image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

15 gennaio 2026

"A Sentimental Value" di Joachim Trier è un capolavoro. Lo abbiamo visto in anteprima e a stento abbiamo trattenuto le lacrime. Un film dentro al film che parla della vita che rincorre sé stessa

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

15 gennaio 2026

Il cinema che parla di cinema rivela un segreto che si ripete. Joachim Trier firma un “Otto e Mezzo” norvegese, borgesiano e circolare, dove tempo, memoria e famiglia si specchiano in una casa infinita, inseguendo un unico enigma: semplicemente perché?

Foto: Courtesy Ufficio Stampa

"A Sentimental Value" di Joachim Trier è un capolavoro. Lo abbiamo visto in anteprima e a stento abbiamo trattenuto le lacrime. Un film dentro al film che parla della vita che rincorre sé stessa

Il cinema che parla di cinema nasconde un segreto. Un segreto che si rassomiglia. Perché un film che parla di un regista che intende fare un film, parla di una scelta dovuta a qualche cosa. Una figlia che intende togliersi la vita riguarda una scelta dovuta a qualche cosa. Un padre che abbandona la propria famiglia è una storia che parla di una scelta dovuta a qualche cosa. Perché c’è qualche cosa, in ogni cosa, che si rassomiglia, che vi soggiace e vi riecheggia fra le stanze famigliari di un tempo andato, o che deve ancora venire. C’è qualche cosa che rincorre sé stesso, che richiama sé stesso, che cita sé stesso, che prende ad esempio sé stesso, credendo di essere altro, di non farne parte. Sono le grosse catene dell’essere che Joachim Trier racconta nel suo ultimo film “A Sentimental Value” (in Italia distribuito da Lucky Red), un Otto e Mezzo norvegese candidato agli Oscar 2026, un Otto e Mezzo che pare scritto da Borges, un Otto e Mezzo sottosopra, come è da intendersi il tempo, sottosopra, quando scorre sotto il cielo sgualcito della Norvegia, un luogo dove non è mai del tutto giorno, dove non è mai del tutto notte, dove i ricordi di più generazioni si accavallano, si sovrappongono come la schiuma delle onde custodite tutte in una stessa eterna casa del tempo. La casa in cui è nata e cresciuta la protagonista Nora Borg, (Renate Reinsve) insieme a sua sorella Agnes (Inga Ibsdotter Lilleaas), dove è nato è cresciuto suo padre Gustav (Stellan Skarsgård) insieme a sua madre, che si tolse la vita dietro ad una porta che per tutto il film rimane socchiusa. Attraverso di essa si intravvede il passato, il presente, il futuro, ovvero il figlio di Agnes, che secondo Gustav, in un passaggio molto toccante, “custodisce un segreto”. Il tempo che Trier racconta custodisce un segreto che si nasconde dietro all’unica domanda: perché?

20260115 153346003 3760
Renate Reinsve e Inga Ibsdotter Lilleaas Fotogramma di "A Sentimental Value"

Semplicemente perché, forse senza un perché, ma domandarsi perché è come spalancare quella porta e scoprire che dietro non vi è la morte, ma l’infinito, un infinito simmetrico come la storia messa in scena da Trier insieme al suo sceneggiatore Eskil Vogt. In ogni dialogo, ogni passaggio della sceneggiatura si nascondono infiniti significati, metafore, analogie, sfumature. Viene il sospetto che sia stata scritta da un Dio perché sin dall’inizio, a partire dalle prime inquadrature, dalle prime note dell’arpeggio di chitarra che apre il film, s’intende che in questo film vi sia qualcosa dell’Aleph di Borges. In F come Falso, Orson Welles apre la pellicola con un gioco di prestigio, e con una frase “il mago non è altro che un attore che interpreta il ruolo di un mago” e Renate Reinsve nel film di Trier interpreta una figlia, Nora, che di professione fa l’attrice di teatro e che suo padre Gustav vorrebbe come protagonista del suo ultimo film. Una vera e grandissima attrice, Renate Reinsve, che interpreta il ruolo di una grandissima attrice di teatro. Il cinema parla di cinema, la natura imita sé stessa e si rassomiglia e il tempo può essere inteso come un serpente che si morde la coda, attorno ad un segreto, ad un “perché?” Da qui sorge la tentazione di rispondervi con il nulla, che è l’opposto della vita. Trier come un dottore della Chiesa o come un fisico quantistico spezza questa ciclicità nel finale, lasciando al pubblico un meraviglioso cristallo, gioiello di vita dalle infinite sfaccettature che nonostante le 2 ore e un quarto di pellicola, tiene incollati allo schermo nella decifrazione di questo splendido enigma spinoziano, elegante e prodigiosa opera di scrittura, regia, produzione e di recitazione. Non vi è un solo momento in cui il pubblico scorga che si tratti di una finzione. “A Sentimental Value” cammina da solo, vive di vita propria. Questo film non è più di Trier, perché ormai il film che abbiamo visto è cristallizzato in quella sceneggiatura che la protagonista non ha intenzione di leggere e che speriamo fino alla fine leggerà, perché quella storia, parla esattamente di lei.

