image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

30 aprile 2026

Raga, se ora criticate pure Elisa che “non canta”, avete rotto il ca**o

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

30 aprile 2026

Ma guarda un po’. Nell’era dell’autotune matto e disperato, si trova ancora il motivo di criticare una delle voci italiane migliori del panorama. E se questa vi sembra un’opinione, avete un problema di valutazione. Elisa Toffoli durante i live coinvolge spesso il pubblico in esibizioni corali e nei social cosa succede? La accusano di fare karaoke. La libertà d’opinione è una cosa bellissima, ma in casi come questi la ca**ata è dietro l’angolo

foto di Ansa

Raga, se ora criticate pure Elisa che “non canta”, avete rotto il ca**o

Noi di MOW difendiamo la libertà d’opinione, ve ne sarete accorti. Ma la linea tra opinione soggettiva e ca**ata oggettiva è molto sottile. Soprattutto se si parla della voce di una cantante come Elisa. Perché c’è un momento preciso in cui il dibattito online smette di essere critica musicale e diventa semplicemente rumore di fondo travestito da opinione. È quello in cui un’artista come Elisa Toffoli, con una carriera costruita su voce, scrittura e coerenza artistica, finisce comunque nel solito processo sommario da social.
Il video della sua esibizione circola, come succede sempre, e con lui arriva la sentenza collettiva. Nei commenti si legge di tutto, con una sintesi che ormai è diventata quasi un format, forse perché straparlare di tutti ci fa sembrare simpatici?
“Non canta mai, fa cantare sempre i fan”; “Se il pubblico ha mal di gola annullano il concerto”. E ancora: “Ma lei canta ogni tanto durante il concerto?”; “Quanto costa il biglietto per il karaoke?”.
Commenti che fanno sorridere per un secondo, poi però raccontano una tendenza più ampia: quella di ridurre qualsiasi live a un giudizio binario, dentro/fuori, canta/non canta, valido/non valido. Come se un concerto fosse una verifica di matematica e non un’esperienza musicale e relazionale. Che poi cosa le vuoi dire a una come Elisa? Non è mai stata un’artista da solo prestazione vocale continua e solitaria sul piedistallo. Chi la segue lo sa: i suoi live spesso giocano sull’interazione, sui cori del pubblico e su un’idea di musica come esperienza condivisa. È parte di un linguaggio. Ma forse, paradossalmente, ci siamo talmenti abituati alla voce iper corretta dall’editing audio, che da cantanti del calibro di Elisa ci aspettiamo lo stesso risultato al naturale. È come se con lei avessimo il diritto di essere più severi. Ma perché, è Elisa che deve dimostrarci di saper cantare? Proprio lei dovrebbe essere l’ultima a farlo. E, invece, siamo lì a cercare il pelo nell’uovo, perché è chiaro: se pure Elisa sbaglia, allora tutti i cantanti di plastica che sono sul mercato sono un po’ più legittimati a non saper cantare.
Se il pubblico canta, allora “lei non canta”. Se il pubblico non canta “non se la caga nessuno”. La solita semplificazione estrema che cancella qualsiasi sfumatura. Il paradosso è evidente: oggi gli artisti vengono criticati in ogni direzione possibile. Troppo autotune, troppo playback, troppo spettacolo, troppo poco spettacolo, troppo pubblico coinvolto, troppo poco controllo. Qualunque scelta diventa automaticamente un errore se osservata attraverso la lente del sarcasmo permanente.
Nel caso di Elisa, la questione diventa quasi surreale. Parliamo di una cantautrice che ha costruito una carriera su una voce riconoscibile, su una scrittura precisa e su una presenza live consolidata da anni di tour. Eppure basta un estratto di concerto fuori contesto per trasformarla nell’ennesimo bersaglio da meme.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Sentichisparla! (@sentichisparla_)

Il problema, però, non è Elisa. È l’aspettativa distorta che si è creata attorno ai concerti in generale. Come se un live dovesse essere una dimostrazione continua di virtuosismo individuale, senza pause e senza scambi. Ma se volete quello, ascoltatevi i dischi. Perché la musica live non deve essere lineare né tantomeno perfetta: non è solo performance tecnica, è un insieme di tante cose. Ma tutto questo non può essere contemplato nella cultura del commento rapido.
E allora si arriva a una contraddizione evidente: si chiede autenticità, ma si rifiuta qualsiasi forma di interazione reale col pubblico. Si invoca la “vera musica”, ma si giudica da clip di pochi secondi. Si pretende complessità, ma si consuma tutto in forma di slogan.
In questo scenario, il risultato è sempre lo stesso: l’artista diventa un bersaglio facile e una volta che il contesto scompare, resta solo la battuta pronta. Che poi è il vero sport nazionale dei social: ridurre tutto a una frase efficace, anche quando non dice quasi nulla.
Eppure ogni concerto ha una grammatica diversa e non tutte prevedono il solista immobile al centro del palco per due ore senza mai coinvolgere nessuno. Possibile che il pubblico sia diventato un giudice così severo? In base a quali competenze, poi? A guardare le classifiche nazionali non sembra che gli ascoltatori siano così pretenziosi. Pure Elisa può non piacere, questo fa parte di quella libertà di pensiero che è sacrosanta e va difesa. Ma quando si trova il modo di denigrare un’artista per il semplice gusto di farlo, allora si scade nel ridicolo. Ma questa è una discussione che richiede ascolto, non solo opinioni. E sui social, spesso, l’ascolto è la prima cosa a sparire.
Nel frattempo Elisa continua a fare quello che ha sempre fatto: portare sul palco una visione precisa del suo modo di intendere la musica dal vivo. Che piaccia o meno, resta una scelta artistica, non un bug del sistema. La sua è musica vera, i commenti come questo solo rumore di fondo.

 

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

More

L’ultima, tafazziana canzone di Ultimo: “Questa insensata voglia di te” è straziante e non nel senso romantico del termine

di Marika Costarelli Marika Costarelli

tafazzismo

L’ultima, tafazziana canzone di Ultimo: “Questa insensata voglia di te” è straziante e non nel senso romantico del termine

Damiano David vuole tornare nei Måneskin? La reunion a Roma per il compleanno di Vic De Angelis non è tutto quello che sappiamo

di Marika Costarelli Marika Costarelli

ritorno?

Damiano David vuole tornare nei Måneskin? La reunion a Roma per il compleanno di Vic De Angelis non è tutto quello che sappiamo

Tag

  • #musica
  • Musica
  • Elisa
  • Social

Top Stories

  • Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni

    di Dino Giarrusso

    Guccini è stato tutto tranne il santo che continuate a raccontare: genio, uomo normale, libertario e pure pieno di contraddizioni
  • Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio

    di Mattia Nesto

    Allora alla Marvel si ricordano ancora come si fa il mestiere. Il secondo trailer di Avengers:Doomsday rimette la chiesa al centro del villaggio
  • Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile

    di Ottavio Cappellani

    Com'è Stuart Fails to Save the Universe, lo spin-off di Big Bang Theory? Un piccolo disastro da evitare il più possibile
  • Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario

    di Irene Natali

    Striscia la Notizia è morta, ma nessuno ha avuto il coraggio di dirglielo: Jimmy Ghione che trasloca da Milly, è la conferma definitiva che sul “tg satirico” di Antonio Ricci cala il sipario
  • Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?

    di Irene Natali

    Alla fine Amadeus se lo piglia davvero Mediaset: dopo il flop al Nove, Maria De Filippi gli prepara la cattedra ad Amici. Ma è davvero un rilancio?
  • Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

    di Irene Natali

    Milo Infante, trasloco da Rai a Mediaset col telecomando rotto: “Ore 14” diventa “Ore 11”, poi “Verità Nascoste”. E intanto Garlasco resta sempre lì

di Marika Costarelli Marika Costarelli

foto di

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

L’ultima, tafazziana canzone di Ultimo: “Questa insensata voglia di te” è straziante e non nel senso romantico del termine

di Marika Costarelli

L’ultima, tafazziana canzone di Ultimo: “Questa insensata voglia di te” è straziante e non nel senso romantico del termine
Next Next

L’ultima, tafazziana canzone di Ultimo: “Questa insensata...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy