In Libano un convoglio logistico del contingente italiano Unifil è stato colpito dalle forze armate israeliane. Colpi di avvertimento che hanno raggiunto gli pneumatici e i paraurti di un Lince in dotazione all’Esercito italiano, diretto a Beirut insieme ad un convoglio logistico, a nemmeno due chilometri dalla base di partenza. Nessun ferito a Shama, dunque, ma un’umiliazione alla quale il ministro degli Esteri Antonio Tajani, seguendo una prassi ormai consolidata, ha risposto convocando per l’ennesima volta l’ambasciatore israeliano. Per i non addetti ai lavori, Unifil è una missione di pace delle Nazioni Unite istituita nel 1978 in seguito ad un intervento militare israeliano in Libano, l’Operazione Litani. L’obiettivo di questa missione è di monitorare il cessate il fuoco, controllare il confine, definito “blue line”, supportare l’esercito libanese nel controllo del territorio e ridurre le tensioni per prevenire nuovi scontri tra i due paesi. L’Italia vi partecipa già dagli anni ottanta, ma la presenza più consistente dei militari italiani risale al 2006, dopo la guerra dei 33 giorni tra Israele e Hezbollah. Il compito dei militari italiani dovrebbe essere quello di monitorare un cessate il fuoco, ex Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza Onu, che però oggi non esiste. Tel Aviv, d’altronde, ha atteso meno di 24 ore dalla fragile tregua raggiunta dagli Stati Uniti in Iran, per riprendere i pesanti bombardamenti sul Libano, incluso tra i punti di pace definiti dai mediatori pakistani. Il risultato è stato un’immediata nuova chiusura dello stretto di Hormuz. La cessazione delle ostilità si allontana, purtroppo, e i militari italiani, dunque, rimangono esposti ad un Israele sempre più aggressivo sotto ogni punto di vista e ai pericoli che derivano da questa guerra che non accenna ad esaurirsi. Ne abbiamo parlato con l’ex generale ed eurodeputato Roberto Vannacci, fondatore del partito Futuro Nazionale. Vannacci non ha certo bisogno di presentazioni e tutti conoscono il suo curriculum militare e lo abbiamo chiamato perché l’azione militare di Israele nei confronti dei nostri militari è qualcosa di molto grave
I nostri militari sono stati attaccati dalle forze armate Israeliane, qual è la sua sentenza a proposito?
Guardi, da tempo che dico che i nostri uomini in Libano non hanno più motivo di starci. Quella missione è stata creata sotto il capitolo sesto della Carta delle Nazioni Unite, il quale tratta di soluzione pacifica delle controversie internazionali. Quindi presuppone che il conflitto sia finito, e che sia in vigore un accordo di pace. Visto che il conflitto è tutt’ora in corso, l'accordo di pace non c'è, anzi ci sono veri e propri combattimenti. Oltretutto i compiti di queste forze sono il monitoraggio della cessazione delle ostilità. Quelle forze non hanno più nessun motivo di esistere e quindi devono essere ritirate.
Come giudica i colpi di avvertimento di Israele?
Non posso che condannare un attacco fatto contro delle forze che sono avulse da quelli che possono essere i contenziosi tra Israele e Hezbollah. Quelle sono forze di Paesi sotto mandato Onu e che quindi non c'entrano assolutamente nulla con quelle che sono attività belliche in atto tra Israele e Hezbollah, quindi è chiaro che questa cosa è ingiustificabile.
Come dovrebbe reagire il governo secondo lei, al di là delle condanne a parole?
Anzitutto va rimarcata ancora una volta la totale assenza dell'Unione Europea. Ci sono tutti gli europeisti che si appellano al fatto che l'Europa dovrebbe agire, fare, dire, baciare, lettere e testamento. E invece questa Europa non fa assolutamente nulla, addirittura è evaporata in questo conflitto tra Usa, Israele e Iran. La signora von der Leyen non ha preso una posizione chiara al riguardo. Dobbiamo dire che questa Europa non esiste, che esiste solo per misurare il diametro delle zucchine e per continuare a farci rimanere in questa assurdità del Green Deal che sta facendo cadere l'Europa in una crisi economica e sociale mostruosa. E poi, ripeto, secondo me la prima decisione che dovrebbe prendere l'Italia è quella di ritirare le truppe, non solo dai Paesi del Golfo, come in parte è stato fatto, ma anche dal Libano perché non c'è più nessun motivo di starci.
Non crede che pure l'Unione Europea dovrebbe in qualche modo distaccarsi da Israele, magari interrompendo l'accordo di associazione in vigore?
L'Unione Europea non ha fatto niente tra Russia e Ucraina. Quando si tratta di decidere se andare a combattere oppure no non prende alcuna decisione. Vorrebbe venire a capo di questa guerra sino all'ultimo soldato ucraino disposto a morire. Non ha fatto nulla con il conflitto tra Israele, Hamas e Hezbollah e in questo preciso momento non sta facendo nulla a proposito del conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran. Come si può pretendere che questa Unione Europea, che non ha fatto nulla sino a oggi, che non ha mai preso una posizione su questo conflitto e ne ha subito tutte le conseguenze negative, faccia qualcosa? Questa è un’Europa totalmente da riformare. Bisogna rimandare a casa questa Commissione e questa presidente della Commissione, che si sono rivelati totalmente inadeguati all'incarico che hanno.
Nel frattempo la tregua tra Stati Uniti e Iran è durata ben poco. Cosa ci si poteva aspettare d’altronde con un cessate il fuoco messo in piedi dopo tutta una serie di ultimatum, da parte di Trump, che non hanno sortito alcun effetto?
La tregua raggiunta ieri dimostra che questa guerra ancora non è stata vinta da nessuno. All’Iran è bastato resistere per raggiungere una tregua estremamente vantaggiosa. Il problema dello stretto di Hormuz non c’era prima della guerra, mentre oggi è sotto gli occhi di tutti. Dunque gli obiettivi che gli americani si erano preposti non sono stati raggiunti. Mi sembra una cosa abbastanza chiara. Anzi, è un’ulteriore dimostrazione del fallimento dell’Europa, che si è fatta sopravanzare da un’iniziativa diplomatica addirittura del Pakistan. Pensiamo un po’, mentre l’Europa è totalmente assente da questo consesso. Inoltre, ho letto che qualcuno ha detto il Libano non rientrasse nella tregua portata avanti dall’iniziativa diplomatica pakistana. Questa è una falsità smentita dal Pakistan stesso, che ha invece confermato i negoziati di pace riguardassero anche il Libano.