Fra Fabrizio Corona e Mediaset è arrivato il momento della resa dei conti. Dopo l'esplosione del caso, i primi video e poi i tribunali, la censura e le minacce Corona è tornato a parlare del caso Signorini. Lo ha fatto indossando la toga, metaforicamente ma non solo. Richiamando l'articolo 21 della nostra Costituzione, quello relativo alla libertà di espressione. E mettendo online un video, a suo dire, inattaccabile, rispettoso dei principi giuridici della libera informazione e del diritto di cronaca. Lo sceriffo di Nottingham si trasforma così in Avvocato Corona, mostrando le indagini difensive che ha svolto in suo stesso favore e aggiungendo un'altra testimonianza contro Alfonso Signorini. Una puntata di Falsissimo come al solito esplosiva, contenente addirittura delle videochiamate scabrose fra questo Vito Coppola, un'altra presunta vittima del “sistema Signorini” e il conduttore, caricate integralmente nella parte a pagamento.
L'intera puntata è costruita sulla testimonianza di Vito Coppola, napoletano, personal trainer e classico tronista wannabe. Coppola entra in contatto con Alfonso Signorini a un evento a Napoli dove svolgeva funzioni di sicurezza, si scambiano i contatti e da lì inizia la loro “storia”. Una frequentazione durata tre mesi, iniziata con la scusa di una consulenza per l'allenamento e diventata presto altro. Videochiamate, foto intime, battute a sfondo sessuale e avances fino al giorno dell'incontro. Coppola sarebbe stato invitato da Signorini a Roma negli studi Lumina del Grande Fratello e, una volta soli in camerino, avrebbe provato a baciarlo. Dal rifiuto di Coppola arriva poi un progressivo allontanamento fra i due. La storia viene raccontata dalla voce dello stesso Coppola, e arricchita anche da alcuni spezzoni delle videochiamate shock fra il personal trainer e l'ex conduttore del Grande Fratello. Sei videochiamate dalla durata totale di circa 25 minuti poi pubblicate integralmente nella parte a pagamento. Videochiamate esplicite, in cui Signorini corteggia Coppola, gli racconta i suoi gusti e le sue esperienze sessuali. In una addirittura si parla di quando Signorini con un altro uomo mentre questo mangiava: “stavo sotto il tavolo a leccargli i piedi”. Battute, racconti, ma anche promesse. In un'altra ancora Coppola rivela ad Alfonso Singorini di avere appuntamento per un provino a Uomini e Donne, e il conduttore risponde: “Dammi il tuo nominativo e riferirò a chi di dovere”. Una raccomandazione? “Perché lo deve segnalare a chi di dovere se c'è un ordine etico nei casting e nei provini?” dice Fabrizio Corona.
Secondo Corona queste chiamate e i messaggi non testimonierebbero dei semplici gusti sessuali privati di un uomo, ma sarebbero meritevoli di essere divulgati in quanto di interesse pubblico.
Corona fa riferimento al reato di “violenza per abuso di autorità, ovvero la violenza di chi induce taluno, in condizioni di difficoltà rispetto al reo, a compiacerlo nei comportamenti anche di tipo sessuale perché contemporaneamente gli fa balenare la possibilità di vantaggi, di miglioramenti delle sue condizioni di vita, così inducendolo a fare ciò che non vorrebbe”. Secondo Corona Signorini avrebbe approfittato di Coppola, della sua posizione e della sua ambizione di entrare al Grande Fratello per trarne vantaggi sessuali, configurando ai suoi danni una violenza. Un'ipotesi ovviamente ancora tutta da verificare. Sempre secondo Corona poi il reato si sarebbe consumato a Cinecittà, proprio negli studi del Grande Fratello dove Vito Coppola era stato invitato. Inoltre Coppola avrebbe fatto ingresso negli studi senza una preventiva verifica della sua identità, si sarebbe dunque verificato anche un “omesso controllo”. Dice Corona: “In un paese normale il Grande Fratello non dovrebbe andare in onda. Endemol, in quanto responsabile, deve prendersi il tempo di verificare tutto. Andrebbero messi sotto sequestro. Sono quindici anni che si commettono reati”, nel frattempo Alfonso Signorini si è anche dimesso dal ruolo di direttore di Chi.
Vito Coppola avrebbe poi denunciato il conduttore alla Procura di Roma, e Signorini sarebbe quindi ora indagato da due Procure della Repubblica. Continua la battaglia a colpi di video e atti giudiziari fra Fabrizio Corona, Mediaset e Alfonso Signorini. Intanto, il video di Corona è già stato rimosso da YouTube. Ma l'ex manager di paparazzi non ci sta, lui e i suoi followers lo stanno ricondividendo su tutti i social per sfuggire alla presunta censura. “Non fermate la verità. Il pubblico ha diritto di conoscere ciò che succede dietro le quinte” dice Corona. Ora, mentre il tribunale del web ha già emesso la sua sentenza, l'udienza per la rimozione dei contenuti è stata fissata e la vicenda si sposta, di nuovo, nelle aule di giustizia.