More

Sorrentino ha rotto il c**o: qualcuno deve pur dirlo e noi lo diciamo. Con la Grazia imita se stesso

di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

malarecensione

Sorrentino ha rotto il c**o: qualcuno deve pur dirlo e noi lo diciamo. Con la Grazia imita se stesso

Checco Zalone s’è ammosciato: con Buen Camino al cinema fa il “politicamente scorretto” senza sforzo e smette di raccontare davvero l’Italia

di Irene Natali Irene Natali

buena notte

Checco Zalone s’è ammosciato: con Buen Camino al cinema fa il “politicamente scorretto” senza sforzo e smette di raccontare davvero l’Italia

Ok, abbiamo visto Il Rifugio Atomico su Netflix, ma com'è? Temi sociali annacquati dalla soap e tanta voglia di essere la nuova Casa di Carta ma...

di Irene Natali Irene Natali

Fratello minore

Ok, abbiamo visto Il Rifugio Atomico su Netflix, ma com'è? Temi sociali annacquati dalla soap e tanta voglia di essere la nuova Casa di Carta ma...

Tag

  • Cinema
  • Attualità
  • Cultura

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: il “teorema Tizzoni”, “Ignoto 2” che (forse) ha un nome e la “certezza” di Cataliotti sull’arma del delitto (un vaso?)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: il “teorema Tizzoni”, “Ignoto 2” che (forse) ha un nome e la “certezza” di Cataliotti sull’arma del delitto (un vaso?)
  • Delitto di Garlasco: “più persone sulla scena del crimine”. Andrea Sempio sbotta da Porro e Giada Bocellari da Giletti, ma la bomba la sgancia la Panicucci

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “più persone sulla scena del crimine”. Andrea Sempio sbotta da Porro e Giada Bocellari da Giletti, ma la bomba la sgancia la Panicucci
  • Delitto di Garlasco: esposto dei Cappa per depistaggio e inquinamento? Garofano dice di no. Cosa abbiamo saputo (e che c’è dietro)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: esposto dei Cappa per depistaggio e inquinamento? Garofano dice di no. Cosa abbiamo saputo (e che c’è dietro)
  • Aldo Cazzullo con la sparata su Sal Da Vinci si è giocato la direzione del Corriere? Così si dice in via Solferino, ma la domanda è: con tutti i vicedirettori che c’erano, nessuno ha controllato?

    di Gianmarco Serino

    Aldo Cazzullo con la sparata su Sal Da Vinci si è giocato la direzione del Corriere? Così si dice in via Solferino, ma la domanda è: con tutti i vicedirettori che c’erano, nessuno ha controllato?
  • Delitto di Garlasco: Paola Cappa beccata da Giletti, De Rensis tra “Gianni, Luigi e fagiani” e i video (rimossi poi ripubblicati) di Bugalalla. Possiamo dirlo? Il nostro eroe è Boogie

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: Paola Cappa beccata da Giletti, De Rensis tra “Gianni, Luigi e fagiani” e i video (rimossi poi ripubblicati) di Bugalalla. Possiamo dirlo? Il nostro eroe è Boogie
  • Ora ce l’hanno tutti con Fiorello? Dopo le sue imitazioni è successo un casino. E Corona a Falsissimo svela: “Maria De Filippi inca*zatissima gli ha tolto pure il saluto”

    di Michele Larosa

    Ora ce l’hanno tutti con Fiorello? Dopo le sue imitazioni è successo un casino. E Corona a Falsissimo svela: “Maria De Filippi inca*zatissima gli ha tolto pure il saluto”

di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

Foto:

Courtesy Ufficio Stampa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Ancora la Corsica? Dopo i Moretti a Crans Montana, l’omicidio dell’ultranazionalista Alain Orsoni. Colpo di pistola al petto al funerale della madre per l’ex presidente dell’Ajaccio (c’entra sempre la mafia corsa?)

di Emanuele Pieroni

Ancora la Corsica? Dopo i Moretti a Crans Montana, l’omicidio dell’ultranazionalista Alain Orsoni. Colpo di pistola al petto al funerale della madre per l’ex presidente dell’Ajaccio (c’entra sempre la mafia corsa?)
Next Next

Ancora la Corsica? Dopo i Moretti a Crans Montana, l’omicidio...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy