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12 aprile 2026

Chi vince tra Canzonissima e Amici? È come entusiasmarsi per una corsa tra lumache

  • di Grazia Sambruna Grazia Sambruna

12 aprile 2026

La febbre degli ascolti del sabato sera non è mai stata così narcolettica. Su Rai 1 'Canzonissima' guidata da Milly Carlucci, su Canale 5 la venticinquesima edizione di 'Amici di Maria De Filippi'. Due programmi sciapi e bruttarelli per ragioni diverse, ma la sostanza non cambia: entrambi sono sempre la medesima sbobba. Chuck Palahniuk scriveva in 'Fight Club' che 'con l'insonnia nulla è reale. Tutto è una copia di una copia di una copia...". Purtroppo, è la stessa identica impressione che ci assale oramai da anni quando, temerari, accendiamo la tv di 'saturday night' - e non solo. L'indomani, puntualmente, sui social c'è chi riesce pure a scannarsi per le percentuali Auditel tra il primo canale e l'ammiraglia del Biscione. Chi vuoi che vinche, signora mia? Di certo, non il pubblico. È come entusiasmarsi per una corsa tra lumache...
Chi vince tra Canzonissima e Amici? È come entusiasmarsi per una corsa tra lumache

La noia del sabato sera. Rai 1 e Canale 5 si sfidano con due programmi sciapi, bruttarelli. E il pubblico, al solito, patisce. Il primo canale propone 'Canzonissima', tanto per cambiare un revival dei bei tempi che furono. Ma l'immarcescibile Milly Carlucci ha scelto di riportarla in onda con una saliente novità: la gara è stata trinciata via dallo show. Così assistiamo alla processione dei santi patroni, ossia ogni cantante del cast: portano un brano a scelta sul tema della puntata, comunque un evergreen della musica nostrana, godono di clip superlative che raccontano i loro miracoli in pensieri, parole, opere e canzoni. Poi si esibiscono, prendono una valanga di 'Osanna eh' da parte dei sette giurati della trasmissione e alla fine nessuno vince niente. Viene soltanto proclamata la canzone più bellissima (superlativissimo esageratissimo e sbagliatissimo ma dovutissimo, ndr) tra le bellissime sentite nel corso della serata. E che cosa si vince? Niente, per carità! La competizione è tossica, sia mai che pure le sette note possano sentirsi offese. Così, in pratica, non c'è un reale motivo per seguire questa liturgica e incensante sequela di elogi e karaoke tra magnifici e infallibili vip. 'Canzonissima' è il gemello buonista e democristiano di 'Ballando con le Stelle', quello che non fa mai polemica se non, al massimo, su Povia. Che tanto oramai canta per strada e quindi daje all'untore, non si scontenta nessuno. In questo mesto e imbelle scenario, dall'altra parte, ossia sull'ammiraglia del Biscione la situazione è forse persino peggiore. Mettete la camomilla sul fuoco, l'unica speranza qui è assopirsi e sognare d'entusiarmarsi per una gara tra lumache. Che, alla fine dei conti, sarebbe meno tediosa. 

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All'esordio, è stato un testa a testa lato Auditel. Poi De Filippi, già reduce da un'intera edizione di 'C'è Posta per Te' non brillantissima per i propri standard di share, alla seconda puntata ha convocato Hollywood: Zendaya e l'ex vampirello di Twilight Robert Pattinson. Sono rimasti in studio due minuti a dir tanto, ma l'effetto grandeur c'è stato comunque. Pure perché buona parte del pubblico odierno stava in culla o su di lì quando le trasmissioni di Bloody Mary, tipo appunto 'C'è Posta', ospitavano Robert De Niro. Per non parlare di 'Amici' che si fregiava di Patrick Dempsey o perfino Maradona come 'giurati speciali' per un'intera puntata. Mentre a duettare coi ragazzi del serale accorevano Anastacia, Kylie Minogue, Ricky Martin, Mary J. Blige e così via. Teneteve 'sti spicci. 

Oggi o manca il budget o si dà per assodato che spendere non serva più per intrattenere la gente a casa. Che tanto poi il pubblico si vedrà il programma l'indomani, scegliendo eventualmente selezionate e selezionabili clip. La tv è fatta per un pubblico di assopiti sul divano, le trasmissioni devono iniziare tardissimo e prolungarsi fino all'ora dei licantropi e dei vampiri sperando così di racimolare qualche decimale di share in più l'indomani. Non ha più nulla a che fare, insomma, con l'intrattenimento. E così a chi importa ciò che viene mandato realmente in onda? È sbobba, sempre uguale a se stessa, già mangiata, digerita e metabolizzata: in oltre 20 anni di tempo, oramai è come se ci scorresse nelle vene e troviamo rassicurante, in un senso certamente masochistico, ritrovare infinite riproposizioni della medesima solfa sui nostri piccoli schermi. Perché ci ricorda quando eravamo (un po' più) giovani, perché siamo anestetizzati in un loop in cui 'la ruota gira, giiiiira' mentre nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma - in qualcosa di peggio perché sciatto e tirato via. Ma la nostalgia canaglia, in questi tempi incerti assai, è l'unica scappatoia, signora mia, la (non) soluzione. Perché pensare al domani, a qualcosa di pericolosamente 'nuovo' quando si può contare su un passato tanto vincente a cui tutti siamo (indotti a essere) affezionati? Basta farci caso: al cinema e nelle serie tv succede la stessa identica cosa: revival, remake, reboot con le storie di sempre, solo più annacquate, meno 'problematiche', più innocue. Tipo rifare 'Scrubs' e levar via il Dr. Cox - che ci crediate o meno, sta succedendo davvero (su Disney Plus). 

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'Amici' sta vivacchiando, e anche vincendo la sfida dell'Auditel, ma con grande pigrizia. Ogni anno, di fronte al Serale, la domanda è sempre la stessa: "Perché la classe di Ballo è sempre più forte di quella di Canto?", tradotto: possibile che non ci fosse in Italia qualche ugola capace di prendere almeno due note di fila senza abbaiare? Se ne capita uno bravo, viene trattato non da futuribile vincitore, ma da colpo di scena televisivo: finirà eliminato presto, in modo che la gente da casa si possa indignare. E quindi trovare una ragione per commentare il talent sui social, far baruffa, hype, engagement. Questo è irrilevante ai fine dell'Auditel ma, almeno, dà l'impressione che il programma sia in onda per davvero perché se ne parla su X, si commenta su Instagram, mentre su Facebook non succede niente perché là oramai ci stanno soltanto cantieri e anziani che li osservano dando indicazioni su come procedere coi lavori. Le trasmissioni tv, come una qualunque Chiara Ferragni prima maniera, ora devono dare impression, non reale entertainment. 

Altro interrogativo che il pubblico si pone ogni santo anno: "Perché è tutta una lite tra Prof? 'Amici' non è mica un talent?". Sì e no. Maria De Filippi si è resa conto, prima di tutti, di un mero fatto: la favola di questi ragazzini che cantano e ballano inseguendo i loro sogni di gloria e successo ha stuccato già dieci anni fa. Abbiamo sentito ogni canzone nostrana, dalle celeberrime alle più 'ricercate', coverizzata, storpiata e/o brutalizzata in qualsiasi maniera (im)possibile. Più e più volte ancora. E poi ogni settimana oramai da troppo tempo esce fuori l'intervista a qualche ex concorrente che vuota il sacco sulla depressione, la sindrome dell'impostore, l'unghia incarnita di cui ha cominciato a soffrire dopo aver partecipato allo show defilippico. Logorandosi nell'attesa di una fama che, nonostante le gloriose premesse, non è mai arrivata davvero o è durata il tempo di una hit estiva ad andar di lusso. Che fare, dunque? Rimescolare gli ingredienti, ibridare il format: lo spazio concesso ai giovani talenti in gara è sempre minore di edizione in edizione. Se fate caso, non aprono bocca all'infuori dell'esibizione da diverse stagioni oramai, forse l'ultimo con personalità ribelle e quindi diritto di parola è stato Wax (2022, ndr). Poi, per quanto riguarda il Serale, basta: tutti zitti e mosca. Ballano, cantano, si levano di torno. Così che il pubblico a casa non vi si possa affezionare troppo, evitando in primo luogo il rischio 'fanatismo'. Ma anche che i ragazzi in competizione, sempre più giovani e dichiaratamente fragili, si prendano troppe pernacchie sui social. Le pernacchie, infatti, sono riservate soltanto ai Prof e ai loro litigi da pollaio isterico. Tali litigi, mai più le perfomance dei concorrenti di belle speranze, si son fagocitate la gara. Et voilà, due problemi risolti in un colpo solo: i baldi talentuosi, così volutamente ridotti a fogli A4, pur essendo su Canale 5 di sabato sera, non spiccano troppo, passano da sfondo, su gigantesco schermo led, di uno show il cui focus reale è altro. Tipo Anna Pettinelli e il nuovo innesto in giuria Gigi D'Alessio che se le danno, verbalmente, di santa ragione. Celebrity Death Match, 'Amici' mai. 

