image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Il cortocircuito ultras dopo gli scontri di Torino per Askatasuna: “Acab” o amici delle guardie? C’è chi sta con la polizia e chi non vuole compromessi. Ma dove sta andando il tifo moderno?

  • di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

  • Foto: Ansa

3 febbraio 2026

Il cortocircuito ultras dopo gli scontri di Torino per Askatasuna: “Acab” o amici delle guardie? C’è chi sta con la polizia e chi non vuole compromessi. Ma dove sta andando il tifo moderno?
Sotto al post di Storie di stadio, che riporta il racconto della giornalista Rita Rapisardi, presente a Torino per seguire la manifestazione per Askatasuna, il mondo ultras si divide: c’è chi sta con il poliziotto. E c’è chi, coerentemente con il principio Acab, non ci sta: mai dalla parte del potere. Un altro cortocircuito della dimensione ultrà

Foto: Ansa

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Nel dna ultras c’è un principio antico: contro il potere, non ci avrete mai come volete voi. Acab: “All cops are bastard”. La sigla scritta sui muri di tutte le città e sulle magliette di chi la domenica scende per strada, e si fa mezza Italia per seguire la propria squadra. È nella genetica di un movimento. A dire il vero quel sentimento antagonista del potere è diffuso, nato in altri tempi della Repubblica, quello delle ideologie forti. Torino brucia, risponde alla militarizzazione, eccede nella forza dello scontro, vuole la libertà per Askatasuna. Chi guarda si divide: quando il confronto è frontale non ci sono vie di mezzo. C’è chi sta dalla parte delle forze dell’ordine e che insiste sul video in cui un gruppo di manifestanti colpisce l’agente Alessandro Calista (dimesso con 20 giorni di prognosi, niente frattura al bacino). Al contrario, invece, molti sostengono che ad alzare il livello della tensione sia stata proprio la polizia, con cariche ingiustificate e fumogeni sparati come proiettili ad altezza uomo. Un giornalista è stato lasciato a bordo strada con la testa rotta e il volto coperto di sangue. Altre immagini catturano gli agenti che prendono a botte di un fotografo, Federico Guarino, che si stava identificando come membro della stampa. La violenza non è equamente distribuita. E nel momento del confronto deve essere chi ha più potere a non inasprire l’ostilità. Col passare del tempo i caratteri che vengono espressi da quei geni antagonisti sembrano essersi indeboliti, almeno in alcune frange del mondo ultras. Questo è ciò che appare dai commenti al post (qui il link al post) di Storie di stadio, redatto dalla giornalista Rita Rapisardi, che ha seguito la manifestazione a Torino per Il manifesto.

Storie da stadio - Facebook
L'inizio del post di Storie da stadio Storie da stadio - Facebook
L'agente colpito dai manifestanti
L'agente colpito dai manifestanti Ansa

“A chi ha ancora le palle di scendere in strada. A chi ha ancora le palle di protestare. A chi ha ancora le palle di rischiare”. La pagina dedica a queste persone il post: “Sempre al fianco di una parola che appartiene a pochi: libertà Askatasuna. Per gli amici delle guardie e per chi si crede ultras ma invece è uno sbirro mancato, vi suggerisco di leggere il racconto del ‘vile attacco al povero poliziotto’. Di chi c’era. Come il vecchio ‘chi c'era sa’”. Nei commenti viene fuori un sottotesto contrario a questa natura: “Da ultras (18 anni di curva), non posso trovarmi d'accordo con quanto scritto. Nel mio codice, il rispetto e la difesa della città vengono prima di tutto e in ogni ambito: distruggere ciò che appartiene alla propria città non ha nulla a che vedere con l'onore o la libertà. L’esperienza mi ha insegnato che il valore essenziale è l’uomo, non quello che indossa. Che sia una divisa o altro. Ho incontrato uomini in divisa che meritavano rispetto e, allo stesso tempo, molti ‘piccoli uomini’ esaltati e pezzi di merda. Succede nelle forze di polizia così come nella vita di tutti i giorni”. E c’è chi replica: “Una pagina ultras, dove la maggior parte dei commenti difende gli sbirri. Che pena”. Qualcuno aggiunge: “Uomo a terra non si tocca legge di strada!”, mentre altri si concentrano sulla questione politica, intesa come individuazione dell’obiettivo comune: “Il nemico è il Capitale. E chi ti toglie la possibilità di parlare di confrontarti, di vivere la vita nel rispetto degli altri. Non il lavoratore. E lì c’è un lavoratore. Purtroppo dall’altre parte ci sono vigliacchi, che non hanno capito che la rabbia sociale si combatte diversamente”. Evocato, come sempre accade dopo gli scontri di piazza, anche Pier Paolo Pasolini e la i versi dedicati a Valle Giulia.

