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23 maggio 2026

“Dalla strada al palco”, ma sempre su Rai 1. Quanto ancora dovremo sorbirci la brutta copia dei programmi di Carlo Conti?

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

23 maggio 2026

Stasera su Rai 1 va in onda la finale di “Dalla strada al palco” e non siamo mai stati così in hype. Non per la finale in sé, si intende, ma per la fine di questo ennesimo programma soporifero. Dormire fa bene, ma per quello si possono anche utilizzare altri metodi. Un programma tv dovrebbe quantomeno destare l’attenzione degli spettatori e, invece, si accontenta di racimolare qualche ascolto dal solito target, coi soliti ospiti e le stesse dinamiche. Possibile che nessuna trasmissione voglia più puntare a diventare un cult?

foto di Ansa

“Dalla strada al palco”, ma sempre su Rai 1. Quanto ancora dovremo sorbirci la brutta copia dei programmi di Carlo Conti?

Dalla strada al palco giunge stasera alla puntata finale. Spoiler: e menomale. Il programma è stato battezzato People Show, probabilmente per dare un’idea di originalità e distinguerlo dai soliti talent. Peccato che la missione è decisamente fallita. Visto che chiunque passi da quel palco su Rai 1 è destinato ad essere dimenticato dal pubblico in dieci secondi netti.
Questo è anche peggio di ciò che accade nei classici talent, in cui quantomeno i concorrenti seguono un percorso, strutturato in maniera più o meno discutibile e di breve durata come tempi televisivi impongono. Quello che regala Dalla strada al palco ai suoi concorrenti è, invece, illusione pura: cui prodest?
Gli ascolti si mantengono medio alti, soprattutto considerata la messa in onda di sabato sera, con concorrente Amici di Maria De Filippi, che è terminato la settimana scorsa, ma il programma dice davvero poco. Probabilmente il palinsesto non offre alternative abbastanza valide per quel target. Sta di fatto che il People Show non era partito malissimo con Nek nelle vesti di conduttore. E anche con l’affiancamento di Bianca Guaccero, quantomeno risultata riconoscibile.
Certo, il format era il medesimo e non regalava sorprese, ma almeno la presenza di un nuovo conduttore in Rai lo faceva sembrare un programma diverso dagli altri. Con Carlo Conti in studio e su Rai 1, invece, ci sembra un altro copia e incolla dei suoi programmi.
Conti, infatti, ne è l’ideatore, anche se quest’anno siede solo in giuria accanto a: Mara Venier, Nino Frassica, Bianca Guaccero, Enrico Brignano e Nek. Il maestro Enrico Melozzi si occuperà di dirigere l’orchestra.

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Nek, conduttore delle prime edizioni di "Dalla strada al palco"

Sappiamo che per la finale il loro voto sarà svelato solo alla fine e avrà valore triplo e durante la puntata interverranno alcuni ospiti, tra cui: Marco Masini, Mario Biondi, Michele Bravi, Pierdavide Carone, Mowgli, Luca Gaudiano, Banda dell’Esercito Italiano, Anna Chiara Amirante, Vittorio Grigolo, Carly Paoli, Vincenzo De Lucia, Lou Bega, Greta Zuccarello e Selma.
Vi dicono niente la maggior parte di questi nomi? Praticamente sono un cocktail tra Ora o mai più, Tale e quale show, I migliori anni e i suoi Sanremo. Un cast fedele e rassicurante, in perfetto stile Rai. Come dire: invertendo l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.
E, infatti, in questo infinito prolungamento del programma televisivo “contiano”, a presidiare è sempre la democristianità, che è il vero denominatore comune di tutti i suoi programmi.
Non importa se lui ci sia o meno, la sua “firma” si sente comunque. Laddove c’è perbenismo c’è Conti. Lo fiuti.
Il problema non è nemmeno più il singolo programma, ma il meccanismo che lo produce. Una televisione che tende a rassicurare più che a rischiare, che preferisce confermare volti e dinamiche già collaudate invece di provare a costruire qualcosa che esca davvero dal perimetro del già visto, è una tv immobile. Il risultato è un intrattenimento che funziona nell’immediato, ma che non lascia la minima traccia e non pretende mai davvero di farlo. Tra cinquant’anni - ma pure tra molti meno - chi si ricorderà di questo programma? È come se nessuna trasmissione puntasse più a diventare un cult. L’importante è macinare qualche ascolto in più e poi tanti cari saluti a tutti.
In questo senso, Dalla strada al palco non è un’eccezione ma una sintesi perfetta: c’è un contenitore ordinato e privo di spigoli, dove anche la diversità viene incanalata in una forma rassicurante. E questo è proprio il limite. Non tanto ciò che mostra, ma ciò che evita accuratamente di essere. La tv, negli anni, ha provato ad avvicinarsi alla realtà, ma alla fine quasi nessun programma ha ottenuto il risultato sperato, nemmeno gli stessi reality. Tutto è ancora una volta ben costruito per veicolare i soliti messaggi comodi. Quando ci sono i messaggi. E senza “scossa” anche Dalla strada al palco si aggiunge alla lunga lista dei programmi utili a conciliare il sonno. E almeno, anche stasera, risparmieremo sui tranquillanti.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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