Ma ve li ricordate i tempi in cui se volevi essere inclusivo e decostruito dovevi condividere un post di Freeda? Parliamo della fabbrica del femminismo al gusto di fragola, infiocchettato per le multinazionali e servito su una grafica rosa pastello. Ci sembrava un impero imbattibile, ma poi è arrivata la chiusura: la discrepanza tra il predicare l'empowerment e razzolare tra precariato interno, pinkwashing spinto e partnership commerciali ha trasformato l'icona della Gen Z nel bersaglio preferito dell'Internet. In mezzo al coro di scontenti, qualcuno ha deciso di mettere la firma su quel sentimento comune a suon di barre. Ironia della sorte, il rapper Glasond aveva inciso un singolo: Faccio chiudere Freeda. Una sciabolata che all'epoca pareva pura provocazione e che invece si è trasformata in una profezia a orologeria: pochi mesi dopo, la pagina ha tirato giù il basculante. Insomma: non fate incazzare Glasond.
Siamo a novembre 2026 e Freeda ha appena annunciato la sua clamorosa riapertura. Nuovi proprietari, nuova gestione e soprattutto la grafica generata da ChatGPT cinque minuti prima della pubblicazione. Noi di MOW potevamo evitare di chiedere l’opinione di Glasond? Ovviamente no. E il rapper non si è perso in inutili giri di parole a riguardo.
Poco prima che Freeda annunciasse la chiusura, tu avevi scritto “Faccio chiudere Freeda”: sei stato profetico. Cosa ne pensi della sua riapertura?
Che ovviamente non mi fa piacere, però i finanziatori della spazzatura ci sono sempre: sono come la madre degli ingrati, che è sempre incinta. Quindi è normale che la spazzatura venga rifinanziata, perché tendenzialmente siamo abituati come società a questo, cioè che la spazzatura viene finanziata e, se necessario, rifinanziata.
Come mai questa tua avversione nei confronti di Freeda?
La mia avversione non è tanto per chi è il proprietario o chi è il direttore. La mia avversione è più per i contenuti che porta, che partono da una base di femminismo dicendo che è una pagina per aiutare le donne ad emanciparsi e finiscono per fare propaganda alla liberalizzazione della prostituzione delle donne. Ricordo, soprattutto nel periodo Covid, che era forte la volontà di queste grandi aziende di spingere le donne verso la prostituzione digitale, la pornografia o il sex work. Ovviamente lo facevano pronunciare in inglese agli influencer che pagavano per spingere questa schifezza, e tendenzialmente ha prodotto dei danni molto ingenti. E non è un caso che l'attacco più importante a livello psichico e di propaganda sia stato durante il Covid, che era un momento in cui molte persone potevano essere deboli o mentalmente fragili. Io non credo che la prostituzione, digitale o fisica che sia, sia qualcosa che si fa per necessità. Molte donne, soprattutto in paesi meno civilizzati, spesso sono costrette alla prostituzione, ma non da bisogni economici, piuttosto da altri uomini. Qui in Occidente, invece, altri uomini vogliono la prostituzione delle donne e quindi attuano delle campagne di propaganda vera e propria a livello psicologico, culturale e sociale per normalizzare il sex work. Spesso vedo donne che hanno rinnegato queste scelte, che sono tornate sui propri passi, ma hanno dato i propri dati e i propri contenuti a multinazionali terze con fatturati enormi, e possibilmente hanno firmato dei contratti.
Ma tu sei contrario a chi spinge alla prostituzione o sei contrario alla prostituzione in sé? Non pensi che esistano delle donne che scelgano volontariamente di farlo?
Ci saranno delle donne a cui piace fare questo di lavoro e ne sono contente. Io non accetto quando il consenso è un po' viziato. Non accetto quando la persona viene portata a farlo, viene manipolata per pensare che questa sia una cosa giusta per lei. Ovviamente questo non è più reato dagli anni '50 in Italia, ed è il motivo per cui anche le varie sette e i vari santoni che girano spesso la fanno franca: perché non è un reato manipolare una persona a tal punto da soggiogarla e farle compiere atti che non avrebbe compiuto con una piena capacità d'intendere e di volere. Anche perché, di fatto, è difficile prevedere quando c'è manipolazione e quando la volontà è della persona. Manipolazione e scelta libera per me non sono due parametri. Non sono un liberale, quindi non è questo il modo in cui ragiono, però certamente se ci fosse meno propaganda la scelta sarebbe più libera, e i consensi e le adesioni ai sex worker e compagnia bella sarebbero di meno.
Tu dici che Freeda fa propaganda alla prostituzione. Ma secondo te Freeda cosa ci guadagna a spingere le donne a prostituirsi?
