Sul caso Epstein è già stato scritto, detto e ipotizzato di tutto. Solo che di recente è emersa una connessione fin qui ignorata: quella tra il finanziere statunitense, diventato famoso per uno dei più grandi scandali di abusi sessuali degli ultimi decenni, e la Russia, o meglio, il deepstate russo. Si tratta di una connessione rilevante ma rimasta a lungo sotto traccia tra le migliaia e migliaia di file che riguardano l'impero gestito dal famigerato Jeffrey Epstein. La pubblicazione di oltre tre milioni di documenti relativi al caso rilancia l'ipotesi secondo cui il faccendiere americano fosse impegnato a lavorare per conto di Mosca (e forse di Israele). Secondo alcune fonti di intelligence rilanciate dalla stampa anglosassone, Mr. Jeffrey avrebbe addirittura condotto una maxi operazione (“la più grande” al mondo) per conto del Kgb, i temibili servizi di sicurezza russi che oggi si chiamano Fsb. È però difficile ricostruire il puzzle, in primis perché non ci sono prove documentali che colleghino direttamente Putin e le sue spie alle attività illecite di Epstein. Gli stessi documenti, tuttavia, menzionano Putin per 1056 volte e fanno riferimento alla Russia in ben 9629 circostanze.
Ok, ma quale sarebbe il trait d'union tra Epstein e la Russia? Ragazze, giovani e giovanissime, reclutate dal defunto finanziere e presentate alle élite statunitensi (e non solo) durante molteplici feste notturne sfrenate. Premessa: è difficilissimo capire cosa è reale, plausibile o addirittura falso. Ci limitiamo a unire un paio di puntini utilizzando informazioni rilanciate dai principali media internazionali. Come l'indiscrezione secondo la quale, all'interno degli ultimi documenti, sarebbe presente una mail nella quale si afferma che Bill Gates (proprio lui: “quello di Microsoft”) avrebbe chiesto a uno dei consiglieri di Epstein di fornirgli medicinali per curare malattie sessualmente trasmissibili a causa di “rapporti sessuali con ragazze russe”, cosa che Gates ha liquidato come “completamente falsa”. Ci sarebbe anche un file che confermerebbe quanto riportato dal Daily Mail: Epstein avrebbe presentato Andrew Mountbatten-Windsor, il Principe Andrea, Duca di York, secondogenito della regina Elisabetta II, a una “bellissima” donna russa di 26 anni. Insomma, se così fosse, Bill Gates, Donald Trump, Bill Clinton e tanti altri pezzi grossi si sarebbero ritrovati in posizioni compromettenti all'interno della più grande operazione di “trappola al miele del mondo”, una tecnica di spionaggio nella quale si ricorre a sesso, relazioni sentimentali o seduzione per ottenere informazioni segrete o compromettere una persona potente.
C'è stato lo zampino degli agenti russi? Gli esperti dell'intelligence americana ritengono che Epstein sarebbe stato introdotto nel mondo dello spionaggio (russo) tramite accordi commerciali con Robert Maxwell, il magnate dei media caduto in disgrazia che, come Epstein in seguito, morì (nel 1991) in circostanze poco chiare. Facciamo un passo in avanti e citiamo un libro interessantissimo. Nel suo volume American Kompromat: How The Kgb Cultivated Donald Trump, Craig Unger ha scritto che Epstein era solito affidarsi a protettori russi per ottenere molte delle ragazze di cui abusava. Unger ritiene inoltre che l'Fsb, il successore del Kgb, possa aver acquisito materiale di ricatto dai numerosi video che lo stesso Epstein avrebbe registrato dei suoi famosi amici con le ragazze. Un ricatto che, di fatto, non riguarderebbe più soltanto la sfera privata dei personaggi coinvolti, ma che potrebbe aver influito anche la sfera politica degli Stati Uniti...