Ci sono alcuni titoli che involontariamente descrivono una certa postura del cinema italiano, come Amici miei o I soliti sospetti. Da anni si dice che “a lavorare sono i soliti amici di”. In parte è così. Nel frattempo, sottotraccia, il cinema indipendente continua a lavorare, lottando per esistere e per portare qualcosa di diverso in sala: Le città di pianura, per esempio, o La valle dei sorrisi. Ce ne sono di autori che ci provano. Ma passano troppo spesso inosservati. Il riferimento mondiale degli indie è, da anni e ancor più dopo Anora, Sean Baker. Il regista ha un rapporto speciale con l’Italia: ha curato la prefazione della biografia di Ornella Muti e ha sempre elogiato il nostro cinema. Anche quello meno “autoriale” ed elevato. Il suo prossimo film sarà una “lettera d’amore alle commedie sexy italiane degli anni Sessanta e Settanta”. Protagonista sarà Vera Gemma. Baker aveva già presentato un’opera su di lei: Vera, nel 2024 a Los Angeles, ritratto dell’attrice realizzato da Tizza Covi e Rainer Frimmel. Ora i due torneranno a lavorare insieme.
Fuori dai soliti giri (il circolino direbbe qualcuno), Vera Gemma sta facendo il suo percorso. Via dal solito cinema rassicurante e sempre uguale. Ciclicamente l’industria si siede a tavolino con un punto, sempre lo stesso, all’ordine del giorno: come richiamare le persone in sala, in che modo catturare l’attenzione di un pubblico nuovo, più orientato al divano. Le soluzioni, a fasi alterne, sono: i grandi autori in “film evento”; vecchi film restaurati che i giovani (sì, soprattutto i giovani) apprezzano; l’animazione (ma in Italia si fa troppo poco). Oppure viene tirata fuori la formula misteriosa: “qualcosa di nuovo”. Un’espressione così generica da contenere anche il suo contrario. Una buona base sarebbe, per l’appunto, un volto nuovo.
Evidentemente Sean Baker sa guardare dove gli altri non riescono. Del resto non si vince tutto - Palma d’oro e Oscar - per caso. Cinefilo e autore, valorizzatore di talenti (Mikey Madison per citare l’ultima stella nata in un suo film) e, soprattutto, regista che ha il coraggio di scegliere ciò che non è banale. Parlare di rivincita per Vera Gemma sarebbe ingiusto: la rivalsa appartiene a chi sente di aver perso qualcosa.