Il tormentone di Sanremo 2026
Meno male che c’è Elettra Lamborghini. Altro che Sal Da Vinci, il vero tormentone di questo Festival di Sanremo 2026 è suo: i “festini bilaterali” che la tengono sveglia di notte. Ma non solo. Cosa siano questi festini bilaterali non è solo la frase più ripetuta dai festivalieri – conduttori, cantanti, giornalisti e pubblico – ma è anche un mistero. Prima si è pensato fossero festini fluidi nelle camere dell’Hotel De Paris, dove Elettra alloggia al quarto piano. Poi, quando ha detto: “Ragassi, ma io scendo in ciabatte e dico di smetterla”, si è capito che i festini erano nei locali vicino all’hotel, in particolare Villa Noseda, dove ogni notte si fanno festini vari.
"Bilaterali" in che senso?
Quello che ancora non si capisce bene è il “bilaterale”, non solo perché è riduttivo rispetto alle lettere LGBTQIA+, ma anche perché io ci sono andato e non mi è sembrato un locale particolarmente “oriented”. L’altra spiegazione è che la bilateralità stia per “stereo”: cioè, oltre alla Noseda, ci sarebbero anche altri locali che fanno festa con la musica alta fino a notte fonda. Per intervenire, Elettra Lamborghini ha anche lanciato la sua campagna “collezione di megafoni”. Basta presentarsi all’Hotel De Paris con un megafono e dire la parola d’ordine alla reception (che è “megafono”), Elettra Lamborghini riceverà il megafono e avrete la possibilità di farvi la foto con lei.
Le dimensioni contano
In ogni caso, Elettra Lamborghini la vorremmo sempre, da ora in poi, a Sanremo. Come conduttrice, come coconduttrice, all’Ariston, al PrimaFestival, al DopoFestival, dove volete voi: ogni volta che apre bocca combina il finimondo. Mentre Ema Stokholma la intervistava, Elettra è rimasta sbalordita dalle dimensioni di Can Yaman, così ha esordito: “Ma avete visto Can Yaman quanto è grosso? E' un toro. Sembra un armadio. È davvero grosso”. La Stokholma, alla parola “grosso”, ha iniziato a ridere, ed Elettra, come se stesse chiedendo un caffè al bar, ha chiesto a Ema: “Te lo fic*hi?”.
Bombate democristiane
Elettra ci tiene anche aggiornati sulle sue attività di coppia (molto sanremesi-democristiane perché sancite dal sacro vincolo del matrimonio, amen): “Sì, mio marito è qua (si tratta di Afrojack), ma non mi va di bombare, sono stanca. Se poi mi spompa non riesco a cantare”, il tutto mentre teneva un microfonone in mezzo alla scollatura. E niente: se ne impipa di tutti, è sveglissima, ha un accento perfetto per le cose che dice e sembra un Fiorello al femminile.