“Senza il mio consenso mi sono autoregistrato di notte e ho scoperto che ripeto sempre due nomi, Gianni e Luigi, e ora presenterò un esposto contro di me su questo”. Sono parole dell’avvocato Antonio De Rensis che, da Giletti, ha risposto così alle voci che girano sulla possibilità che sia proprio lui la persona registrata nei famosi audio resi noti dalla criminologa Roberta Bruzzone (poi anche travisata) e che sarebbero stati portati in Procura Generale a Milano per valutare l'ipotesi di depistaggio e inquinamento delle indagini. E’ chiaro che è il modo di De Rensis per dire che non ha alcuna paura degli sviluppi della vicenda e che, piuttosto, a preoccuparsi - sempre a suo avviso - dovrebbero essere altri. Quei due nomi che dice di aver fatto a caso, però, sembrano anche un messaggio, anche se De Rensis non lo ammetterà mai. O vogliamo dimenticarci che il legale dei Poggi, l’avvocato Tizzoni, fa Gianluigi di nome?
Per carità, a pensare male si fa peccato, ma è innegabile che – in un contesto di registrati e intercettati per altro braccati dai giornalisti sempre a caccia di un minimo elemento di novità – le ospitate in TV servono anche per parlarsi. Per dire cose che altrimenti non si potrebbero dire. E torna in mente, per chi ha seguito il caso Garlasco con attenzione, anche il racconto, fatto sempre da De Rensis, di una strana telefonata ricevuta subito dopo aver assunto la difesa di Stasi, quando ancora nessuno, a parte lo stesso Alberto Stasi e l’avvocato Giada Bocellari, sapeva che il legale bolognese era entrato nel team difensivo dell’attuale unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. “A me piace stare ritirato – aveva precedentemente detto De Rensis a Mattino5 – nella mia casa, con il mio giardino e i miei fagiani. Non vorrei che mi tornasse la memoria”. Sarà la solita “derensissata”, ma davvero vogliamo pensare che non è un messaggio nebbioso per tutti tranne per coloro a cui è indirizzato?
Quello che vale la pena chiedersi, piuttosto, è se ha ancora un senso parlare in codice ora che tutto, ma tutto davvero, è finito in vetrina rispetto a un omicidio intorno a cui è successo di tutto, a cominciare dagli errori dei primi inquirenti. Un omicidio su cui, però, più si indaga e più – dispiace dirlo – si rischia di allontanarsi dalla verità dentro questa incredibile mediaticità del caso ha letteralmente fatto rompere i freni a tutti. E non risparmia nessuno. Ne sa qualcosa anche la youtuber Bugallalla, che in questi ultimi due giorni ha pubblicato tre video che hanno fatto molto discutere e infiammare i social sul contenuto del PC di casa Poggi. Per quei tre video, sarebbero state fatte partire decine di segnalazioni e tre di queste sarebbero state accolte, portando alla rimozione dei filmati, poi immediatamente ripubblicati in un unico video. Come si legge nella caption del video, per essere corretti, i video sono stati segnalati per essere oscurati in Italia, e la testata di Bugalalla Crime di Francesca Bugamelli ha denunciato il tentativo di censura, pubblicando un video con tutti i filmati dedicati alle prove trovate sul PC in uso a Chiara e Marco Poggi. Di cosa si parla? Ognuno si faccia la sua idea, ma di sicuro hanno fatto e stanno facendo parlare e, altrettanto di sicuro, trattano questioni che andavano approfondite a loro tempo dagli inquirenti, visto che comunque tutto il materiale era già in mano ai RIS. La stessa Bugallalla ha fatto sapere, comunque, di aver inviato anche in Procura a Pavia una anteprima sui contenuti dei filmati.
Intanto, se - dopo lo sfogo tra il telefono e il video dell’avvocato Gianluigi Tizzoni contro il giornalista Carmelo Abbate, dopo la sfuriata di De Rensis contro il generale Garofano, dopo la scoperta che il perito informatico nominato dalla Procura di Pavia, Paolo Dal Checco, è tra i membri della ONIF insieme a Paolo Reale e che il legale di Giuseppe Sempio è il nipote del sindaco di Milano, Pisapia, dopo la famiglia Cappa che presenta una cinquantina di esposti e che pure Alberto Stasi s'è rotto il ca*zo - pensavamo di aver visto di tutto, ieri sera – grazie ancora a Massimo Giletti – c’è chi s’è preso il trono del re indiscusso della sintesi perfetta rispetto a quello che c’è, c’è stato e ci sarà intorno a Garlasco. Di chi stiamo parlando? Del bellissimo, e inconsapevole, Boogie. Chi è? E’ il cane che Paola Cappa portava al guinzaglio durante la passeggiata con la criminologa Anna Vagli interrotta dall’inviato de “Lo Stato delle Cose”, che ha cercato invano di strappare una qualche dichiarazione a quella cugina di Chiara Poggi che, in altri ormai famosissimi audio, diceva che un giorno – in cambio di un sacco di soldi – avrebbe raccontato proprio tutto. Evidentemente, vista la reazione, quel momento non è ancora arrivato. Chi, invece, ha stabilito che il momento era arrivato e non ci sarebbe stata incursione di sorta a interrompere il tutto – ma per altre azioni – è il cane Boogie. Il re della sintesi.