre dall'altro è una reazione comprensibile? La risposta è amara: i plausi per il gioielliere e le giustificazioni per i manifestanti violenti sono due facce dello stesso populismo. Della folla inferocita, il giudizio di piazza, di pancia, di propaganda. Due esempi, dai due lati delle barricate, dello stesso sciacallaggio politico.

20260722 163752623 5226

Se Mario Roggero in uno Stato di diritto non poteva farsi giustizia da solo, è evidente che non possano farlo neppure i manifestanti che protestano contro la presunta “violenza” della polizia. Che poi, se le forze dell'ordine fossero davvero quel misto tra l'Ice e le SS che si vuole far passare nei racconti di piazza, l'impressione è che non si conterebbero tutti quei poliziotti feriti. È troppo banale scomodare Pasolini, ma la costante resta immutata nei decenni: la violenza cieca e indiscriminata usata come scorciatoia per rovesciare la solita e non ben delineata “violenza borghese”.
Ma allora decidetevi: siete difensori dello Stato di diritto o solo difensori del vostro ideale di Stato che di diritto ha ben poco. Indignati speciali, nel senso che vi indignate specialmente e solamente quando vi fa comodo.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Ilaria Salis (@ila_salis)

Il miglior assist per svelare questo cortocircuito ce lo dà, del tutto involontariamente, Ilaria Salis. A proposito del gioielliere scriveva su Instagram: “Quello che serve realmente è difendere lo stato di diritto da chi – come Meloni, Salvini, Vannacci, Cruciani & co. – vorrebbe una giustizia con due pesi e due misure: severissima con i nemici, indulgente con gli amici”, bollandola come “la tipica giustizia dei fascisti”. Peccato che poi la realtà si incarichi di sbugiardarla tramite i suoi stessi sostenitori. Perché lo Stato di diritto non è un buffet da cui attingere solo i principi che servono ad attaccare l'avversario di turno; altrimenti diventa una bandiera di convenienza, usata per nascondere la solita, vecchia velleità di prevaricazione ideologica.

Sempre Salis sostiene che Roggero venga difeso perché “uomo italiano, bianco e di classe media”, ma non si accorge che è esattamente per lo stesso identico motivo che dall'altra parte viene attaccato.
E allora non si sta affatto tutelando la legalità: si sta solo parteggiando per i ladri in quanto tali, elevati a moderni Robin Hood in lotta contro il “perfido gioielliere borghese”. Uno specchio rotto che tradisce due populismi uguali, che nulla hanno a che vedere con la giustizia e che a targhe alterne la brandiscono e la lanciano, come i morti usati come manifesti e pretesti, basta che siano caduti dalla parte giusta. E la cosa più patetica, la verità più triste, è che della legge, della giustizia e dei processi, dei fascismi di destra e di sinistra e soprattutto di Mario Roggero e di Abderrahim Fakir, a entrambe le categorie di “indignati”, in fondo, non frega un cazzo. Vittime e carnefici che diventano ostaggi delle tifoserie, privi di diritto di replica, ma solo finché fa comodo, finché possono essere maglietta, striscione, coro e fotografia, poi avanti il prossimo.

https://www.youtube.com/watch?v=_Iq-3VyRFzM

More

“Fakir vive” scritto sui muri e due parole che rimbombano tra i lacrimogeni della polizia: “Verità e giustizia”. Reportage dagli scontri di Bologna

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Il giorno dopo

“Fakir vive” scritto sui muri e due parole che rimbombano tra i lacrimogeni della polizia: “Verità e giustizia”. Reportage dagli scontri di Bologna

Cos'è lo “scudo penale” per i poliziotti evocato dopo la morte di Fakir a Bologna? Le “cause di giustificazione”, il registro speciale e le possibili conseguenze per i due agenti. E all'estero esistono modelli simili?

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Scudo o scudino?

Cos'è lo “scudo penale” per i poliziotti evocato dopo la morte di Fakir a Bologna? Le “cause di giustificazione”, il registro speciale e le possibili conseguenze per i due agenti. E all'estero esistono modelli simili?

Lepore ha fatto bene a scendere in piazza per Fakir? "Voleva metterci il cappello su e ha perso il controllo. 55 feriti tra i poliziotti, poteva scapparci il morto" parla Tonino Guglielmi del Sindacato Autonomo di Polizia

di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

il punto della situazione

Lepore ha fatto bene a scendere in piazza per Fakir? "Voleva metterci il cappello su e ha perso il controllo. 55 feriti tra i poliziotti, poteva scapparci il morto" parla Tonino Guglielmi del Sindacato Autonomo di Polizia

Tag

  • Potere al Popolo
  • editoriale
  • Cronaca
  • Politica
  • Bologna

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: che ci faceva Andrea Sempio a Lungavilla il 12 febbraio 2017? Chi c’era con lui e cosa si sono detti. L’esclusiva di MOW sull’Intercettazione 141
  • Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana

    di Michele Larosa

    Dopo l'intervista di Ranucci in Zimbabwe spunta l'accordo segreto per zittire Chimutengo: così Neutralia e Lavitola hanno provato a chiudere il caso Afro Carbon e a far sparire la pista africana
  • Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”

    di Domenico Agrizzi

    Fermatevi un attimo e ascoltate cosa ha detto George Clooney alla Mostra del cinema di Venezia sul giornalismo: “Vogliono far tacere chi fa domande. L'informazione è in mano agli uomini più ricchi”
  • Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?

    di Emanuele Pieroni

    Mamma e figlia avvelenate a Natale: mail e chat dal PC (parlante) di Gianni Di Vita. L’indiscrezione che vale la svolta?
  • Delitto di Garlasco: la cassaforte, la “stanza 27” e “l’archivio che non doveva esistere”? Grimaldi ha ragione sul dovere della trasparenza

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la cassaforte, la “stanza 27” e “l’archivio che non doveva esistere”? Grimaldi ha ragione sul dovere della trasparenza
  • Ma davvero l’ad di Mps Luigi Lovaglio ha tirato una “sola” (di intervista) a Repubblica?

    di Gianmarco Serino

    Ma davvero l’ad di Mps Luigi Lovaglio ha tirato una “sola” (di intervista) a Repubblica?

di Michele Larosa Michele Larosa

Foto di:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli dice cose gravissime e tutti fanno finta di niente

di Gianmarco Serino

Il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli dice cose gravissime e tutti fanno finta di niente
Next Next

Il Presidente dell'Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli dice...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy