Uno dei momenti migliori dell'anno succede subito. Il concerto di capodanno a Vienna. Lo guardavo da piccolo accanto a mio nonno, appassionato di musica classica, colonnello del Genio militare, uomo di destra, pure sul divano sedeva con la schiena dritta. Per lui era un appuntamento imprescindibile, la stessa cosa lo è diventata per me. L'ho visto con mia figlia Anita, quattro anni, due ore di concerto, mentre ogni tanto ballavamo come se lei fosse la Abbagnato e io Roberto Bolle, lei con l'abito di Elsa, io in tuta. La bellezza spesso ti coglie impreparato. Perché di musica classica non ne so niente, ti lasci solo trasportare, ti lasci solo accogliere, appunto. Lo avrei sempre voluto regalare a mio nonno, il concerto di Capodanno, farlo vestire elegante e accompagnarlo lì, ma non ho mai avuto abbastanza soldi e poi comprare i biglietti è un gran casino.
Guardando questo concerto ho pensato che prima o poi lo farò e lo farò magari proprio con Anita, oppure magari me lo regalerà lei insieme agli altri ragazzi per i miei 70 anni. O chissà. Non importa. Ho imparato in questo 2025 appena finito che non bisogna pretendere niente. Ma anzi dare e continuare a dare e che l'amore è gratuito. Ah, la gratuità, in un mondo che si fa pagare tutto troppo questo è ciò che bramo. Un vero atto sovversivo. In un modo dove tutti vogliono tutto non voglio avere niente.
E sì il maestro d'orchestra, il franco canadese Yannick Nezet Seguin è stato incredibile. Completo blu notte, camicia nera, due orecchini al lobo sinistro, anelli alle dita, smalto argentato, una farfalla di brillanti al posto del papillon e giacca abbottonata con una catenina, mi ha dato dimostrazione ancora una volta che la bellezza sta nella sovversione. Non è consueto che l'orchestra canti, e l'orchestra con lui ha cantato. Non è consueto che il pubblico interrompa una canzone, eppure è successo. E soprattutto mai è stato visto un maestro scendere in mezzo al pubblico per la tradizionale chiusa, la marcia di Radetzky, tra gli austriaci in smoking, le donne brillanti e in abito da sera, le giapponesi in kimono e incitarli a battere le mani e fregarsene di così tanti cellulari puntati contro.
Ogni anno per Natale scrivo delle lettere ai miei figli. Quest'anno sono stato sintetico. Poche righe a ognuno di loro. Essere pedante è un rischio che va corso, se sei genitore. A Virginia, tra le altre cose, ho scritto di ricordarsi sempre quanto sia meravigliosa, a Orlando di seguire il sole. Ad Agata che il segreto della vita è semplice: seguire ciò che ami davvero. La difficoltà semmai sta nel chetare tutte quelle voci che ti arrivano addosso e nel sapersi ascoltare. Non so se so farlo nemmeno io. So che sto migliorando.
Poi però guardo il concerto di capodanno, vedo Yannik Nezet Seguin e nel suo atteggiamento percepisco l'insegnamento tra i più preziosi: trovare il coraggio di essere fino in fondo se stessi anche se questo significa sovvertire, rompere i coglioni, portare tempesta e pagarne le conseguenze.
Buon anno falciatori, buon anno tosaerba, buon anno MOWERS. Spazziamo via le erbacce. Facciamo rigogliare la bellezza, in questi tempi conformisti e di leccaculo meglio se bellezza sovversiva.