È la stessa domanda che ci si può fare per qualsiasi grande compagnia. Perché Disney spinge il woke nei suoi film, nonostante la stia portando a perdite grosse in bilancio? Perché la BMW fa le macchine sempre più invadenti per il conducente, perché le fanno sempre più green in maniera forzata, eccetera eccetera? Certamente l'azienda non ci guadagna. Quando dicono: “No, ma queste cose fanno audience, queste cose generano click, generano questo, generano quello”, sì, è vero parzialmente, ma poi a conti fatti sicuramente il creatore di OnlyFans guadagna, ma io non credo che Freeda generi tutto questo fatturato, infatti è fallita. Ora non so chi sia subentrato. Mi aspetterei che Freeda non paghi i dipendenti. Si parla di un'azienda che può convincere una bambina di 14 anni che prostituirsi sia giusto: figuriamoci se ha l'etica del lavoro o l'etica del pagare i dipendenti.
Che ne pensi della grafica con cui hanno annunciato la riapertura su Instagram?
Oddio, fatta proprio con ChatGPT. Tra l'altro il falloff è visibile: ha cento commenti, una pagina con 2 milioni di follower. Faccio più commenti io, e questi c'hanno 2 milioni di follower!
Nel testo di “Faccio chiudere Freeda” ne dici di ogni e alla fine racchiudi tutto nel verso finale: “Vorrei solo che maschi e femmine si volessero di nuovo bene”. Tu pensi che pagine come quelle di Freeda o alcuni movimenti femministi abbiano favorito il crearsi di questa divisione tra uomini e donne e di questo odio nei confronti del genere maschile?
Assolutamente sì, sottoscrivo. Ma ormai è sotto la luce del sole, non c'è bisogno neanche di porlo come un’ipotesi o una teoria del complotto: è una cosa che sta davanti a tutti, basta leggere i cartelloni anche alle proteste per vedere che cosa producono. Quindi sì, è una guerra dichiarata da una parte del movimento femminista ed è una guerra dichiarata da una parte della finanza internazionale nei confronti dell'essere umano maschio in generale. È una campagna di odio contro i maschi, non è una campagna a favore delle donne, perché l’unico output che produce è una divisione tra i generi e l'odio verso il maschio.
Quindi secondo te più si alimenta una determinata narrazione del femminismo, più aumenta l’odio degli uomini nei confronti delle donne?
Assolutamente sì, è una conseguenza, ma al tempo stesso è una conseguenza voluta e anche organizzata e spinta probabilmente dagli stessi burattinai. Quindi il femminismo contribuisce a crearlo, questo clima di divisione.
Per te il femminicidio ha senso di esistere o questo termine (e conseguente legge) dovrebbe essere abolito?
Secondo me il femminicidio è un contentino dato da questo governo per rendersi appetibile a un tipo di pubblico che pensa che, rendendo più grave l'omicidio di una categoria di persone rispetto a un altro, ci saranno maggiori tutele e ci sarà un'uguaglianza sostanziale. Secondo me l'uguaglianza sostanziale costituzionale non viene assolutamente raggiunta con questo nuovo reato; si poteva prevedere un'aggravante. E in più, per esempio, cito un caso: quello dell'uomo che esce per uccidere la propria ex compagna e invece la trova a parlare con un altro uomo e uccide quell'uomo. Il movente è sempre quello: la possessività nei confronti della donna e la volontà di fare del male perché non si possiede più quella donna. Ma poi di fatto la vittima è un uomo, e quindi tutte le aggravanti e ciò che dovrebbe portare a una condanna sicura e a una pena anche consistente vengono meno perché la vittima, alla fine, è stata un uomo. Quindi lì non è femminicidio, perché c'è comunque l'aggravante del possesso sulla donna, però la vittima è un uomo, e quindi tutto a posto per i nostri legislatori. Il nuovo reato è tale, come ci dicono, per il movente. Ma in questo caso il movente era legato al possesso della donna, ma non l'ha reso un femminicidio perché la vittima è un uomo. Quindi diciamolo chiaramente: per come è scritta la legge, non è che si vuole punire il movente, si vuole punire in base al sesso di colpevole e vittima. E questa è una prima incoerenza di questa norma, anche perché l'omicidio è punito nel nostro ordinamento, è già sanzionato.
Quindi sul tema femminicidio sei d'accordo con Vannacci?
Io in realtà non ho bisogno che lo dica il politico X per farmi una mia idea. Sono già di questa idea da molto tempo prima che diventasse mainstream. Adesso è più sotto l'attenzione di tutti per volontà dei media e della politica per alimentare questo odio tra generi. Non ricopro incarichi in nessun partito e non ne ho uno mio di riferimento. Quindi semplicemente su determinate cose io posso essere d'accordo con qualsiasi politico, di destra o di sinistra che sia, ma certamente per farmi un'idea sul fatto che il femminicidio sia sbagliato lo avevo fatto già qualche anno fa, già prima che Vannacci emergesse. Avevo già intuito qual era la direzione che l'establishment stava andando a prendere.