image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

5 novembre 2025

Vincenzo Lanni che accoltella una manager a piazza Gae Aulenti è la stessa trama di Bugonia. La distopia è il nuovo realismo

  • di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

5 novembre 2025

Un uomo accoltella una manager “per colpire il potere economico”: sembra la trama di Bugonia, dove due complottisti sequestrano una CEO convinti che sia un’aliena. Ma è accaduto davvero, a Milano. In un mondo che confonde realtà e fiction, la distopia non è più un genere ma una diagnosi collettiva. Lanthimos racconta ciò che la cronaca, brutalmente, replica
Vincenzo Lanni che accoltella una manager a piazza Gae Aulenti è la stessa trama di Bugonia. La distopia è il nuovo realismo

Un uomo, Vincenzo Lanni, accoltella una manager di Finlombarda, Anna Laura Valsecchi, a Milano, in piazza Gae Aulenti, e dice di averlo fatto per colpire il “potere economico”. Nel film Bugonia di Lanthimos, due complottisti rapiscono una CEO — Emma Stone, con lo sguardo di chi ha già capito tutto — convinti che sia un’aliena intenzionata a distruggere la Terra. La rinchiudono, la interrogano, le infliggono la violenza della loro fede paranoica. Non lo fanno per soldi o per rancore: lo fanno “per il bene del pianeta”. Esattamente come l’uomo che ha accoltellato “il potere”, scegliendo a caso una donna che camminava in una piazza simbolica. Il confine tra Bugonia e la cronaca sfuma in questi tempi distopici.
Viviamo in un tempo in cui la distopia è diventata la forma più onesta di realismo. Se il verismo e il neorealismo sono state correnti letterarie e cinematografiche delle quali, giustamente, noi italiani andiamo fieri, adesso il “canone” per raccontare il mondo diventa la fantascienza, la pre-apocalisse, la distopia. Non è più il “cinema” a copiare la realtà, ma la realtà a copiare un “genere”. La celebre “imitatio” ha cambiato verso.
Il realismo presupponeva ancora un ordine del mondo, un legame fra causa ed effetto. Ma oggi il mondo è un caos di contraddizioni, di notizie-meme, di teorie senza verifica. L’uomo che “colpisce il potere” non è un mostro: è il prodotto coerente di un’epoca che ha sostituito la conoscenza con la sensazione di sapere. Sì, Vincenzo Lanni era “disturbato”, ma il suo “profilo” sembra molto simile a tanti influencer che si muovono nelle “badlands” della frustrazione e del complottismo.

20251105 181528928 7611
Una scena del film Bugonia

Lanthimos non è più un regista visionario, ma un cronista anticipato. Non l’unico, ci mancherebbe. Ogni distopia è una grande metafora, e le due realtà — quella della finzione, della fiction, e quella della realtà (mai così surreale) — stanno arrivando a coincidere, come quelle piantine in translucido che, nei film di genere, restituiscono la piantina del reale sommerso.
Basta aprire un social per trovare teorie secondo cui l’acqua è controllata dalle multinazionali, i vaccini dagli alieni e il traffico da un algoritmo di Davos.
Il complotto non è più un margine della realtà: è il suo linguaggio ufficiale.
Quando un uomo qualunque si sente investito della missione di “colpire il potere”, la distopia si è già realizzata.
Non è più un genere. Ma quanti “credibilissimi” uomini “del destino” abbiamo visto in questi ultimi decenni? Quanti “profeti” mainstream hanno declamato i loro sermoni dalle televisioni generaliste? Perché l’uomo comune, l’uomo della strada, dovrebbe essere "in sé" e non "fuori di testa" come i potenti della Terra?
Premetto: credo poco alle teorie sociali dei disturbi mentali, e mi convince (e mi conforta, in maniera contorta, lo so) sapere che il delirio dipende dalla chimica dei processi mentali. Detto questo: le forme del delirio che appaiono in superficie, volenti o nolenti, sono sempre “letterarie”, sono sempre “fiction”. Voglio dire: viviamo in un mondo in cui stampare la moneta è un atto svincolato dalle riserve auree; la quantità di moneta circolante è pura fantasia. Come possiamo essere certi che questa “fantasia” economica sia, per dirla con Spinoza, “adeguata” e non un altrettanto delirio? Fosse “adeguata”, il mondo andrebbe un po’ meglio. O mi sbaglio?
Non giustifico nessuno, e l’assassino è un assassino, e come tale va giudicato, infermità, seminfermità o tutto quello che volete. Sto solo dicendo che, oramai, le categorie con le quali “leggere” la realtà sono quelle dell’horror e della fantascienza, dei “mostri” e delle realtà “immaginarie” (immaginarie come la cartamoneta che tenete in mano, ça va sans dire). Lanthimos lo mostra con l’eleganza della metafora; la cronaca italiana lo replica con la brutalità di un coltello. Ma il gesto, l’idea, la frase — “ho colpito il potere economico” — appartengono alla stessa grammatica delirante: quella in cui il “simbolo” sostituisce il reale, e non esiste altro “reale” se non quello simbolico. Che è più o meno la descrizione del delirio schizofrenico paranoide o, per dirla in altra maniera, il mondo in cui viviamo.

