Da bambina volevo essere Valeria Marini. Sono consapevole che questa affermazione oggi possa destare perplessità. Ma erano i primi anni 2000 e i social non c’erano. Quindi non c’erano i meme con cui Valeria nazionale ci sfama ogni santo giorno. Fare la showgirl corrispondeva a esserlo e Valeria Marini lo era. Punto. Nessuno si metteva a sindacare sulle sue capacità. Al Bagaglino cantava in playback e nessuno si scandalizzava, le coreografie erano studiate affinché la sua immagine fosse quella della “prima donna”. Poi sono arrivati i reality e Valeria ha iniziato a prendere parte praticamente a tutti: esiste un reality in cui Valeria Marini non sia stata concorrente? Una resilienza notevole la sua.
I reality in Italia hanno “sgamato” un po’ tutti, compresa lei che, a onor del vero, si è lasciata sgamare senza troppi drammi. E così la “prima donna” potente, quasi diva, si è rivelata un po’ la caricatura di se stessa, con un ego così spropositato da spaventare persino quello di Fedez o Fabrizio Corona. Resta il fatto che la amiamo (almeno io): Valeria è l’infanzia delle Millennial cresciute a pane e Mediaset, nonché un antidepressivo naturale e su questo credo che tutti possiamo concordare. Le si può perdonare tutto. Inoltre, a dire il vero, Divina è il mio mantra e la ascolto ogni mattina prima di iniziare a lavorare, perciò se questo o altri articoli vi piacciono è anche un po’ merito della Marini.
Ma questo non è un articolo su Valeria Marini, bensì su Marina La Rosa. E io, se da bambina volevo essere Valeria Marini, oggi, alla veneranda età di 33 anni, voglio essere Marina La Rosa.
Ma cosa c’entra Marina con la Marini? Non solo una vocale a distinguerle, ma un universo intero. Entrambe partecipano a questa promettente edizione del Grande Fratello VIP: genio chi ha pensato di convocarle, perché questo accostamento ci fa godere non poco. Quest’anno al GF VIP non servono love story o racconti drammatici sull’infanzia difficile: il cast è talmente fornito di personaggi che ognuno porta avanti la sua naturale narrazione in un intreccio di mitomanie con gli altri concorrenti: tutto bellissimo.
Marina La Rosa funziona già da sé, sia chiaro. Funzionava già nel 2000, quando ancora non era ben chiaro che tipo di personaggio funzionasse in tv e soprattutto in un reality, che era cosa nuova. Inoltre, a quei tempi i concorrenti del Grande Fratello non avevano minimamente idea di cosa stessero facendo, tantomeno qualcuno di loro entrò con una precisa identità televisiva o una narrazione da portare avanti. Per questo, forse, di tutti loro ce ne ricordiamo ancora. Ma tra quei fantastici dieci con la valigetta con sopra il logo dell’occhio che tutto vede, una brillava e ancora brilla più di tutti.
“La gatta morta” la chiamavano, perché noi italiani quando vediamo una donna libera e disinibita non possiamo far a meno di offenderla e sminuirla. Eppure lei quell’etichetta l’ha portata per anni con onore. Anzi, col tempo è riuscita pure a rivendicare l’appellativo ironicamente. Innegabile ammettere che quando in giro senti “gatta morta”, la prima immagine che ti figuri è quella di Marina La Rosa. Questo è un marchio di fabbrica e, come tale, va saputo portare. E allora il tono di voce basso, le mosse lente, l’atteggiamento languido sono l’equivalente di “gatta morta”, sono l’equivalente di Marina La Rosa.
Ma Marina, negli anni, ha dimostrato di essere altro oltre questo. Altro oltre la “terza incomoda” che si insinuava non volutamente nella prima love story da reality, quella tra Cristina Plevani e Pietro Taricone. Oggi, infatti, Marina non è solo un celebre personaggio televisivo, ma anche una dottoressa in psicologia e un’artigiana della ceramica. Chi la segue sui social sa che è solita pubblicare un “Fammi una domanda” settimanale nelle sue storie Instagram. Uno spazio in cui risponde ai problemi dei suoi “disagiati”. Un termine che è stato frainteso da molti, quando Marina lo ha utilizzato durante l’annuncio della sua partecipazione al GF. Pensate un po’, in un mondo costellato da disagi, ci offendiamo se ci danno dei disagiati. Perché noi siamo sempre migliori degli altri, no? Tra un consiglio esistenziale e uno relazionale, poi, ci sono sempre i feticisti di turno che le chiedono foto dei piedi, loro sono una sorta di “sotto fanbase” a parte, ma questa è un’altra storia.
Marina Marina Marina, ti voglio al più presto sposar...
Cantava Rocco Granata 1959. E la canterei anch’io se non fosse che per disgrazia divina sono nata eterosessuale. Perché Marina non è solo bella, affascinante e dotata di un’intelligenza viva. È una splendida creatura come lo sono “le donne stronze”, ma in fondo buone. D’altronde chi sa osservare, leggere, studiare le persone come potrebbe non esserlo? Mettici pure che Marina parla di sesso con disincanto e naturalezza e ahia, che dolore per i timorati di Dio! Che poi stronze lo sono le donne indipendenti. E sapete perché sono stronze? Perché dimostrano di saper stare senza un uomo: che coraggio, no? Ma vallo a trovare un uomo che sia all’altezza di Marina La Rosa. L’altra sera, mentre guardavo la diretta, mi sono imbattuta in uno dei concorrenti che confessava al gruppo di aver tradito la sua ex fidanzata; Marina ha incalzato con la solita nonchalance: “Sei scivolato nella sua vagina?”. Sipario. Senza giri di parole, senza bisogno di alzare la voce ti mette a posto. Trovalo un uomo che non abbia paura di questo.
Marina La Rosa è la femme fatale, forse l’unica diva dei nostri tempi. E a chi storce il naso quando la vede dalla Berlinguer a parlare di politica solo perché “ma chi cazzo è questa che viene dal Grande Fratello?” c’è da rispondere solo con un grande: vaffanculo. Ma detto in punta di fioretto, con il tono di voce basso, le mosse lente, l’atteggiamento languido. Ovvero detto alla Marina La Rosa.
E con il suo intelletto affilato Marina domina la casa del Grande Fratello con tanto di corona in testa. Non c’è mitomane che sfugga alle sue grinfie. Non c’è alcun pelo sulla lingua nelle sue parole, che sferra con un’eleganza a cui in televisione siamo disabituati. E poi Marina è andata al GF VIP anche per vendere le sue ceramiche e l’onestà con la quale lo manifesta è meravigliosamente disarmante. L’altra sera, durante una conversazione con altre concorrenti, ha insinuato la promozione del suo sito tra un tiro di sigaretta e l’altro. Alla faccia delle belle influencer che si nascondono dietro un dito. E ve lo diciamo anche noi: comprate su Terra Marina ceramiche: teste di moro, sirene e soprattutto falli felici. Non siamo pagati per dirlo, ma questo è un elogio alla signora La Rosa anche come ceramista: un po’ come si fa col maiale, non buttiamo via niente di questa gatta morta. Giusto perché godiamo nel far indignare gli uomini disorientati che la snobbano e le donne infastidite che la svalutano.
Ma Marina La Rosa e Valeria Marini, dicevamo, cosa c’entrano? Marina ci insegna come trattare una persona narcisista (in senso buono ovviamente, non patologico) come Valeria. Lei non si scontra, non ribatte e non contraddice, anzi la asseconda. Qualcuno direbbe che la percula, ma non è importante. Marina La Rosa ha compreso l’immensa fragilità che la Marini maschera a suon di balletti maldestri. Lo ha compreso che i suoi capricci sono l’effetto manifesto di un senso di inadeguatezza neanche troppo ben celato dai glitter. E la asseconda.
Guardatelo bene questo GF e focalizzatevi sulla dinamica Marina-Valeria. Marina La Rosa ci sta insegnando come si fa una cosa fondamentale: disinnescare. L’ego di Valeria Marini - non solo il suo - in quella casa pesa tonnellate. E Marina come lo contrasta questo peso? Non contrastandolo. Con la più assoluta leggerezza. Si muove libera e leggiadra, in punta di piedi come stesse eseguendo un Éclat della Luna. Guardate e imparate.
Questo contrasto è simbolico. Valeria Marini è parte di quel mondo plastico, scintillante e patinato, che non è poi molto distante da quello di molte influencer e creator. Persino Guendalina Tavassi vuole convincere Marina a “tirarsi” di lifting, ma non ci riuscirà mai e menomale! Marina lotta contro il sistema della pelle levigata e dell’omologazione estetica a tutti i costi e anche per questo è una gran figa, tra le altre cose. Composta, acqua e sapone, come piacerebbe a Tajani, se non fosse per la sua intelligenza e libertà che la rendono molto poco addomesticabile. A Guendalina risponde con leggerezza che esclude la chirurgia perché per lei sono importanti le espressioni. Eccolo il graffio mentre fa le fusa. In molti nella casa la ritengono una giocatrice: è così che si dice dei concorrenti con una personalità propria, no?
Non importa chi vincerà questo GF, importa chiedersi se nella vita quotidiana volete continuare a fare le Marini o avete finalmente il coraggio di diventare Marina La Rosa. Io la mia scelta l’ho fatta: meno Baci Stellari, più graffi da gatta morta.