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18 giugno 2026

Ma chi è il nuovo proprietario del Piacenza Calcio, Kirill Bosov? Ecco da dove proviene la sua ricchezza, c'entra l'impero russo del carbone e il suicidio del padre

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

18 giugno 2026

Chi è davvero Kirill Bosov, il nuovo proprietario del Piacenza? Dall'eredità dell'impero russo del carbone costruito dal padre Dmitry al suicidio che sconvolse la famiglia: storia, affari e polemiche dietro il nuovo corso biancorosso

Foto: Ansa

Ma chi è il nuovo proprietario del Piacenza Calcio, Kirill Bosov? Ecco da dove proviene la sua ricchezza, c'entra l'impero russo del carbone e il suicidio del padre

Il Piacenza calcio, dopo anni parecchio turbolenti, tra il processo per bancarotta fraudolenta e le ombre persistenti del calcioscommesse, oggi si riposiziona su un terreno meno accidentato nonostante le polemiche e le male voci che continuano a circolare, forse sull’onda del passato. Tante insinuazioni – totalmente ingiustificate – circolano ultimamente sul nuovo acquirente della squadra piacentina, ovvero Kirill Bosov, solo perché erede di una delle grandi dinastie industriali legate al carbone russo. Suo padre, Dmitry Bosov, morto nel 2020 nella propria abitazione con un colpo di pistola alla tempia, è stato una figura centrale nella costruzione di un impero minerario targato Sibanthracite. La morte è stata ufficialmente classificata come suicidio, ma attorno a quell’evento – complice un patrimonio stimato attorno al miliardo di dollari – si è immediatamente aperta una disputa ereditaria. Da un lato la vedova Katerina, dall’altro i figli dei precedenti matrimoni – tra cui Kirill – e la madre dell’imprenditore. È proprio nell’eredità di quel patrimonio che affonda le radici la posizione economica attuale di Kirill Bosov, il cui legame però con la società del padre si è interrotto con la sua vendita per un miliardo di dollari ad un altro oligarca russo, poi finito sotto sanzioni. La sua eredità deriva da un patrimonio poi finito sotto sanzioni – post guerra d’Ucraina – che però, banalmente, non sono retroattive e non possono in alcun modo intaccare Bosov, che di quell’impero del carbone oggi sotto sanzioni e nelle mani di un altro oligarca, Aleksander Aldovyan, si è liberato quando ancora nessuna guerra era scoppiata.

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Ma andiamo con ordine. Sibanthracite è un colosso dell’estrazione di carbone metallurgico fondato dal padre Dmitry. Stiamo parlando di una catena produttiva che attraversa alcune delle aree più dure della Federazione Russa. Novosibirsk, Kemerovo, fino all’Amur. La capacità di estrazione di Sibanthracite, delle sussidiarie e degli hub logistici da essa controllati raggiunge circa 24 milioni di tonnellate l’anno e ricavi che nel 2019 hanno toccato i 125,5 miliardi di rubli, poco prima della morte di Dmitry. Numeri che raccontano la scala industriale di un gruppo diventato, nel tempo, uno dei poli strategici del settore e dell’intera Federazione Russa. Dopo la chiusura della vicenda ereditaria, Sibanthracite è stata ceduta per circa un miliardo di dollari alla A-Propriety di Aleksander Aldovyan, oligarca russo di origine armena che nel 2024, insieme alle sue società, inclusa Sibanthracite, sono finite nel regime sanzionatorio di Stati Uniti e Regno Unito. Come se non bastasse alcune inchieste internazionali hanno ricostruito una rete di società offshore tra Cipro e Isole Vergini Britanniche riconducibile proprio a Aldovyan. Una utilizzata per la gestione e la movimentazione dei capitali. Un contesto che però è totalmente estraneo a Kirill Bosov, che dal gennaio 2026 è Principal di Alkiva, una holding con base a Monaco e struttura operativa a Dubai, impostata come piattaforma di investimento nel lungo periodo. Parallelamente, Bosov mantiene un ruolo dentro Alltech Investments, la holding che ha accompagnato la transizione successiva alla cessione di Sibanthracite nel 2021.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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