La notizia la danno in tre per ora: Il gazzettino, La Nuova di Vicenza e Mestre e Dagoreport. È il nuovo capitolo di una guerra culturale che ha interessato, per un po’, tutta Italia, ma che gli orchestrali stanno continuando a portare avanti. Quella, a tutti gli effetti, sulla gestione di Nicola Colabianchi, il sovrintendente de La Fenice di Venezia.
Dopo il caso di Beatrice Venezi, nominata direttrice musicale del teatro, ora tocca alle consulenze esterne pagate nel 2025 da La Fenice a collaboratori esterni, in un momento, spiegano i sindacati, in cui “ci avevano bloccato il pagamento del welfare perché ritenevano di dover verificare i conti della Fondazione”. Eppure, nell’amministrazione trasparente del Teatro, si trovano due contratti.
Il primo di questi riguarda il figlio di Riccardo Muti, Domenico Muti. Si tratta di un contratto per tre anni firmato a novembre del 2025 e che prevede un compenso di 30 mila euro all’anno più un 15% di success fee. Il figlio di Muti è stato chiamato per una “consulenza strategica e procacciamento di affari, ruolo che ricoprirà dal 03.11.2025 al 02.11.2028. Tutto, in ogni caso, segalato opportunamente nel sito della Fondazione.
Il secondo riguarda invece la Barabino & Partners, l’agenzia che, secondo Dagospia, si occuperebbe dell’immagine di Beatrice Venezi, nominata sempre nel 2025. In questo caso si tratta di 39 mila euro per sei mesi, dal 15 gennaio 202 al 14 luglio. Non è chiaro, tuttavia, perché sia stat dato un incarico a questa agenzia. Marco Trentin, segretario provinciale della Fials, ha dichiarato che chiederanno chiarimenti: “Nel caso di Domenico Muti è specificato il nome e anche l’incarico, invece per l’agenzia non sappiamo a ancora a cosa serva”.
Proprio nei giorni scorsi, Riccardo Muti era intervenuto sulla questione Venezi, sostenendo che si dovesse lasciar correre per far sì di poterla giudicare sui fatti, e cioè su come dirigerà l’orchestra de La Fenice.
Il maestro era intervenuto il 19 febbraio scorso, in occasione della conferenza stampa al Teatro Regio di Torino in occasione del suo Machbet di Giuseppe Verdi. “Primo non do giudizi su persone che fanno la stessa professione, secondo non l’ho mai vista dirigere quindi non posso dare giudizi, e anche se l’avessi vista dirigere non darei un commento perché lo troverei sgradevole. Leggo tante cose sui giornali. Lasciatela dirigere e poi le orchestre varie e i cori vari decideranno, pensando che nella storia che ci sono direttori che in un teatro con un'orchestra funzionano benissimo e con altre no”.