20260203 130916165 7140
La polizia a Torino Ansa

“Ieri Acab, oggi solidarietà ai cani da guardia del potere. Coerenza: una parola sconosciuta per molti”. È il cortocircuito del mondo ultras che si è innescato dopo Torino. O meglio, una contraddizione sopita e che grazie a quelle immagini è tornata in superficie. Ci sono persone appartenenti a un’antica dimensione ultrà che ne evidenziano, al di là dele questioni di posizionamento politico, la radice identitaria: noi contro di loro. Loro sono sempre quelli al potere. O dovrebbero esserlo. Col tempo ci siamo disabituati alla violenza che prima era quotidiana. Lo scontro, che sia sull’autostrada o fuori dallo stadio, è diventato insopportabile alla vista. Con l’aumentare delle immagini è aumentato anche il fastidio. Il risultato da un certo punto di vista è anche positivo: dagli anni Novanta fino a oggi gli episodi di violenza sono diminuiti. Il calo è particolarmente evidente tra il 2010 e il 2020. Dopo la pandemia invece è stata riscontrata una risalita. Così come sono aumentati di conseguenza i daspo e in generale le misure repressive. L’instabilità e la durezza del momento politico, specialmente dopo anni di fronti aperti in varie parti del mondo, si sta vedendo nelle piazze. Dopo l’operazione Russa in Ucraina e il 7 ottobre, le strade si sono riempite in più occasioni. Cortei in cui rientrano questioni economiche e sociali, dove trova sfogo un disagio più profondo, al momento non colto da quelle forze che dovrebbero invece intercettarlo e tradurlo in programma politico. La risposta a tutto questo, per il momento, sembra l’urgenza della sicurezza e la repressione.

Gli scontri di Torino
Gli scontri di Torino Ansa

Fa strano che gli ultras siano divisi proprio su questo punto. Acab è la sigla scritta sulle bandiere, 1312 il numero tatuato o affisso in transenna. Fa strano che la scelta di campo non sia così netta. Alcune tappe della storia ultrà sono particolarmente significative. L’interpretazione di quegli eventi avrebbe potuto cambiare la direzione del movimento: il 29 gennaio 1995 Vincenzo Spagnolo, “Spagna”, viene ucciso da un ultras milanista fuoriuscito dalle Brigate Rossonere e militante delle Brigate Due, composta anche da simpatizzanti di estrema destra; il 2 febbraio 2007 muore negli scontri avvenuti durante il derby siciliano l’agente Filippo Raciti, l’ultras del Catania Antonino Speziale viene condannato per omicidio preterintenzionale, ma l’ipotesi del “fuoco amico” ha riaperto il procedimento; l’11 novembre 2007 Gabriele Sandri, tifoso della Lazio, perde la vita a causa dello sparo del poliziotto Luigi Spaccarotella. Sono solo alcuni dei capitoli da considerare, gli estratti drammatici di una storia difficile. Ci sono statistiche che mostrano una prevalenza di ideologie di destra in curva. Le tifoserie organizzate però sono mondi chiusi, impermeabili, complicati da raccontare. Probabilmente c’è altro, sotto la crosta. Le inchieste sulle infiltrazioni criminali (esemplari quelle in curva Nord della Lazio, nella tifoseria della Juventus e quella più recente nei due versanti di San Siro) sono diventate più frequenti, con sempre maggior coinvolgimento dell’Antimafia. Dove sta andando, quindi, il movimento ultras? Sembrava scontato un principio: Acab. Al di là di come la si pensi, vedere incertezza su questo fa strano.

