Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo con una canzone che è una hit, tutti la cantano e il “balletto” trend impazza su tutti i social. Ma a tutti piace? Non esattamente.
Aldo Cazzullo sul Corriere Della Sera ha commentato così: “Non si tratta di essere contro il popolo. Nel blu dipinto di blu era una canzone popolarissima. Ed era, anzi è, una canzone meravigliosa, che esprimeva quel preciso momento storico, l’inizio del miracolo economico, e quindi la fiducia nella vita e nel futuro”.
Ha poi aggiunto: “Per sempre sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra, o a essere generosi una canzone di Checco Zalone; che però le scrive per burla per fare il verso a un certo Sud più melenso che melodico. Per fortuna sono del Sud artisti che a Sanremo avevano canzoni interessanti, come Samurai Jay e Serena Brancale. Nulla contro il cantante, che è pure una persona simpatica”.
Cazzullo ha infine concluso: “Resta l’impressione che l’Italia dei primi anni 2000 sia un Paese in cui chiunque possa fare qualsiasi cosa. Chiunque può allenare la Nazionale, chiunque può fare il presidente del Consiglio, chiunque può fare il capo dell’opposizione, al prossimo giro chiunque potrà fare il presidente della Repubblica; e Sal Da Vinci può vincere il Festival di Sanremo”.
More
Non si placano le polemiche sulla vittoria del cantante campano e questa sferzata di Cazzullo colpisce una parte di napoletani che non apprezza l’associazione con la camorra.
Tuttavia lo stesso Cazzullo ha dichiarato di amare Napoli e la sua poesia, con accento particolare su Pino Daniele. E ha ridimensionato quanto detto su Sal Da Vinci dichiarandolo una battuta. Ma Napoli si infervora, cresce l’ostilità campana nei confronti della figura di Cazzullo e il tempismo non pare essere dalla sua parte. L’11 marzo, infatti, il giornalista de Il Corriere della Sera riceverà la medaglia della città dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
Quale sarà l’accoglienza che gli riserveranno i napoletani?