C’è stato un tempo in cui la politica si misurava sulle idee. Oggi sembra sempre più un salotto rumoroso, dove il tono si alza e il contenuto scompare. La vicenda che vede Elly Schlein invocare la “testa” di Matteo Piantedosi, sullo sfondo di un presunto flirt con Claudia Conte, è solo l’ultimo capitolo di una deriva che ha dell’imbarazzante. Non tanto per lo scandalo in sé, che interessa poco, quanto per ciò che rivela: il vuoto. Mentre il Paese arranca tra inflazione, sanità in affanno e precarietà cronica, il dibattito politico si riduce a dinamiche da cortile. La sinistra, che un tempo rivendicava spessore culturale e una certa superiorità morale, oggi appare incapace di uscire da una dimensione adolescenziale, dove il retroscena vale più della proposta. Quella “porpora” che dovrebbe rappresentare autorevolezza si scolora fino a diventare quasi caricatura.
Nel frattempo Matteo Renzi si diletta sui social a punzecchiare Giorgia Meloni con battute e sarcasmi che raccolgono consenso immediato ma non costruiscono nulla (un esempio: La Presidente del Consiglio perde un referendum: non si dimette, ma fa dimettere gli altri. Il Presidente della Federcalcio perde i playoff: non si dimette, ma fa dimettere gli altri. Vinciamo solo i mondiali di Scaricabarile: in pochi si assumono le responsabilità. Perchè?”). È la politica trasformata in intrattenimento, rapida e superficiale, fatta per essere consumata e dimenticata. Il problema non è solo lo stile, ma la sostanza che manca. Nessuno entra davvero nel merito delle questioni strutturali. Nessuno prova a indicare una direzione chiara. È più semplice insinuare, ironizzare, attaccare sul personale. Meno rischioso, certo, ma anche molto meno utile. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Cresce la disaffezione dei cittadini, che si allontanano da una politica percepita come distante e inconcludente. Si impoverisce il dibattito pubblico, ridotto a una sequenza di polemiche sterili. E si erode la credibilità delle istituzioni, sempre più viste come un palcoscenico invece che come il luogo in cui si prendono decisioni reali. E così, mentre la politica si guarda allo specchio compiaciuta del proprio riflesso mediatico, il Paese resta senza direzione. Non è solo una questione di destra o sinistra: è una questione di serietà. E quella, oggi, sembra merce rarissima.