"Acab", il principio degli ultras
"Acab", il principio degli ultras Ansa

More

Il presidente dell’Inter Club San Marino sul petardo ad Audero: “La curva Nord non c’entra. Ho parlato io con la Digos”. Ma chi ha lanciato la bomba è lo stesso che ha perso le dita?

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Bombe

Il presidente dell’Inter Club San Marino sul petardo ad Audero: “La curva Nord non c’entra. Ho parlato io con la Digos”. Ma chi ha lanciato la bomba è lo stesso che ha perso le dita?

In ricordo di Vincenzo Spagnolo, “Spagna”, ucciso da un ultras del Milan. Storia di una tragedia che ha cambiato il tifo e il calcio

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Memorandum

In ricordo di Vincenzo Spagnolo, “Spagna”, ucciso da un ultras del Milan. Storia di una tragedia che ha cambiato il tifo e il calcio

Il leader della Banda Bagaj interviene sul petardo lanciato ad Audero: “La curva Nord non fa queste cose da decenni”

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Distanziamento

Il leader della Banda Bagaj interviene sul petardo lanciato ad Audero: “La curva Nord non fa queste cose da decenni”

Tag

  • ultras
  • Torino
  • scontri
  • Polizia
  • Tifosi
  • manifestazione
  • Cronaca

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: “è terrapiattismo giudiziario”. Ma che cannonata ha tirato l’ex perito sui pedali (non) scambiati da Stasi? Intanto Napoleone nomina il consulente “Iena” per i pc di Chiara e Alberto

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “è terrapiattismo giudiziario”. Ma che cannonata ha tirato l’ex perito sui pedali (non) scambiati da Stasi? Intanto Napoleone nomina il consulente “Iena” per i pc di Chiara e Alberto
  • Delitto di Garlasco: ok il no all’incidente probatorio, ma che forte è il giudice Vitelli? La lezione che ha zittito tutti e lo scontro Bocellari vs Garofano da Milo Infante

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: ok il no all’incidente probatorio, ma che forte è il giudice Vitelli? La lezione che ha zittito tutti e lo scontro Bocellari vs Garofano da Milo Infante
  • Chi è Luigi Berlusconi e perché Fabrizio Corona a Falsissimo parla di uno “strano giro”?

    di Gianmarco Serino

    Chi è Luigi Berlusconi e perché Fabrizio Corona a Falsissimo parla di uno “strano giro”?
  • Siamo stati all’assemblea sulla sicurezza a Milano del Comitato Insostenibli Olimpiadi, ma sembrava un film di Woody Allen perché il potere è diventato inscalfibile e la rivoluzione ha i denti da latte

    di Gianmarco Serino

    Siamo stati all’assemblea sulla sicurezza a Milano del Comitato Insostenibli Olimpiadi, ma sembrava un film di Woody Allen perché il potere è diventato inscalfibile e la rivoluzione ha i denti da latte
  • Leonardo Maria Del Vecchio virale da Lili Gruber, ok i meme e l’ironia social, ma dietro c’è molto di più: la sprezzatura, la vera ricchezza e tutto quello che i social non vedono

    di Ottavio Cappellani

    Leonardo Maria Del Vecchio virale da Lili Gruber, ok i meme e l’ironia social, ma dietro c’è molto di più: la sprezzatura, la vera ricchezza e tutto quello che i social non vedono
  • Giornalista è chi giornalista fa: Alfonso Signorini non lo è più dal 2023, né più e né meno come Fabrizio Corona. Allora di cosa stiamo a parlare?

    di Gianmarco Serino

    Giornalista è chi giornalista fa: Alfonso Signorini non lo è più dal 2023, né più e né meno come Fabrizio Corona. Allora di cosa stiamo a parlare?

di Domenico Agrizzi Domenico Agrizzi

Foto:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]
  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy