image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

25 settembre 2026

Onslaught: The Desert Chainsaw Ghost Recon Massacre

  • di Mattia Nesto Mattia Nesto

25 settembre 2026

Adam Wingard realizza un action-movie confuse e pasticciato, che non cattura mai che, anzi, fa alzare più di un sopracciglio.
Onslaught: The Desert Chainsaw Ghost Recon Massacre

Partiamo da un ragionamento semplice e cristallino come un torrente d'alta montagna: un film action, o d'azione se preferite, ha uno e un solo compito, ovvero generare una tensione diciamo "positiva" in cui, nonostante si sappia che l'eroina o l'eroe di turno ce la farà, ci porti comunque a tifare per il protagonista, rimanendo con il fiato sospeso durante le varie rocambolesche avventure di cui è al centro. Ecco, partendo da questo presupposto, Adam Wingard, regista di Onslaught, sbaglia praticamente tutto. Non solo non ci regala mai un guizzo o una trovata interessante dal punto di vista della regia, ma, coadiuvato da una sceneggiatura debole e inconsistente, ci consegna una versione "da discount" del bellissimo Revenge di Coralie Fargeat. Con protagonista Adria Arjona, attrice sempre più quotata a Hollywood, la storia segue una mamma, l'ex soldatessa e cecchina Celeste, costretta a difendere la figlia dall'incursione di un terzetto di supersoldati geneticamente modificati da uno scienziato legato agli esperimenti nazisti. Detto così sembrerebbe la classica trashata americana e, ve lo confessiamo, l'avremmo preferita di gran lunga.

Già perché, e lo possiamo dire fin da subito, il film, nonostante queste premesse da B-movie, non riesce mai a fare i conti con se stesso. Se infatti il tono dovrebbe essere sopra le righe, con linee di dialogo e personaggi al limite del caricaturale (basti pensare al veterano del Vietnam che, nonostante sia anzianissimo e quasi paraplegico, è una specie di Rambo redivivo, oppure al funzionario ministeriale che si sballa con le droghe e sembra un reduce da qualche rave in Olanda) Onslaught pretende anche di prendersi molto sul serio, tentando di far empatizzare lo spettatore con Celeste e con il suo passato. Peccato che questa "grande storia" venga liquidata in appena tre flashback di una bruttezza rara, con una fotografia grigiastra che immerge tutto in una specie di "cemento chiaro" e rallenty che dovrebbero mettere in scena l'orrore della guerra, combattuta ovviamente contro qualche non meglio precisato Stato pseudo-terrorista simil-arabo, senza però trasmettere alcun tipo di emozione.

20260924 090412246 2294
Celeste, la nostra protagonista @Echo Group

La storia parte “persino” in maniera interessante. Dopo un paio di scene montate in modo approssimativo, con tagli che sembrano interrompere l'azione sempre nel momento sbagliato, veniamo introdotti a questo programma di potenziamento per supersoldati, una sorta di versione nazista di Captain America. Al netto della scena pseudo-erotica tra la moglie e lo scienziato pazzo, si capisce subito che stiamo guardando un film grossier: i supersoldati, oltre a non provare paura né rimorso nell'uccidere i civili e a "vederci meglio al buio che di giorno", riescono addirittura, flettendo i muscoli, a evitare (o comunque a sopravvivere) ai proiettili. È difficile, dopo una trovata del genere, non considerare Onslaught un B-movie.

Tuttavia, dopo questo preambolo vagamente cospirazionista, sostenuto anche da un'introduzione con un montaggio da sito para-complottista, veniamo finalmente introdotti a Celeste, marine ritiratasi che oggi riscuote gli affitti in un parcheggio per roulotte. Ha un ex marito e una figlia, che vede poco perché, tutto sommato, lui non ha nemmeno torto a non fidarsi di una persona che in casa conserva un vero e proprio arsenale tra fucili, pistole e mitragliatori. Per una di quelle coincidenze che il film non si prende nemmeno la briga di rendere credibili, proprio mentre i supersoldati vengono liberati per essere testati in un esperimento controllato destinato, naturalmente, a finire in tragedia, l'ex marito accompagna la figlia dalla madre. Da qui prende forma un film d'assedio: Celeste e la bambina dovranno sopravvivere all'attacco di tre supersoldati geneticamente modificati che, non a caso, sembrano usciti direttamente da Ghost Recon o Far Cry: uno armato di fucile, uno di mannaia e il terzo di motosega, con un evidente richiamo a The Texas Chainsaw Massacre.

20260924 090515048 8976
I tre cattivoni da operatta @Echo Group

Ecco se il cuore del film è proprio il tentativo dei tre di fare fuori chiunque si trovi in questo parcheggio (i villain, per una coincidenza abbastanza telefonata, hanno seguito madre e figlia dopo averle incontrate in una stazione di servizio), questo è un cuore anemico. Celeste, nonostante venga spacciata per una grandissima soldatessa, mette a segno pochissimi colpi "giusti" (spoiler: uno) e si salva quasi sempre per il rotto della cuffia, grazie a interventi degni di un deus ex machina da parte dei vicini. Che siano il già citato reduce ultrasettantenne del Vietnam o un poliziotto con problemi di alcolismo cambia poco: tutti sembrano improvvisamente trasformarsi in cecchini provetti. Quando non ci pensano loro, arrivano i colpi di fortuna, come il supersoldato geneticamente modificato, assetato di sangue ed espertissimo di armi da fuoco che non riesce a finire la protagonista perché non conta i proiettili, la sua arma si inceppa oppure, incredibilmente, la manca da pochi metri.

È proprio qui che Onslaught perde definitivamente qualsiasi possibilità di costruire una tensione credibile. Se il protagonista sopravvive quasi sempre perché lo vuole la sceneggiatura, e non perché dimostra di meritarselo con le proprie capacità, ogni scontro finisce inevitabilmente per svuotarsi. Non ci si ritrova mai davvero con il fiato sospeso, perché il film sembra trovare continuamente un modo per salvare Celeste senza che sia lei, quasi mai, a prendersi davvero la scena. E per un action, è probabilmente il peccato più grave che si possa commettere. Wingard sbaglia anche nella costruzione degli spazi: siamo sempre all'interno di case prefabbricate, in un campeggio per roulotte, eppure i nostri "eroi" si appostano e resistono agli assalti neppure fossero asserragliati in un bunker di cemento armato. Davanti a pareti di legno e infissi da roulotte, tre supersoldati da centoventi chili di muscoli, armati fino ai denti e dotati perfino della vista "a raggi infrarossi", non dovrebbero avere la minima difficoltà a sfondare.

Quello che doveva essere un film d'azione teso, in cui una madre coraggiosa difende la figlia dall'assalto dei "cattivi", finisce così per trasformarsi in una pellicola che si protende stancamente verso un finale. Uno scontro conclusivo, almeno dal punto di vista visivo, anche abbastanza piacevole, ma che perde completamente forza con la sua vera conclusione, talmente retorica, tirata per i capelli e impreziosita da un personaggio che sopravvive con un buco nella pancia grande così, da farci alzare tutti i sopraccigli del caso. Non solo un'occasione persa, ma un film onestamente infelice, mal diretto e mal pensato che, se va bene, ce lo rivedremo passare tra qualche anno, di mercoledì sera, su Italia 1.

Top Stories

  • Il Leone d’Oro all’unica donna in concorso, le frecciate di Buttafuoco “a chi di dovere”, il premio della giuria a Naza e John Malkovich dalla distanza: la Mostra del cinema di Venezia si chiude così

    di Domenico Agrizzi

    Il Leone d’Oro all’unica donna in concorso, le frecciate di Buttafuoco “a chi di dovere”, il premio della giuria a Naza e John Malkovich dalla distanza: la Mostra del cinema di Venezia si chiude così
  • La battuta dell'anno l’ha detta Max Angioni su Giuseppe Cruciani a “Roast in Peace” (Amazon Prime): “Dice di non essere né di destra, né di sinistra. Strano... per un coglione" Il meglio delle perculate

    di Marika Costarelli

    La battuta dell'anno l’ha detta Max Angioni su Giuseppe Cruciani a “Roast in Peace” (Amazon Prime): “Dice di non essere né di destra, né di sinistra. Strano... per un coglione" Il meglio delle perculate
  • Belen è una rockstar: se li scopa tutti? Ma se lo fa Ranucci è vita privata, se lo fa una donna è scoop. Cosa ha raccontato Corona a “Falsissimo”

    di Marika Costarelli

    Belen è una rockstar: se li scopa tutti? Ma se lo fa Ranucci è vita privata, se lo fa una donna è scoop. Cosa ha raccontato Corona a “Falsissimo”
  • Bravi, avete regalato 27 milioni di euro ai Me Contro Te per vedere il loro matrimonio all’Unipol Dome. Siete diventati parte di uno spettacolo tristissimo

    di Marika Costarelli

    Bravi, avete regalato 27 milioni di euro ai Me Contro Te per vedere il loro matrimonio all’Unipol Dome. Siete diventati parte di uno spettacolo tristissimo
  • I Bluvertigo sono tornati e Morgan è esattamente dove dovrebbe essere: siamo stati all’ultima tappa di Essere Umani Tour 2026 e abbiamo capito cos’è che ci manca nella musica e nei live di oggi

    di Sara Murgia

    I Bluvertigo sono tornati e Morgan è esattamente dove dovrebbe essere: siamo stati all’ultima tappa di Essere Umani Tour 2026 e abbiamo capito cos’è che ci manca nella musica e nei live di oggi
  • Ballando con le stelle (cadenti): Milly Carlucci cambia la giuria, ripropone le solite quote nel cast e ci lascia con un gigantesco "ancora?"

    di Irene Natali

    Ballando con le stelle (cadenti): Milly Carlucci cambia la giuria, ripropone le solite quote nel cast e ci lascia con un gigantesco "ancora?"

di Mattia Nesto Mattia Nesto

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

Elogio di Marina La Rosa, l’ultima diva. Ecco perché in un mondo di baci stellari abbiamo disperatamente bisogno di graffi da gatta morta

di Marika Costarelli

Elogio di Marina La Rosa, l’ultima diva. Ecco perché in un mondo di baci stellari abbiamo disperatamente bisogno di graffi da gatta morta
Next Next

Elogio di Marina La Rosa, l’ultima diva. Ecco perché in un...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy