È andata: Carlo Conti ha archiviato la prima puntata di Tale e Quale Sanremo Show, edizione 2026. Gli ingredienti c'erano tutti: i protagonisti che interpretano un big della canzone, il gobbo che regna sovrano, qualche stecca qua e là. Poi per un attimo, al primo break pubblicitario, Rai 1 ha trasmesso gli spot, e allora ci siamo resi conto che stavolta Carlo Conti non stava conducendo Tale e Quale Show: quello era davvero il Festival di Sanremo, la serata che inaugurava la 76esima edizione dell'evento televisivo dell'anno.
Pochi minuti di diretta e la situazione era già chiara, presagio dell'andazzo dell'intera serata. A partire dalla scenografia e dal palco: lontana la maestosità del passato, anche solo rispetto all'edizione 2025 dello stesso Conti, l'Ariston sembrava lo studio di un programma televisivo qualsiasi, però uno di quelli a cui viene destinato un budget più sostanzioso. Laura Pausini, tempo due lanci, avesse avuto in mano una cartelletta, l'avrebbe tirata subito a Conti che la riprendeva: la cantante però, si è trattenuta portando a casa la serata, imbrigliata nel ritmo contiano che non lascia respiro. E se vuoi prenderti qualche secondo in più insieme a Can Yaman per raggranellare punti simpatia, Conti sta già là che ti ricorda: “Dobbiamo lavorare”. Risultato: chiusura con 14 minuti di anticipo sul tempo stimato, che dopo averci inflitto trenta canzoni una dietro l'altra, non è certo un demerito.
Il Festival si è aperto con un omaggio a Pippo Baudo, annunciato anche in conferenza stampa. Ebbene, l'omaggio al re di Sanremo si è risolto con la sua voce che dava il benevenuto al pubblico e, all'ingresso di Laura Pausini, la cantante ha raccontato che Baudo è stato il primo a sapere che quest'anno avrebbe co-condotto il Festival. Nemmeno una clip, come invece avvenuto più tardi per il ricordo di Beppe Vessicchio: lo storico direttore artistico si accontenti, almeno per ora, dell'opera di Marco Lodola piazzata all'ingresso dell'Ariston.
La prima ad esibirsi è stata Ditonellapiaga, l'artista che aveva ottenuto i voti più alti nelle pagelle dei preascolti. Da lì, un brivido ha attraversato la schiena di chi, quelle pagelle, le aveva lette: se il pezzo migliore se n'era già andato tra giochi di luce epilettici, senza che si capisse una parola, figuriamoci cosa saranno i prossimi. Così è stato: trenta brani sono troppi non solo per essere ascoltati in un'unica serata, ma anche per distinguersi l'uno dall'altro. Specie quando manca la canzone che spicca davvero sulle altre, quella che cattura l'attenzione, e che il Festival si è giocato come prima in scaletta, anziché come stacco per tenerci svegli.
La nota enfasi contiana che conduce Sanremo come Tale e Quale Show, come I Migliori Anni, ha lasciato vittime sul campo: lo spettacolo. Una serata monocorde, in cui le uniche sorprese sono state la signora Gianna Pratesi, testimone del primo voto alle donne, e il microfono di Tredici Pietro che non funzionava.
La creatività infatti, a Sanremo 2026 ce l'ha messa la pubblicità: Tim e Netflix in particolare, che hanno rilasciato due spot pensati proprio per la grande occasione. Con le dovute proporzioni, il modello è sicuramente quello del Superbowl, un evento sportivo in cui non solo l'intermezzo musicale, ma anche gli spot sono pensati come uno show.
Netflix ha usato lo spot per promuovere la piattaforma streaming, ma soprattuto per lanciare la nuova serie di Zerocalcare, Due Spicci, in arrivo a maggio. Tim invece, ha optato per una vera campagna di marketing: un paio di giorni prima ha mandato in rotazione lo storico spot della Sip con Massimo Lopez, quello della telefonata che allunga la vita, poi ieri sera ne ha rilasciato uno nuovo, sempre con Lopez, e in continuità con il precedente.
Al termine della prima serata, la cinquina finale dei più votati dalle sale stampa è composta da Arisa, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez-Masini e Fulminacci, non in ordine di classifica.
Finito l'hype delle edizioni di Amedeo Sebastiani, Carlo Conti non può più giovare dell'eredità del collega: il suo Tale e Quale Sanremo Show segna ascolti più bassi rispetto all'anno scorso: il 65% di share della prima serata è diventato il 57,7% al Festival 2026, perdendo tre milioni di telespettatori. Considerando l'impressione negativa della prima e la partita Juventus-Galatasaray di questa sera, considerando anche che La Ruota della Fortuna non si spegne prima delle 22.00, il campanello d'allarme è già suonato: ai dirigenti Rai in conferenza stampa, prima o poi, potrebbe toccare di dover parlare di calo degli ascolti.