#Amici25 1° Puntata Serale Registrazione giovedì #19marzo2026 differita sabato #21marzo2026 Studio 8 Elios Mediaset via Tiburtina Roma.
Anna Pettinelli VS Gigi D'Alessio. pic.twitter.com/OuKHl4QuAj

— Gerry Ant (@GabrielMaldini9) March 21, 2026

Quindi da una parte, su Rai 1, abbiamo una competizione tra canzoni che non è, non volesse mai il cielo, una gara. Una roba che va in onda, insomma, dimenticando di mettere in piedi un format, un'idea, di dare alla gente un qualsiasi motivo per seguire la trasmissione. All'infuori, certo, dell'adulazione senza se e senza ma. Sono tutti bravissimi, fenomenali, santi! Santi! Santi! E così ce li teniamo, il paradiso degli uffici stampa s'è fatto finalmente (per loro e l'ego degli assistiti loro, ndr) concreta realtà televisiva. Ne deriva una certa, importantissima narrazione per cui ogni critica è cattiva, fuori luogo, scritta per ferire e demolire anime candide, sacre che meritano soltanto complimenti, infatti. Se la tv dice che è tutto bellissimo, tu devi pensare (pardon, ripetere) che sia bellissimo. Perché così gli artisti in questione casomai tornano ad alzare due copie in più, così sempre tu non passi per 'maleducato', anzi 'hater': vorrai mica turbare la santa quiete di un milionario ricco e famoso, eh? Per carità! La piscina a sfioro che tiene sulla terrazza dell'attico in cui vive non contiene cloro, ma le sue stesse lacrime che gli sgorgano dagli occhioni innocenti e sensibilissimi ogni volta che qualcuno sceglie di non ascoltarlo. Così vi vuole il mercato: vi dovete bere tutto. Perché è bello? No, perché 'siete' (ancora una volta dovete essere, ndr) tanto empatici. La narrazione del lato (molto) umano di ogni artista, mostrata per esempio di sabato sera a 'Canzonissima' con le clip introduttive tra mille aromi di incensi, vince non solo sull'arte, ma sul buonsenso perfino: iil tal personaggio non ci piace perché ha tirato fuori una bella canzone (o cover). Ci piace perché è tenero che si taglia con un grissino, ha una storia 'forte' alle spalle, è educato e gentile. Se non apprezzi la tenerezza, l'educazione e la gentilezza, non puoi che essere uno stronzo, allora. Ed ecco che il capitalismo, sempre lui, c'acchiappa tramite ricatto emotivo. Mentre, mano a mano, siamo sempre meno in grado di esercitare il nostro senso critico o di esprimere un gusto personale che non sia filtrato e inucolato dai buoni sentimenti di cui la tv è mellifluamente pervasa. Per (far) battere cassa. Contanti o carta? 

Dall'altra parte, ad 'Amici', va in onda una sbobba che dovrebbe essere una gara, invece. Ma che smesso di esserlo per infiniti motivi: visto che fuori i ragazzi poi, puntualmente, non sbancano, è inutile dar troppo l'impressione che al Serale siano delle star. Che poi rimangono male, come non sapessero dall'inizio che già a settembre verranno rimpiazzati da gente nuova e ripartirà la giostra (senza di loro, ovvio). Il rischio concreto è che la trasmissione passi per la fabbrica di plastica e oggi la salute mentale è importante, mica può permettersi che sia sempre 'colpa' del talent quando un qualsiasi ventenne passato di lì e che non sfonda si dispera ai microfoni di qualche quotidiano, podcast, tostapane, altri piccoli elettrodomestici. E del resto non è colpa della trasmissione, se non per narrazione: proprio a livello matematico, 'Amici' non può sfornare venti/trenta 'star' ogni anno. Uno su mille ce la fa, come da sempre è stato e per sempre sarà. Quell'uno capita tipo cometa di Halley. O insomma due/tre volte al decennio. Ne consegue pacificamente che gli altri, tutti gli altri, siano comparse funzionali a un racconto televisivo che si sviluppa da settembre a maggio, quando si conclude con una vittoria che è l'epilogo, la fine di quella lunga storia. Stop! Dimentica(ti). 

La (finta) retorica del 'Bravi tutti!', l'accortezza di (cercare di) non creare nuovi zombie sotto Xanax che poi si proclameranno urbi et orbi falliti a poco più di 20 anni, l'inserimento di Alessandro Cattelan per un quiz, 'Password' che non sta piacendo a nessuno perché lì non c'entra un piffero - ma che De Filippi troverà il modo di far diventare preserale o alternativo a 'La Ruota della Fortuna' quando sarà tempo, non ne dubitiamo, ne vediamo nitidamente il disegno - le liti tra i Prof, veri protagonisti di una baraonda che ancora finge di chiamarsi 'talent'. Chi vince, allora, tra Rai 1 e Canale 5 nella sfida del sabato sera primaverile? Di certo non il pubblico. Che, nonostante la dolorosa assenza di contenuti, la domenica mattina si ritrova ad accapigliarsi su X per i punti percentuali dello share di due tramissioni annacquatissime, sommariamente pretestuose. E allora "viva Maria!", "No, viva Milly!" gridano le due tifoserie, addetti ai lavori compresi. Mentre, stringi stringi, stracciarsi le vesti e gridare al miracolo per una tra o per l'altra è, nei fatti, come entusiasmarsi per una corsa tra lumache. Dai, dai, dai!  

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