image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

7 settembre 2020

Dario Argento,
80 anni di incubi (50 al cinema)
senza mai sentirsi un maestro

  • di Enzo Latronico Enzo Latronico

7 settembre 2020

Il 7 settembre Dario Argento compie 80 anni e pare impossibile che il folletto geniale del cinema italiano, maestro indiscusso di stile e creatore di incubi che hanno dato paura e piacere a intere generazioni, non sia di nuovo sul set per fare un regalo ai suoi moltissimi fan
Dario Argento, 80 anni di incubi (50 al cinema) senza mai sentirsi un maestro

Compie 80 anni il maestro dell’incubo Dario Argento. Forse riderebbe di questa definizione, anzi sicuramente, poiché per lui, raccontare le sue paure in oltre cinquant’anni di carriera è stata semplicemente una cosa normale, nel suo genere. Film che hanno fatto la storia del cinema, non solo in Italia, e che hanno raccontato i peggiori incubi delle persone, quelli più profondi e nascosti. Argento viene folgorato dal cinema giovanissimo e dopo un esordio come giornalista cinematografico presso l’Araldo dello spettacolo viene assunto a Paese sera come critico cinematografico. Dalla carta stampata alla sceneggiatura di un film il passo è stato breve, attirato soprattutto dal cinema di genere, horror e western in particolare, inizia le sue prime collaborazioni nel 1967 e nel 1969 firma la sceneggiatura di “Un esercito di cinque uomini” di Italo Zingarelli. L’anno successivo è quello della sua prima regia “L’uccello dalle piume di cristallo”, un film prodotto da Salvatore Argento, padre di Dario, e tratto dal romanzo di Fredric Brown “La statua che urla”. Da quel lontano esordio la carriera di Argento è stata tutta in crescendo anche se quando si parla di Dario Argento, il film cui più rapidamente la memoria corre è “Profondo rosso” del 1975, un film spartiacque tra il genere thriller e horror e che ha visto anche il debutto al cinema del gruppo musicale Goblin.

20200907 125352022 6614

Vedi anche

Festival del cinema di Venezia: godetevelo, perché lo rimpiangeremo

La strada lungo il film di genere per Argento ormai è tracciata ma è importante ricordare che un paio di anni prima di “Profondo Rosso”, il regista romano si dedicò ad una pagina di storia risorgimentale italiana realizzando il film “Le cinque giornate” con Adriano Celentano. Poi per tutti gli anni ’80 realizza gioiellini come “Suspiria”, oggetto di un remake di Luca Guadagnino nel 2018, “Inferno”, “Tenebre”, Phenomena” e “Opera”. Coccolato da Hollywood, gira l’episodio “Il gatto nero” nel film “Due occhi diabolici” co-diretto con George Romero. Negli anni ’90 e 2000 dirada l’attività per tornare quasi prepotentemente nel 2012 col controverso “Dracula” in 3D". Un linguaggio quello di Argento che ha sicuramente elevato il genere thriller-horror ad altro, rendendolo un caposaldo e un riferimento. Spiritoso, sempre disponibile e simpatico, non ha mai nascosto ciò di cui aveva paura e cioè di tutto ciò che si vede nei suoi film, girati quasi per esorcizzare o sublimare una coscienza collettiva a volte spinta verso l’horror altre volte allontana come da uno spauracchio. Notevole l’uso degli effetti speciali, realizzati da Carlo Rambaldi per “Profondo Rosso”, e l’inquadratura dei particolari, tipo la mano che accoltella una vittima, mano in primo piano che è sempre quella di Dario Argento. Una figura chiave nel panorama cinematografico italiano, senza la quale, il nostro cinema avrebbe sicuramente faticato molto di più ad affermarsi.

Vedi anche

Asia Argento e il 17enne Pittorino: dove sono le femministe adesso?

Tag

  • Cinema
  • Dario Argento
  • Horror
  • Film

Top Stories

  • Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione

    di Riccardo Canaletti

    Dio protegga Alberto Angela, visto che la Rai non lo fa. La puntata in piano sequenza su Versailles è una dimostrazione di talento, cultura e spiega al governo cos’è la vera tradizione
  • Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)

    di Riccardo Canaletti

    Beatrice Venezi, quello che avevamo scoperto e ora è ufficiale (e l’orchestra insorge)
  • L’ultima bomba di Corona che anticipa il tema della nuova puntata di “Falsissimo”: “Lunedì pubblico le foto di Ilary di quando aveva 17 anni e veniva nel mio ufficio a chiedermi di diventare famosa”

    di Marika Costarelli

    L’ultima bomba di Corona che anticipa il tema della nuova puntata di “Falsissimo”: “Lunedì pubblico le foto di Ilary di quando aveva 17 anni e veniva nel mio ufficio a chiedermi di diventare famosa”
  • Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”

    di Marika Costarelli

    Nino Frassica asfalta Valeria Marini dopo l’imitazione a Sanremo: lei pretende delle scuse ma lui le ricorda quando rideva in diretta a “Che tempo che fa”
  • Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Stefano De Martino: “Un animatore per feste a domicilio. Il suo è il più grande salto di carriera fatto in Rai”
  • Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

    di Marika Costarelli

    Le femministe indignate per la vittoria di Sal Da Vinci a Sanremo: “Se non sarà per sempre sì, sei autorizzato ad ucciderla?”. No, non è uno scherzo. Il meme che diventa realtà

di Enzo Latronico Enzo Latronico

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Non chiediamo troppo al Paradiso

di Daniele Piovino

Non chiediamo troppo al Paradiso
Next Next

Non chiediamo troppo al Paradiso

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy