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5 ottobre 2020

Il corpo del capitano

  • di Redazione MOW Redazione MOW

5 ottobre 2020

Nel 2018 i fotografi Luca Santese e Marco P. Valli hanno documentato in chiave critico-satirica la genesi della cosiddetta Terza Repubblica e decidono di concentrare la propria indagine su Matteo Salvini, leader politico della Lega
Il corpo del capitano

Nel 2018 i fotografi Luca Santese e Marco P. Valli hanno documentato in chiave critico-satirica la genesi della cosiddetta Terza Repubblica. Le immagini prodotte costituiscono il progetto Realpolitik che prende forma in una serie di pubblicazioni indipendenti e installazioni di carattere sperimentale. Conclusa l’esperienza del primo Governo Conte, i fotografi decidono di concentrare la propria indagine su Matteo Salvini, leader politico della Lega e del Centro-destra Italiano, soprannominato dai sui stessi elettori il Capitano. Santese e Valli partecipano a decine di feste di partito, comizi e manifestazioni della Lega ponendo la loro attenzione sull’utilizzo del corpo a fini politici da parte del Capitano. Il motivo di tale scelta risiede nell’avere riconosciuto un carattere innovativo nel linguaggio di propaganda Salviniano. Buona parte della comunicazione politica contemporanea è costituita dall’utilizzo di immagini e Salvini produce costantemente fotografie in cui espone se stesso, la sua quotidianità ed il suo corpo rappresentandosi come “uomo del popolo”.

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Il corpo del capitano

Il ruolo che era storicamente affidato ai fotografi di mestiere viene scavalcato dal politico che, in questo modo, si autorappresenta. La rappresentazione avviene principalmente attraverso i canali social che, seguiti da milioni di follower, costituiscono un organo di stampa privilegiato mediante il quale Salvini informa direttamente i suoi seguaci senza che giornali e televisioni possano agire da intermediari. Nella comunicazione salviniana è altresì decisiva la capacità di fagocitare e utilizzare a proprio vantaggio ogni tipologia di comunicazione esterna compresi critiche e attacchi.

Santese e Valli sono stati direttamente coinvolti in questo meccanismo. Una loro fotografia di Salvini, parte di Boys Boys Boys, primo volume del progetto Realpolitik, fu scelta dal settimanale americano Time come copertina dell’edizione Europea. Sotto il titolo dell’articolo The new face of Europe figurava in bianco e nero il volto in primissimo primo piano del leader sorridente illuminato con una luce dal basso. Tutti fattori che contribuirono ad offrire agli europei un’immagine del politico italiano tutt’altro che rassicurante. Salvini, soprassedendo a questa tipologia di rappresentazione e all’articolo che ne criticava l’operato, decise di postare questa immagine sui propri canali social ed utilizzarla sulla comunicazione stampata di alcune successive manifestazioni nazionali allo scopo di legittimare ulteriormente la propria figura politica. In risposta a quella che appare una strategia comunicativa inattaccabile, lo sforzo di Santese e Valli è quello di tentare di riappropriarsi del ruolo che storicamente appartiene al fotografo.

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Il corpo del capitano

Una documentazione organica e puntale dell’attività politica salviniana costituisce lo scheletro dell’intero progetto ma le modalità di confronto con il linguaggio salviniano non sono di carattere mimetico. Intento degli autori, al contrario, è quello di esasperarne i caratteri ripetitivi e grotteschi e provocarne un’inversione di segno. Lo stile fotografico del lavoro si contrappone radicalmente a quello di Salvini. Ad un’estetica amichevole, pop e colorata si oppone un bianco e nero rigoroso, oscuro e distopico. Questo aspetto d’inversione non riguarda esclusivamente lo stile delle fotografie ma anche la loro organizzazione.

In principio il progetto sembra documentare fedelmente e ironicamente gli aspetti della propaganda salviniana ma nel suo svolgimento emergono i caratteri di contropropaganda che sfociano in un sottolivello di racconto immaginario proposto dai fotografi. Una risposta alla narrazione faziosa che spesso il politico utilizza. Misure che gli autori prudentemente adottano nel tentativo di non essere nuovamente fagocitati. Il Corpo del Capitano prende forma attraverso un libro. Quello che in apparenza può risultare un veicolo anacronistico rispetto ai tempi di fruizione rapidi dell’immagine nel panorama contemporaneo è una presa di posizione sulla necessità di dedicare del tempo alla fruizione delle immagini e alla riflessione su di esse, sul loro utilizzo e sull’influenza che esercitano. Un approccio critico e non di rapido consumo. In copertina una maschera del volto di Salvini. La stessa immagine che si rivoltò nella sua ambiguità torna svuotata dei suoi occhi evocando così la superficie, il costume, l’involucro, la smorfia, il personaggio, il caratterista Salvini.

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Il backstage

Un uomo che ha dimostrato di avere la capacità di incarnare decine di ruoli. Dal padano all’italiano, dal padre di famiglia al fidanzato innamorato, dal goloso al tifoso, da ruspista a felpista e si potrebbe continuare a lungo. Matteo Salvini costituisce di fatto un modello ideale per gli autori che sentono, attraverso la rappresentazione del suo corpo, di poter evocare ognuno di questi ruoli attraverso un unico soggetto. Il Corpo del Capitano non è il lavoro sul corpo di un solo uomo, ma su tutti quelli che questo specifico corpo incarna: il corpo nazionale, elettorale, mediatico, comunicativo. La Bestia, Morisi, i sostenitori, gli adoratori: una moltitudine di corpi che costituiscono un unico Corpo, quello del Capitano.

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Matteo Salvini è bollito

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