Il 30 aprile al cinema uscirà il nuovo film di Pupi Avati. Negli ultimi lavori di Pupi Avati si respira un desiderio sempre più evidente di tornare indietro, di rovistare tra i nodi emotivi mai sciolti. Un cinema che guarda al passato per interrogare il presente. Dopo L’orto americano, Avati presenta Nel tepore del ballo, scritto con Fausto Brizzi e Tommaso Renzoni, passato dal Bif&st e in uscita nelle sale. Al centro c’è Gianni Riccio, interpretato da Massimo Ghini: volto popolare della televisione, travolto da uno scandalo finanziario che lo porta in carcere e lo costringe a fare i conti con sé stesso.
Attorno a lui si muove un mondo fatto di rivalità e ambiguità, come quello incarnato dalla spregiudicata conduttrice interpretata da Giuliana De Sio, che dietro la ferocia mediatica nasconde una sorprendente forma di lealtà. La vicenda personale del protagonista affonda però in un passato segnato da assenze e traumi: una madre mai conosciuta, un padre irrisolto (Raoul Bova), e una crescita affidata alla zia, cui dà volto Lina Sastri. A riemergere sarà anche un amore lontano, interpretato da Isabella Ferrari, possibile chiave di redenzione.
I temi sono quelli di un percorso che il regista porta avanti da decenni, alternando introspezione e suggestioni più oscure, restando fedele a uno stile riconoscibile. A quasi novant’anni, Avati continua a raccontare storie, affiancato da un cast che include anche Pino Quartullo, Sebastiano Somma e apparizioni di Bruno Vespa e Jerry Calà.
Ma l’attrice che più attira l’attenzione è sicuramente Giuliana De Sio, conosciuta per il suo grande talento e per la sua personalità fragile e priva di filtri. La De Sio torna al cinema e dichiara che per il personaggio della presentatrice spregiudicata si è - sotto consiglio di Avati - liberamente ispirata a Barbara D’urso.
L’attrice a riguardo ha affermato: “Ho rivisto solo qualche fotogramma per riconoscere le espressioni di finta commozione richieste da quel tipo di copione tv. Ma non è solo lei, non la conosco e non voglio offenderla, c’è tutta una genìa di donne, e uomini, che lavorano su questo schema”. In merito al personaggio del film ha poi aggiunto: “Una che ha navigato in tutti i mari, tipica della tv della menzogna. dell’ipocrisia che si fa scendere le lacrime davanti al pubblico pur di commuovere e un secondo dopo passa alla violenza. È avvelenata d’ambizione, ma anche buffa, con i boccoli, le minigonne fuori misura e fuori tempo massimo”.
Non proprio un complimento per la D’urso, insomma, che pare non aver reagito (almeno pubblicamente) alle dichiarazioni, anche se il personaggio sembra rivelare un lato molto leale. Il personaggio interpretato dalla De Sio, aiuterà l’imprenditore a ripulirsi l’immagine dopo lo scandalo finanziario: la tv diventa un modo di permettere a chi sbaglia di entrare in confidenza con il pubblico, permettendo di normalizzare anche le vicende più scandalose.
Lo stesso Avati ritiene la scena della conduttrice il cuore del film: “Un momento in cui la televisione, “infernale” e pervasiva, mostra tutta la sua capacità di “convincerci di tutto e del suo contrario”, trasformando la confessione in spettacolo”.
Anche il regista ha dichiarato serenamente che l’ispirazione è nata proprio dall’osservazione del metodo di conduzione D’urso. Mentre la nota conduttrice è in causa con Mediaset, anche il cinema parla di lei, ancora di lei. Perché anche se Barbara non è più in tv da tempo (fatta eccezione per la sua partecipazione a Ballando con le stelle), volente o nolente il suo modo di presentare è diventato un fenomeno culturale, un nuovo modo di fare televisione, o forse, solo la sua estremizzazione più teatrale. Che piaccia o no, chi diviene ispirazione anche per un regista come Pupi Avati, ha sicuramente lasciato un segno nel piccolo schermo e ora è pronta ad essere proeittata anche nel grande.