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Tesla, in Cina non possono
circolare nelle zone militari:
“Potrebbero spiarci”

  • di Marco Ciotola Marco Ciotola

21 marzo 2021

Tesla, in Cina non possono circolare nelle zone militari: “Potrebbero spiarci”
Pechino vieta l'utilizzo di auto Tesla nei dintorni delle aree militari cinesi. Il motivo? Le telecamere in dotazione delle vetture potrebbero raccogliere dati sensibili. Ma Musk minimizza: “Se spiassimo, Tesla sarebbe già stata chiusa ovunque”

di Marco Ciotola Marco Ciotola

Continuano i sospetti di spionaggio tra USA e Cina. Dopo l'affaire Huawei, il fronte si ribalta, con il governo di Pechino impegnato a inibire l'impiego di vettura a marchio Tesla, in particolari condizioni. Sulle vetture del colosso di Elon Musk, infatti, grava un divieto assoluto di utilizzo nelle zone militari cinesi, sulla scia del timore che le telecamere in dotazione su ogni veicolo possano raccogliere dati sensibili e finire per contribuire ad operazioni di spionaggio portate avanti dal governo USA.

Di fatto, quindi, per l’esercito cinese, le auto Tesla non sono ben accette, antipatia che stride non poco con i quasi 150mila veicoli venduti l’anno scorso nel Paese dalla compagnia. Ma le scintille geopolitiche tra le nazioni – le due maggiori economie al mondo – continuano a subire l’onda lunga di quello che è stato senza dubbio il peggior periodo storico nei rapporti Washington-Pechino, vale a dire l’era Donald Trump.

Il tycoon ha innescato vere e proprie battaglie in primis etico-morali con l’esecutivo cinese, imponendo poi un imponente ban della loro tecnologia proprio paventando rischi di spionaggio. Ecco perché ora, ad un’occhiata meno superficiale, non sembra illogica la mossa dell’esercito cinese, anche in considerazione di un particolare evento scatenante: la scorsa settimana, Verdaka, società che fornisce e gestisce telecamere di sicurezza per conto di colossi tech come Cloudflare e proprio Tesla, ha subìto un massiccio attacco informatico che ha permesso agli hacker di accedere alle telecamere di tutti i clienti della compagnia. 

Il gruppo protagonista dell’attacco – noto come Advanced Persistent Threat 69420 Arson Cats – è riuscito a violare oltre 150mila telecamere di sicurezza stando a quanto segnalato dal sito di settore CyberSecurityUp, vicenda che potrebbe aver alimentato timori già attivi sul fronte cinese.

Dalla sua, però, il CEO Elon Musk minimizza la questione, spiegando che, se davvero la sua compagnia avesse simili intenzioni, sarebbe già stata chiusa ovunque, non solo in Cina. 

Il miliardario imprenditore ha commentato la questione proprio nel corso del suo più ampio intervento in video-conferenza al China Develpment Forum 2021 di scena a Pechino, evidenziando la correttezza della sua azienda e i rigidi vincoli internazionali in piedi per simili questioni:

“Se una società commerciale si dedicasse allo spionaggio, gli effetti negativi che ne subirebbe sarebbero enormi, quindi per noi gli incentivi ad essere e restare molto confidenziali nei riguardi di qualsiasi informazione sono particolarmente forti. In più, va detto che se Tesla usasse le auto per attività di spionaggio in Cina o in qualsiasi altro Paese verrebbe chiusa”, ha dichiarato Musk nel corso del suo intervento in streaming. 

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