Passata la finale dell'Eurovision, ecco che arriva quella di Amici. Unica puntata in diretta del talent show, per l'occasione spostata alla domenica sera, anche Amici 25 è giunto a conclusione. Con la vittoria di Lorenzo Salvetti e il secondo posto del ballerino Alessio Di Ponzio, si è conclusa l'edizione che segna il quarto di secolo del talent di Canale 5.
Un'edizione sottotono, e senza nemmeno andare troppo a ripescare nel passato: lo hanno dimostrato gli ascolti che, anche solo rispetto appunto all'edizione precedente, sono scesi in maniera notevole. Un esempio? La semifinale e la finale, cioè i due appuntamenti che più dovrebbero creare attesa per il pubblico: per la prima 300mila spettatori in meno, per la seconda addirittura 651mila.
Amici segna 25 anni: è diventato un ragazzo e anche se mantiene l'entusiasmo dei suoi giovani - talvolta giovanissimi, come nel caso del 18enne che ha appena sollevato la coppa - concorrenti, ormai è diventato un adulto e come tutti gli adulti, è iniziata l'età della disillusione.
La verità è che ad Amici non è che sia poi cambiato molto: la giuria è la stessa dello scorso anno con l'innesto di Gigi D'Alessio, le dinamiche tra professori litigiosi sono rimaste identiche e così anche il momento che interrompe la gara, cioè il segmento del guanto di sfida: quest'anno sostituito da Alessandro Cattelan che cerca di rimanere nella tv generalista, ma niente di diverso rispetto alla struttura generale della puntata. Anzi: l'adattamento in chiave defilippiana del game show Password, ha fagocitato il format che, alla fine, è diventato una parentesi più che un rilancio di Cattelan dopo il mancato rinnovo in Rai.
Anche la finale di questa 25esima edizione poi, ha ricalcato la solita tradizione: le stecche che, grazie alla diretta, tornano a farci compagnia, le esibizioni dei ragazzi che via via si eliminano l'un l'altro e lo stuolo di giornalisti in studio che producono complimenti e mai una riflessione interessante. A bene guardare, l'edizione di quest'anno, è una rivincita: Salvetti ha fatto giustizia al secondo posto di X Factor di due anni fa, mentre Di Ponzio all'infortunio che, lo scorso anno, lo aveva costretto a ritirarsi. Eppure, questa edizione non ha scaldato il pubblico: sia perché è mancato il concorrente capace di attirare l'attenzione o comunque creare dibattito, sia per via del format in cui, a differenza dei professori, ormai gli allievi sono diventati più un pretesto narrativo che i veri protagonisti dello show.
Ma Amici, lo dicevamo, adesso ha 25 anni: è adulto. È nella fase della fine delle illusioni: col passare degli anni, ha perso l'aura romantica che lo caratterizzava, cioè quell' idea che fosse una strada non solo per inseguire un sogno, ma per realizzarlo.
Amici era un programma che, secondo la propria narrazione, aveva un secondo tempo: quello della vita fuori dalla scuola, di cui il talent si faceva via privilegiata da percorrere. Gli ex concorrenti intanto, hanno iniziato a raccontare della propria salute mentale, mentre i pezzi non scalano più le classifiche come un tempo, nemmeno su Spotify. Col passare del tempo insomma, si è svelato il meccanismo della dura legge dello spettacolo che spreme l'artista finchè, l'anno successivo, non ci sarà un'altra classe.
Si è perso dunque quell'elemento che faceva presa sui concorrenti stessi: l'idea che Amici fosse qualcosa di più di una semplice trasmissione televisiva. Adesso invece, l'impressione è che siano cambiati anche i ragazzi: più consapevoli, al contrario consci che si tratti solo di uno show televisivo. E lo sa anche il pubblico, che infatti ha iniziato a disaffezionarsi: è cresciuto pure lui, insieme allo show.
I tempi cambiano, 25 anni di vita per un programma non sono certo pochi: ma fino a quando potrà ancora durare la favola del talent fucina di talenti? All'indomani della finale, Pier Silvio Berlusconi si congratula con Maria De Filippi per il risultato: "Amici è un evento di cui siamo orgoglosi", ma il trend negativo è sotto gli occhi di tutti.