Un'indennità da più di 200mila euro: tanto dovrà pagare la Rai a un ex caporedattore di Rai Sport dopo averlo licenziato. Per giusta causa secondo l'azienda; in maniera illegittima secondo il Tribunale del Lavoro di Roma. E no, questo non è un altro capolavoro di Paolo Petrecca: perché qui i fatti lo precedono, dato che parliamo del dicembre 2024.
Al centro del contenzioso, una mail pubblica che il caporedattore in questione, Enrico Testa, aveva spedito alla redazione utilizzando toni forti. L'azienda aveva ritenuto la mail volgare, offensiva e lesiva della dignità del direttore, Jacopo Volpi, e aveva avviato due procedimenti disciplinari; a Testa si imputava la violazione degli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede che, di conseguenza, avrebbero intaccato il vincolo fiduciario tra direttore e sottoposto.
A dicembre 2024, era poi arrivato il licenziamento del giornalista. Ma il codice disciplinare della stessa azienda non contempla il licenziamento per casi simili: per le ingiurie nei confronti di colleghi e superiori infatti, la pena prevista è una sospensione oppure una multa. Di certo non la cacciata dall'azienda, che invece è un'espulsione anziché una sanzione conservativa.
Il licenziamento in definitiva, è stato ritenuto sproporzionato rispetto all'entità dei fatti contestati. Il Tribunale del Lavoro perciò, ha stabilito che la Rai dovrà risarcire Enrico Testa per il licenziamento illegittimo, riconoscendogli l'equivalente di 24 mensilità dell'ultima retribuzione: una cifra che si attesta oltre i 200mila euro.
L'ex caporedattore intanto, ha dato mandato ai suoi avvocati per il ricorso in appello: perché il Tribunale del Lavoro ha stabilito il risarcimento ma non il reintegro, a cui invece Testa punta. Nel frattempo, una sentenza della Corte Costituzonale (n.128 del 2024) ha stabilito che il reintegro spetti proprio anche ai licenziamenti sproporzionati: ed è proprio su questa sentenza che gli avvocati della difesa punteranno.
Dopo la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano e Cortina, lo sciopero dei giornalisti e le dimissioni di Paolo Petrecca, arrivato al posto di Jacopo Volpi a marzo 2025, un'altra notizia in cui Rai Sport si ritrova di nuovo protagonista. Per l'azienda, un errore che vale una costosissima figuraccia: la Rai che agisce violando il suo stesso codice disciplinare, pur di licenziare l'ex caporedattore, getta una luce sinistra sull'azienda, i rapporti di forza al suo interno e la libertà di espressione del giornalista. E non solo mentre esercita la sua professione rivolgendsi a un pubblico.