Sigfrido Ranucci, MOW (Mao Mao) ti fa una proposta, una vera proposta: adesso che non sei stato reintegrato alla conduzione di Report (il tuo ricorso è stato respinto), vieni a lavorare per MOW (Mao Mao). Hai infatti passato il primo e fondamentale step per fare parte ufficialmente della nostra famiglia disfunzionale e bellissima: litigare, nella fattispecie col direttore PISTO e, di carambola, con tutti noi, perché tra di noi, è bene che lo si sappia (e a testimonianza della nostra indipendenza, che rasenta il meraviglioso menefreghismo), litighiamo spesso e volentieri, tranne stringerci l'un l'altro quando veniamo attaccati (non come la redazione di Report, che a un certo punto non si capiva più chi era con chi, chi era pro o contro, chi si faceva gli affari propri). Scrivi per noi, Sigfrido. Ti spiego come siamo messi.
Innanzitutto non siamo permalosi (tranne Matteo Cassol, che non scrive più per MOW - è a Il Tempo - ma fa parte di MOW, anche contro la sua volontà; infatti, PISTO lo vuole indietro, ma Cassol non vuole). Tu pensa che Riccardo Canaletti si era messo in testa di fare il «fogliante» (senza capire di essere un MOWER) ed è stato riaccolto come un figliol prodigo, diventando caporedattore. Io litigo spesso (e volentieri) con il direttore PISTO, il quale mi dice che dentro di me abita uno gnomo cattivo (confermo) e io, per scherno, gli intaso il WhatsApp con gnomi di tutte le fogge. Anche Gianmarco Aimi, per adesso, è in prestito altrove ( Rolling Stones, ma glielo concediamo è il più bravo critico musicale al momento): PISTO lo rivuole, ma lui ha litigato con Canaletti e non si parlano neanche, anche se è indubbio che Aimi sia un Super MOWER. Poi c'è la Giulia Sorrentino (in prestito a IL Giornale), che non so con chi abbia litigato, ma sicuramente con qualcuno lo ha fatto (ce l'hai presente la Sorrentino?). Poi c'è Cosimo Curatolo, che all'inizio ti fa simpatia e poi vorresti picchiarlo con la rincorsa. Emanuele Pieroni non litiga molto, tranne che con la Chiesa (cosa che fa imbestialire Canaletti, il nostro capo chierichetto). Gianmarco Serino, il nostro serafino, è troppo impegnato col pac*hio, per cui al momento litiga poco, ma ci aspettiamo grandissime cose da lui. Insomma, qui c'è gente che passa e spassa, ma soltanto coloro che scazzano sono destinati a diventare MOWER.
Infatti, PISTO vorrebbe (e ce la farà) anche Filippo Facci (che ha scazzato con PISTO; scazzare con PISTO vuol dire avere una via privilegiata per diventare MOWER), ma anche Massimiliano Parente (con cui ho scazzato io), ma anche Fulvio Abbate (sì, anche con lui ho scazzato io). L'unico che è MOWER senza avere scazzato è Domenico Agrizzi; infatti, la sua figura, come quella di Michele La Rosa, resta avvolta nel mistero. Poi c'è Alberto Capra, che a Sanremo di due anni fa si prendeva tutte le voiture e lo volevamo picchiare tutti.
Ci si può domandare: come fa ancora a esistere MOW. È un enigma. Sappiamo soltanto che un direttore, in queste condizioni, dovrebbe quantomeno essere calvo come Canaletti o Cassol e invece si presenta in riunione in accappatoio e CANNONE, coi suoi riccioli e il suo MULLETT, troppo impegnato a calcare le strade, dall'Africa alle curve del calcio. Insomma, Sigfrido, secondo noi sei già un MOWER. Ovviamente, la rubrica «MAO MAO COPYRIGHT BY SIGFRIDO RANUCCI» è già in lavorazione. Sarebbe giusto e santo che te ne occupassi tu: potresti sicuramente esprimere il tuo potenziale, libero da qualsiasi condizionamento che ultimamente (ma è una nostra impressione, legata a quanto hai scritto su PISTO, ma soprattutto sul povero Peppiniello Cangiano vestito da donna delle pulizie campana, con il fazzoletto campano sulla testa e il grembiule campano coi fiori campani) ha messo un po' in dubbio la tua fama di segugio. Potresti, per esempio, fare un'inchiesta su Walter Lavitola: ti pagheremmo il viaggio in Zimbabwe. PISTO e Cosimo hanno gli agganci, però, se va Cosimo, lo vogliono picchiare anche gli africani: è fatto così. Potresti fare un'inchiesta, vera, sulla libertà di stampa, dato che pare i «giornaloni» siano aumma aumma con un'università telematica. Potresti anche fare un'inchiesta sulla politica in Rai, o sui giornalisti che passano alla politica, o sui giornalisti che vanno a fare spettacoli in teatro (tipo: «Ma non sembra anche a voi il modello Grillo populista che tanto fastidio dava alla sinistra e che si alleò con la Lega?»). Sigfrido, qui le idee non mancano. Però siamo indipendenti, quindi qualche «vaffanc*lo» sta nel conto e potresti beccartelo anche tu: qui non ci sono santi, ma solo dannati scrittori.
Però, per qualche «vaffanculo» che dovrai mettere nel conto, stai tranquillo che qui a MOW siamo tutti dei gran trombatori (tranne io, che sono anzianissimo e snobissimo e oramai la do soltanto a diciottenni ricchissime e nobili e dai piedi perfetti, ma non se ne trovano), e come bonus sei anche invitato alle serate di capodanno del nostro uff. stampa Niccolò Fantini (fruste e manette li trovi in loco, poi si va a vedere tutti l'alba al pronto soccorso). Se tu vedessi la lista delle firme che hanno scritto per MOW, rimarresti basito. Come è possibile che, di tutte quelle firme, il nocciolo duro comprenda solo i citati e anche un paio che neanche scrivono più per MOW? È un mistero la cui soluzione sta solo nelle tasche dell'accappatoio di PISTO, insieme al portajoint in argento e lapislazzuli. Benvenuto, Sigfrido!