Tag

  • Cinema
  • Cronaca nera

Top Stories

  • "Falsissimo a Teatro", Fabrizio Corona sgancia la bomba su Garlasco: "Non avrete mai le prove di chi ha ucciso Chiara Poggi. Spero che Sempio non venga condannato”

    di Senza nome

     "Falsissimo a Teatro", Fabrizio Corona sgancia la bomba su Garlasco: "Non avrete mai le prove di chi ha ucciso Chiara Poggi. Spero che Sempio non venga condannato”
  • Delitto di Garlasco: e adesso Andrea Sempio? L’avv. Colzani a fuoco: “Rischia 30 anni anche con l’abbreviato, ma Napoleone…”

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: e adesso Andrea Sempio? L’avv. Colzani a fuoco: “Rischia 30 anni anche con l’abbreviato, ma Napoleone…”
  • Delitto di Garlasco: ok, ma chi è lo zio ricchissimo di cui Andrea S. parla nei "Sempio-files"? Tutto porta a un nome (e a una storia da raccontare)

    di Gianmarco Serino e E. Pieroni

    Delitto di Garlasco: ok, ma chi è lo zio ricchissimo di cui Andrea S. parla nei "Sempio-files"? Tutto porta a un nome (e a una storia da raccontare)
  • Delitto di Garlasco: “Andrea S.” e i post (inquietanti) sul forum dei seduttori. Dalla “one itis tra i 18 e i 20 anni” al dubbio su “personalità repressa da serial killer israeliano?”

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “Andrea S.” e i post (inquietanti) sul forum dei seduttori. Dalla “one itis tra i 18 e i 20 anni”  al dubbio su “personalità repressa da serial killer israeliano?”
  • Delitto di Garlasco: perché Andrea Sempio non ha cancellato tutto dal forum dei seduttori? Per 34280 Euro di motivi, ma…

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: perché Andrea Sempio non ha cancellato tutto dal forum dei seduttori? Per 34280 Euro di motivi, ma…
  • Delitto di Garlasco: Cassese indagato e un altro (inquietante) appunto? Le mani nella spazzatura gettata in fretta da Andrea Sempio metafora perfetta di tutta questa storia

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: Cassese indagato e un altro (inquietante) appunto? Le mani nella spazzatura gettata in fretta da Andrea Sempio metafora perfetta di tutta questa storia

di Ottavio Cappellani Ottavio Cappellani

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Sapete chi è il politico più vicino a Mamdani in Italia? Mettetevi a sedere e respirate: Matteo Salvini. Almeno su tutto quello che conta

di Riccardo Canaletti

Sapete chi è il politico più vicino a Mamdani in Italia? Mettetevi a sedere e respirate: Matteo Salvini. Almeno su tutto quello che conta
Next Next

Sapete chi è il politico più vicino a Mamdani in Italia? Mettetevi...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy