image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

16 giugno 2020

Le 5 migliori Serie TV
italiane di sempre

  • di Fabio Fagnani Fabio Fagnani

16 giugno 2020

La scrittura profonda, la regia accurata, la bellezza e l’importanza di tutte quelle caratteristiche che più di tutte contraddistinguono le serie TV made in Italy. Quali sono le migliori di sempre? Ecco la nostra selezione
Le 5 migliori Serie TV italiane di sempre

Spesso l’esterofilia ci prende la mano. Pensiamo che ciò che è lontano, ciò che viene da fuori, d’oltreoceano, sia migliore di quello che proponiamo noi. Spesso non sbagliamo, ma anche in Italia abbiamo sfornato prodotti televisivi degni di nota.
La scrittura profonda, la regia accurata, la bellezza e l’importanza di tutte quelle caratteristiche che più di tutte contraddistinguono le serie tv made in Italy: ecco quali sono le  migliori di sempre, secondo MOW.

The Young Pope

Paolo Sorrentino mette in scena il teatro dell’assurdo. Poche cose sono plausibili in The Young Pope eppure tutte sono verosimili. L’originalità della trama non può che trovare un interesse da parte del pubblico che si è innamorato del personaggio interpretato meravigliosamente da Jude Law.

Con questa serie - e con il sequel The New Pope - Sorrentino ha costruito una macchina affascinante, potente, brillante. Riprese virtuose, ritmi alternati e dialoghi intelligenti - che però a volte possono sembrare fini a se stessi - nascondono al loro interno domande universali, le stesse che dall’alba dei tempi l’uomo si pone nei confronti della fede e dell’esistenza.

Boris

Le fondamenta della comicità, della satira, del confine tra grottesco e nosense.
Boris racconta le fragilità di un mondo, quello televisivo, i limiti, le incoerenze, le imbarazzanti situazioni che accadono dietro e davanti a una telecamera. Boris è la telecamera nella telecamera. È la meta narrazione di un mondo sempre troppo crudo, diretto, per niente affabile, affrontato con ironia, satira e intelligenza. Non c’è spazio per gli ideali, solo per i difetti, i vizi, gli errori. Da qualche settimana è nuovamente disponibile su Netflix.

Romanzo Criminale

È il primo capolavoro di Stefano Sollima. A dimostrazione che con le idee si vince sempre e che le americanate le lasciamo dall’altra parte del mondo, Romanzo Criminale racconta in maniera incredibilmente avvincente la nostra storia, quella più violenta, quella della banda della Magliana, insomma, il caos che ha scosso il nostro paese negli anni Settanta. Dopo il film del 2005, non altrettanto emozionante, firmato da Michele Placido, Sollima prende il comando del progetto seriale di Sky e, oltre a lavorare benissimo sulla profondità dei personaggi, ormai iconici, riesce a ricostruire quel tempo storico. Ritmo, dialoghi, trama. Tutto di livello assoluto.

Suburra

Se nel mondo cinematografico siamo sempre stati etichettati come “quelli che fanno le commedie”, nella serialità siamo ormai universalmente riconocisbili come esperti di criminalità. Vuoi perché purtroppo la quotidianità ci mette a disposizione storie tetre, bizzarre e violente, vuoi perché ci siamo scoperti abili a raccontarle. E in questo Sollima è il genio della regia italiana in questo campo. Mafia Capitale, uno dei più grandi scandali degli ultimi anni diventa un romanzo, anche se è tutto terribilmente vero. Mafia, politica, corruzione, droga, violenza, giochi di potere. In Suburra c’è tutto, soprattutto un cast incredibile primeggiato da Alessandro Borghi, cattivo, crudele, vendicativo e bastardo.

Gomorra

È l’opera più esportata degli ultimi anni, e già questo potrebbe bastare a prendere in considerazione l’idea che questa serie sia la migliore italiana. Aggiungiamo che la serie realizzata da Sky, Fandango e Cattleya è un’opera di un livello produttivo incredibile, sempre in crescendo, sempre pronta a migliorarsi grazie alla direzione di Stefano Sollima, per la terza volta in qesta selezione e a tutti gli effetti vero guru delle serie crime italiane.

Non è ancora sufficiente? Roberto Saviano, autore del romanzo omonimo, ha curato la sceneggiatura, insieme a un team, che potesse rispecchiare Napoli, i dintorni del capoluogo campano e le relazioni tra le bande criminali. Ha dettagliatamente raccontato come avvengono le guerriglie, i traffici, le spedizioni, le scelte, le corruzioni.

Dentro Gomorra c’è un pezzo di Italia. Marcia, vera, profonda, reale. Un livido che ci teniamo vicino al cuore che pulsa fuori ritmo, ma che purtroppo fa parte di quello che siamo. Gomorra, anche grazie al dialetto napoletano che ha costretto molti italiani a usare i sottotitoli, ha cambiato la struttura narrativa delle serie italiane che sono state realizzate dopo.
Gomorra è la stella nel buio che racconta in maniera sopraffina, anche se spesso romanzata, la quotidianità mafiosa che ogni giorno vive, cresce e si diffonde nelle crepe di un paese spesso immobile e cieco.

Tag

  • Evergreen
  • Paolo Sorrentino
  • The Young Pope
  • Gomorra
  • Suburra
  • Romanzo Criminale
  • Serie tv
  • Televisione

Top Stories

  • Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)

    di Irene Natali

    Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)
  • Francesco Baccini ricorda Gino Paoli: “Quando Bruno Lauzi si presentò al suo compleanno, Gino scoppiò a piangere come un bambino. Ha cambiato il modo di scrivere, sulla scia di Bob Dylan”

    di Marika Costarelli

    Francesco Baccini ricorda Gino Paoli: “Quando Bruno Lauzi si presentò al suo compleanno, Gino scoppiò a piangere come un bambino. Ha cambiato il modo di scrivere, sulla scia di Bob Dylan”
  • Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"
  • Anche la Gialappa’s imita Fabrizio Corona: ok, ma perché non lo fanno con i politici? La satira in Italia è morta e ora è stata pure dimenticata dai comici, che invece di attaccare il potere puntano solo su vip e trend social

    di Irene Natali

    Anche la Gialappa’s imita Fabrizio Corona: ok, ma perché non lo fanno con i politici? La satira in Italia è morta e ora è stata pure dimenticata dai comici, che invece di attaccare il potere puntano solo su vip e trend social
  • GialappaShow, la bomba di Gherarducci e Santin sul motivo per cui Mediaset si è lasciata sfuggire il programma ora su Tv8: "La verità è che non ci offrivano più niente”

    di Irene Natali

    GialappaShow, la bomba di Gherarducci e Santin sul motivo per cui Mediaset si è lasciata sfuggire il programma ora su Tv8: "La verità è che non ci offrivano più niente”
  • Anche da morto Gino Paoli è più figo di te

    di Mattia Nesto

    Anche da morto Gino Paoli è più figo di te

di Fabio Fagnani Fabio Fagnani

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Le lezioni italiane di MOW. Numero 1: sulla velocità

di Luca Beatrice

Le lezioni italiane di MOW. Numero 1: sulla velocità
Next Next

Le lezioni italiane di MOW. Numero 1: sulla velocità

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy