Alla fine, tra tanti commenti e articoli, qualcuno che si sta davvero entusiasmando per questo Festival di Sanremo 2026, lo abbiamo trovato: Mario Adinolfi. Giornalista, presidente del Popolo della Famiglia, ex naufrago all'Isola dei Famosi, Adinolfi sta apprezzando molto il lavoro del direttore artistico Carlo Conti.
Noi di MOW lo abbiamo intervistato, e tenetevi pronti a leggere un'intervista totale, tra cantanti mariane, canzoni quaresimali, il passaggio di Fabrizio Corona a Sanremo e il suo ingresso in politica: un Festival bello, ma così bello, che sembra una messa. I più apprezzati? Fulminacci e, contro ogni aspettativa, Sayf. Il più cristiano di tutti invece? Mario Adinolfi non ha dubbi: Fedez.
Adinolfi, sa che lei è una delle poche persone a cui sta piacendo questo Festival di Sanremo?
Si, a me è piaciuto. Non so se sono poche, comunque io penso di intepretare un “sentiment” diffuso; se uno proclama un Festival come cristiano, come ha fatto Conti, allora il plotone d'esecuzione del sistema mediatico spara. Poi però esistono le persone: quando ho scritto qualche parola d'elogio sul Festival nei miei social, che sono tutti aperti quindi chiunque può intervenire anche per insultarmi, ho notato un'importante prevalenza di commenti a sostegno della mia tesi. Cioè l'idea di un Festival finalmente tranquillo e normale, come ha detto Carlo Conti, modestamente punteggiato da alcuni elementi della sua fede cristiana. Che questo possa essere un dato positivo, continuo a confermarlo anche dopo la seconda serata
Ha visto che gli ascolti sono scesi rispetto all'anno scorso?
Vedo che c'è una certa attenzione, in particolare da Dagospia, che parla di tracollo e Sanremo bocciato dagli italiani: un Sanremo che fa il 58%, la seconda al 59,5%, avendo contro la Champions League il martedì e mercoledì la Juventus. Parlare di insuccesso quando fai il quarto ascolto più importante degli ultimi trent'anni, mi sembra davvero un pregiudizio ideologico di chi deve scrivere per forza contro il Festival cristiano di Carlo Conti. Secondo me, invece, la gente sta apprezzando il lavoro del direttore artistico
Ho letto che lei invece ha apprezzato molto Fedez: cosa le è piaciuto?
Il pezzo di Fedez e Masini (Male necessario, ndr) è la classica canzone quaresimale
Scusi?
Il “male necessario” è fondamentalmente la croce: la passione, la sofferenza, la croce insomma. Nel brano c'è questa immagine che trovo politicamente meravigliosa, del latitante prima dell'arresto che non ha più niente da difendere, ma che in questo male vede un senso: è esattamente l'elemento quaresimale. Tutto ciò che noi facciamo, il digiuno, la sofferenza, il Passio Christi che leggiamo il venerdì santo ricordando il dolore estremo della morte di Gesù, è perché c'è un senso: è appunto un “male necessario”. Io ho trovato questa forse la più grande canzone cristiana del Festival, paradossalmente cantanta da Federico che è un ateo conclamato
Quindi lei mi sta dicendo che Fedez, che sfoggiava il crocifisso diamantato con Topolino, sarebbe il più cristiano di tutti?
È il paradosso del cristianesimo. Su chi si fonda la Chiesa? Su chi l'ha rinnegato. Chi è il più importante degli apostoli? Uno che uccideva i cristiani: San Paolo. Il primo ad entrare nel Regno dei Cieli è il ladrone, il criminale che Gesù ha accanto, non un santo, un giusto o una Vergine
Scusi, ma questo Sanremo raccontato così, come lo vede lei, non è uno show televisivo: è una messa
Si, proprio così: un Sanremo bellissimo come una messa. Arisa è un'immagine mariana, di quella fede profonda del sud: il cattolicesimo popolare che piace a me; lei dovrebbe imparare a non distaccarsi, lei vorrebbe tanto fare la madrina LGBT, lasciasse stare. Il suo colore non è l'arcobaleno: è il manto azzurrro
Altri brani che le sono piaciuti?
Mi sono sorpreso ad apprezzare Sayf, che in realtà di natura non apprezzerei per la sua radice islamica: non sono un fan del “mahmoodismo”
Guardi, non avevo dubbi. Com'è riuscito Sayf a convincerla?
Ho trovato molto bella la sua canzone, anche per il titolo insopportabilmente preadolescenziale (Tu mi piaci tanto, ndr) rispetto a un testo che ho trovato maturo, anche brillante. Ed è raro trovare a Sanremo testi brillanti, perciò l'ho inserito nella mia cinquina ideale
Chi altro?
Molto bello anche il testo di Fulminacci, che ho trovato molto classico. Il Fulminacci della prima serata aveva secondo em deliberatamente imitato Modugno nel Festival del 1958, quello del "Blu dipinto di blu", persino nel vestito e nelle movenze. A un certo punto, ha allargato le braccia come se fosse il cantante di Volare, questa peluria sulle labbra somigliava al baffetto modugnano: mi ha ricordato Lorenzo Fragola a X Factor, quando si presentò alle audizioni con un brano di Modugno scritto da Pasolini (Cosa sono le nuvole, ndr). Fulminacci mi ha ricordato quel modello: un ragazzo che riesce a rendere credibile un atteggiamento anni '50 su una canzone contemporanea
Lo sa che Fulminacci è rimasto fuori dalla cinquina più votata?
Disgraziatamente sostituito da Tommaso Paradiso, davvero poca sostanza...
Mi pare di capire che lo trova sopravvalutato. Qualcun altro?
Vedo una passione per la resa femminista delle Bambole di Pezza: per 25 anni hanno fatto le punkettare, e adesso cantano “Resta con me, te prego, altrimenti sto sola come un cane”. È abbastanza triste dover monetizzare a Sanremo, dopo un quarto di secolo di attività ed essere note per un unico brano intitolato Mi hai rotto il cazzo e ora, per ragioni di marketing, a implorare pietà.
Incredibilmente sopravvalutata anche la confusione mentale di Ditonellapiaga, che a me pare proprio una cialtronata
Che mi dice di Sal Da Vinci?
Io sono il presidente del Popolo della Famiglia, fammi fare questa sottolineatura: il brano di Sal Da Vinci è il più “pidieffino” del Festival: un inno antidivorzista, in particolare per il gesto in cui indica la fede nuziale e ricorda il gesto davanti a Dio. Congratulazioni, Sal
C'è un pezzo che vorrebbe riascoltare?
Devo capire se Patty Pravo è una bella canzone o un' inutile uscita dal sarcofago
Guardi che io questa cosa dell'“uscita da sarcofago” la riporto così come l'ha detta, eh?
Si si, non l'ho detto per distrazione. Posso dirti che quando cantò E dimmi che non vuoi morire, rimasi con i brividi a lungo: stavolta avevo quel brivido ancora acceso e speravo in un bis, Mi concedo un riascolto, non ho ancora capito bene il pezzo
Fabrizio Corona è arrivato a Sanremo: è la prima tappa da cui lanciare il vostro partito?
Fabrizio è andato dove c'è notizia, perché lui com'è noto “è notizia”: Corona a Sanremo ha più a che fare con le vicende del giornalismo che con quelle della politica. Però torno a sottolineare quanto sarebbe fresca la sua presenza in politica. Nelle chiacchiere che ci facciamo, io gli dico sempre che la politica è una cosa seria, maledettamente difficile, tecnicamente complicatissima; però lui mi ha detto una frase che mi incoraggia: “Io sono uno che ha voglia di studiare”. Ecco: se avrà voglia di studiare, io sarò volentieri seduto a fare il professore Schettini del suo approccio alla fisica
Non le sembra un pessimo esempio, di questi tempi?
Io sono ostinatamente dalla parte del torto. Sono sempre a fianco dei derelitti del momento, e visto che sono un noto omofobo, oggi ho scritto un pezzo a difesa dei diritti del noto Schettini, massacrato ingiustamente dal solito meccanismo delle shitstorm
A proposito di “derelitti” del momento: quindi la porta per Corona è aperta?
Non è che è aperta: è lui che deve decidere se spalancarla o no. La politica è il gioco più complicato che esista: se vuole farla seriamente, dovrà applicarsi. Io mi auguro che la faccia.