Stanno tornando gli anni di polizia. Manifestanti manganellati, giornalisti lasciati a bordo strada con la testa rotta. Anni di scudo penale invocato dai partiti di governo per gli agenti e di supporto e vicinanza alle forze dell’ordine. Dall’altra parte le piazze sono piene di gente. Tanta gente, tutta diversa. I manifestanti sfilano pacifici davanti ai cordoni dei poliziotti. A margine dei cortei, si affiancano “gli incappucciati”. Le vie della protesta sono molteplici. Al di là degli schieramenti, senza fare della sociologia approssimativa, circola un sentimento, sottotraccia. Dipende dalle tragedie della porta accanto, delle bombe sui civili e dai problemi concreti di ogni giorno. Una rabbia trattenuta. Anche pericolosa. I pugni in tasca, film d’esordio di Marco Bellocchio, è tra i più significativi e simbolici di quello stesso sentimento che, negli anni Sessanta, si muoveva nella società italiana. Una forza repressa che Bellocchio condensa in una storia familiare, specchio di una situazione più ampia. Era l’Italia. Il film è uscito nel 1965 e dal 23 marzo, sessant’anni dopo, torna in sala nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con Kavac Film (società di produzione fondata da Bellocchio e Francesca Calvelli) e con il sostegno di Giorgio Armani. Cat People distribuzione, in collaborazione con Cinematocco, hanno curato il ritorno in sala del film di Bellocchio. Oltre al restauro delle immagini, il progetto si è occupato anche della parte audio e della colonna sonora di Ennio Morricone.
Già all’uscita il film di Bellocchio suscitò grande dibattito, oggi, sessant’anni dopo, tanti dei temi trattati dal regista piacentino sono ancora irrisolti. Il rapporto tra gli individui nella famiglia in provincia, la tensione tra emancipazione e regole sociali, malattia e libertà. Contraddizioni ancora vive, che ciclicamente tornano in superficie. Le piazze si riempiono, i cinema no. Grandi pellicole come I pugni in tasca sono un’occasione diversa dai “film evento” per tornare in sala. Cat People è impegnata in quest’opera di “ritorno” dei classici. Film del passato che hanno l’odore del presente. I pugni in tasca, invece, ha semplicemente l’odore del capolavoro.