Ieri sera Massimo Giletti, a Lo Stato delle Cose, ha prima ringraziato Sigfrido Ranucci per la solidarietà, poi lo ha avvertito che prossimamente entrerà in possesso della chat incriminata. Si riferisce a quella scodellata sul Giornale da Rita Cavallaro in cui il direttore di Report avrebbe parlato con Maria Rosaria Boccia, l’ex amante dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, di una potente lobby gay capace di tirare le fila dell’informazione italiana, entro la quale vi sarebbero Tommaso Cerno (potenziale erede di Signorini dimezzato, secondo la ricostruzione data dal Giornale), Massimo Giletti e il misterioso Signor B. L’omosessualità di Giletti è cosa nuova ai nostri radar di etero basic. Cosa nuova anche per Giletti stesso, che appunto nel suo programma ha avvertito Sigfrido Ranucci che presto avrà “le carte” e la verità emergerà. Ranucci dopo aver mostrato la sua solidarietà a Giletti per essere stato coinvolto nella questione suo malgrado ha rispedito al mittente le accuse: “il Giornale degli Angelucci, diretto da Cerno in versione metodo Boffo, apre la guerra delle chat”, accusando Rita Cavallaro - insieme al novello direttore del quotidiano smontato e rimontato dal senatore Angelucci nella grigia via dell’Aprica, in Bovisa - di aver manipolato le chat in questione, suggerendo che in questa operazione di inquinamento delle prove vi sarebbe la mano di Marco Mancini, loro amico oltre che ex agente segreto malamente trombato all’autogrill di Fiano mentre si scambiava con Matteo Renzi una scatola di biscotti. Contenente solo biscotti, eh. Marco Mancini, bruciato dal mondo dell’intelligence, è stato uno dei protagonisti dello scandalo Abu Omar, dove insieme al capo del Sismi Nicolò Pollari e ad altri agenti della Cia venne accusato di aver rapito un imam egiziano. Nel 2017 la sentenza di condanna venne impugnata dalla Corte Costituzionale per segreto di Stato e la Cassazione la annullò. Mancini è anche uno dei protagonisti del controverso ritorno in Italia della cronista Giuliana Sgrena, la giornalista rapita e liberata da Nicola Calipari, morto ucciso durante il recupero della giornalista, forse per errore, da alcuni soldati americani nei pressi dell’aeroporto di Baghdad. Mancini fu l’unico tra tutti gli agenti a mostrarsi alle macchine fotografiche scendendo dall’aereo in Italia insieme alla Sgrena.
Tornando alla questione odierna, quella della presunta lobby gay, vi è intervenuto anche Maurizio Gasparri, che non è nuovo agli scontri con Report. Il 15 gennaio, infatti, il senatore di Forza Italia ha depositato un caratteristico esposto, contenente la famosa nota fantasma, presso la Procura di Milano contro il consulente di Report Gian Gaetano Bellavia. Ora Maurizio Gasparri ha riscoperto il politically correct e ha annunciato che si rivolgerà all’Ordine dei giornalisti, essendo giornalista anche lui (dell’essere e del fare il giornalista ne abbiamo scritto ieri), per segnalare il comportamento del giornalista Ranucci, “protagonista di un atteggiamento omofobo (…) e ha usato termini incompatibili con un comportamento deontologicamente corretto. Credo che l’Ordine dei giornalisti debba valutare la condotta di Ranucci assolutamente incompatibile (…). Ranucci, già protagonista di condotte inaudite sotto molti profili, è anche in questa vicenda manovratore di dichiarazioni di persone sottoposte a indagini utilizzate per denigrarne altre, ha molte cose di cui giustificarsi. E sono certo che alla mia contestazione formale presso l’Ordine dei giornalisti seguiranno adeguate iniziative”.
Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, consiglieri di amministrazione Rai, hanno preso le difese di Ranucci, dichiarando che si tratta di “una vicenda che deve essere chiarita senza lasciare ombre su un giornalista e su una trasmissione come Report, che sul tema sono sempre stati lontanissimi da ogni atteggiamento discriminatorio. Se Ranucci ha effettivamente fatto affermazioni omofobe, venga sanzionato dalla Rai e dall’Ordine. Ma se le sue frasi sono state manipolate - come Ranucci sostiene - l’Ordine sanzioni i giornalisti che lo hanno calunniato e la Rai rescinda ogni collaborazione con chi sta orchestrando gli attacchi contro di lui”.