Nel pomeriggio l'Ansa fa sapere che Alfonso Signorini si è dimesso anche da direttore editoriale di Chi, pubblicando in anticipo stralci della lettera di addio che il giornalista ha scritto per congedarsi dal pubblico. E alle 21.00 di sera, puntuale, ecco un nuovo video di Falsissimo che, com'era prevedibile, accusa di nuovo l'ormai ex volto Mediaset. Stavolta a fare da testimone a Fabrizio Corona è stato Vito Coppola, personal trainer che ha raccontato tentativi di approccio fisico, nonostante lui non avesse intenzione di pagare il “prezzo del successo”.
Condiviso alle 21.00, dopo un paio di ore il video era già sparito da YouTube. Ma non dal web, perché come già avvenuto per i passati episodi, su X c'era chi aveva subito ricondiviso sia l'episodio gratuito che quello a pagamento. È esattamente questo infatti, il cortorcircuito che si è creato: anche se Corona viene silenziato, ci sarà qualcuno a ricondividere il messaggio. E questo anche perché Mediaset non gli ha mai risposto pubblicamente.
Tutto è iniziato lo scorso dicembre, quando è stato pubblicato il video di Falsissimo intitolato Il prezzo del successo. Alla fine, a Fabrizio Corona è arrivata una richiesta per danni da 160milioni di euro, in un'azione legale congiunta tra tutti i personaggi Mediaset, ad eccezione di Alfonso Signorini, tirati in ballo nei vari video di Falsissimo. A un certo punto inoltre, c'è stata anche la chiusura dei profili social di Corona e l'oscuramento del canale YouTube in seguito alle diffide dell'ufficio legale Mediaset, che ha segnalato ripetute violazioni sia per quanto riguarda il copyright che per contenuti diffamatori e messaggi di odio.
Corona ha poi provato a tornare online, tanto da essere riuscito a caricare un'ulteriore puntata di Falsissimo lunedì 2 marzo. Ma, appunto, oscurata dopo appena un paio di ore.
Finora l'azienda di Pier Silvio Berlusconi ha risposto a Fabrizio Corona solo parlando il linguaggio dei tribunali, probabilmente nella convinzione di non dare un seguito mediatico alle sue dichiarazioni. Se però Mediaset pensava che questo bastasse, non ha fatto i conti con il percepito: l'immagine stessa dell'azienda, se vuole essere tutelata, non può passare solo dal piano legale. Perché mentre Mediaset evitava di rispondergli pubblicamente, Fabrizio Corona portava avanti la narrazione dell'uomo antisistema che viene censurato dal potere. Perciò ora sono gli stessi utenti a fare il lavoro al posto suo: tant'è che lui, forte di questo sostegno popolare che sente intorno a sé, pensa persino alla politica.
Mediaset è un'azienda televisiva, fa comunicazione: ignorare questo aspetto per puntare solo sul piano legale, ha permesso all'ex re dei paparazzi di costruirsi un'immagine nuova di zecca, raccontandosi come una persona perseguitata dal potere per aver detto la verità. Probabilmente Mediaset non ha voluto riconoscere a Fabrizio Corona pubblicamente il ruolo di interlocutore, ma ad oggi, quel ruolo Corona se l'è preso comunque.
Mediaset trasmette Le Iene, i talk show; fino a poco tempo fa, aveva in palinsesto anche Striscia la notizia. O meglio: una Striscia la notizia in crisi di ascolti. Antonio Ricci che dà voce alla versione di Pier Silvio Berlusconi, o piazza sotto casa di uno dei diretti interessati Staffelli col tapiro, e magari raccoglie qualche dichiarazione dei diretti interessati, sarebbe stato un colpo televisivo: da un lato avrebbe raggranellato gli ascolti e l'attenzione di cui il programma aveva bisogno, mentre dall'altro avrebbe dato una risposta alla controparte. Anche le Iene si sarebbero potute occupare della vicenda o, ancora, i talk di Retequattro: ignorare completamente Corona invece, si è rivelato un pericoloso boomerang. Perché ora che ha avuto il tempo di raccontarsi per l'uomo che fa giustizia nel marciume della tv, le chiusure dei suoi canali, ne avallano perfettamente la tesi.
Mediaset ha scelto di non sfruttare il soft power che può esercitare, affidandosi solo alla legge: Corona invece, ha capito da un pezzo che è proprio la comunicazione la sua alleata. Anche perché della legge, tutto sommato, non glien'è mai importato granché.