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10 aprile 2026

Paola, una cosa sapevi fare meglio di tutti: brillare! Ma con “Stessa direzione” lo fai un po’ meno…

  • di Marika Costarelli

10 aprile 2026

Se fosse il brano di un’emergente, lo leggeremmo come un segnale interessante. Ma è un brano di Paola Iezzi e allora il livello dell’aspettativa cambia. Per quanto gradevole, dà l’idea di un passo indietro. C’è meno identità, meno urgenza. Manca la voglia di prendersi lo spazio che potrebbe occupare senza troppi sforzi. Paola Iezzi sa brillare e non è solo una questione di glitter, eppure sceglie di mettere da parte la corona di regina del pop che le spetterebbe

foto di Ansa

 Paola, una cosa sapevi fare meglio di tutti: brillare! Ma con “Stessa direzione” lo fai un po’ meno…

Vi siete mai chiesti qual è la differenza etimologica tra “dimenticare” e “scordare”? Nessuna, o quasi. Sono sinonimi perfetti. Eppure ci piace intravedere - con un po’ di fantasia - una differenza evocativa: dimenticare ha a che fare con la mente, scordare con il cuore. E allora: dimenticatevi Paola & Chiara, ma non scordatele.
Le due regine del pop italiano restano lì, incastonate nei poetici e un po’ strampalati anni Duemila. Sul palco del Festivalbar, nelle note di Vamos a bailar, Festival e quell’idea di leggerezza che oggi suona quasi irreale. Poi Sanremo 2023, la reunion e i fan in delirio. Perché si sa, la nostalgia è un “verbo” declinato al passato, non è mai un presente che ritorna, ma nel ricordo insiste. E per quanto ci si provi, il tempo non fa remix, al massimo concede qualche citazione.
Il ritorno delle sorelle Iezzi con Furore a Sanremo 2023 è stata una di quelle illusioni dolci di cui avevamo bisogno, non perché cambino le cose, ma perché ci ricordano cosa eravamo quando le ascoltavamo. E, soprattutto, perché hanno riacceso un filo: quello di Paola.
La “mora” del duo, non ha mai davvero smesso di fare musica. Lo ha raccontato più volte, tra interviste e traiettorie meno lineari di quanto si pensi. Anche nei momenti più complicati si è aggrappata al suo progetto con una testardaggine lucida, quasi ostinata. E quando il duo si è fermato, lei non si è dissolta, ha cambiato forma. Da pop star a cantautrice in sordina, accettando il rischio più grande per chi viene dal pop: non sparire, ma restare senza rumore.
La reunion le ha dato nuovo ossigeno e lo showbiz - con i suoi tempi sempre un po’ lenti nel riconoscere le cose - se n’è accorto. L’esperienza come giudice a X Factor, dove Paola ha dimostrato di essere molto più di un’icona pop anni Duemila, ha fatto il resto: una figura artistica più complessa e stratificata, piena di competenze che, tra l’altro, hanno accompagnato una concorrente del suo team alla vittoria.
Oggi torna con un nuovo singolo, Stessa direzione, uscito stanotte sulle piattaforme digitali.
Dopo Sanremo 2023 e la reunion, ci si aspettava un secondo capitolo del ritorno delle Iezzi, invece Chiara ha scelto di fare un passo indietro, quella che è stata sempre dichiarata una pausa. Nel frattempo, ancora una volta, Paola è rimasta.
Questa è forse la chiave di tutto. Perché la sensazione è che oggi Paola Iezzi non stia “tornando” a qualcosa, ma che stia semplicemente continuando, seppur non con la “stessa direzione”, cambiando il modo di perseguirla.
Stessa direzione suona così: non come un revival, ma come una linea che non si è mai interrotta davvero. Anche quando le luci si sono abbassate e sembrava che il pop dovesse archiviarla tra le sue parentesi nostalgiche. Paola è ancora lì, solo con un’altra luce addosso.

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Paola & Chiara durante la reunion

Il singolo strizza l’occhio agli anni ’80, ma definirlo “sperimentale” ha senso solo se ci si è fermati all’immagine più superficiale di Paola. Per chi invece l’ha seguita anche negli anni meno esposti, questa traiettoria più romantica e introspettiva è tutt’altro che una sorpresa. Paola Iezzi ha già dimostrato di sapersi spostare, di non restare incastrata nella comfort zone che la voleva iconica e scintillante a tutti i costi. Ma la domanda è: ha funzionato?
Con questo nuovo singolo torna ad abbassare il tiro: evita l’effetto wow e sceglie di lavorare per sottrazione. È più discreta e trattenuta, e mette al centro il racconto. Stessa direzione è un brano piacevole, attraversato da una malinconia fuori dal tempo, quasi sospesa.
Eppure - forse è solo abitudine - quella Paola più iconica e glitterata, funzionava eccome. Anche da sola. E forse Paola in questa sua “iconicità solitaria” non ci crede moltissimo, o almeno questa è l’impressione che può arrivare. Con Superstar, e prima ancora con Club Astronave, si intravedeva una sintesi riuscita, futuristica ma accessibile, nostalgica ma proiettata in avanti. Un equilibrio che qui sembra mancare.
Stessa direzione vira verso un pop più elegante e rarefatto, ma anche più prudente.
E il punto è proprio questo: se fosse il brano di un’emergente, lo leggeremmo come un segnale interessante. Ma è un brano di Paola Iezzi e allora il livello dell’aspettativa cambia. Per quanto gradevole, dà l’idea di un passo indietro. C’è meno identità, meno urgenza. Manca la voglia di prendersi lo spazio che potrebbe occupare senza troppi sforzi.
Paola Iezzi sa brillare e non è solo una questione di glitter. Il suo modo di stare nel pop, tra musica e immagine, è sempre stato più stratificato di quanto le si riconosca. Lo ha ribadito anche a X Factor, difendendo il pop da chi lo riduce a “canzonetta”: per farlo servono visione e carattere, tutte cose che lei ha.
Ed è proprio per questo che qui qualcosa non torna. L’impressione è che abbia scelto di abbassare l’intensità e di mettere temporaneamente da parte quella forza. Una scelta legittima, ma che lascia perplessi. Forse non era ancora il momento.
Perché da Paola Iezzi ci si aspetta il massimo. Quello che può competere, se non addirittura superare, nomi come Elodie e Annalisa. Non solo per una questione di esperienza, ma per quel fattore quasi irripetibile che arriva dai primi anni Duemila e che, se riattivato davvero, può ancora rimetterla al centro. Questa Stessa direzione non ci pare tanto uguale a quella che Paola aveva seguito negli ultimi singoli. Manca qualcosa che va ritrovato, perché non possiamo permetterci di dimenticarci di nuovo di Paola Iezzi.

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  • Paola Iezzi
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