Probabilmente se Ultimo leggerà questo articolo la sua reazione potrebbe essere: “Ma voi dovete sempre rompe il caz**o?”. Per citare la sua epica risposta ai giornalisti del Festival di Sanremo. Noi davvero non vorremmo, ma inchinarsi di fronte all’ultima canzone di Ultimo è l’ultima delle possibilità, realisticamente.
Questa insensata voglia di te è un’altra canzone facile, romantica, pensata per essere cantata ai suoi concerti mentre si limona o ci si abbraccia. Tutto bellissimo e soprattutto coerente, ma perfino Claudio Baglioni - il cantautore italiano romantico per antonomasia - è riuscito a sorprenderci con qualche piccola perla di trasgressione. Ultimo, invece, continua a giocare in casa, sempre con la stessa prima maglia.
Per carità, la semplicità da romanticone romano finora l’ha premiato con una fanbase solidissima che gli garantisce i sold out negli stadi. Il talento non è sindacabile e i successi neanche. Perché se Ultimo funziona, pure senza essere legato a grandi major, questo non può che farci esclamare solo: chapeau! L’artista è rimasto fuori dai giochi del “circoletto”, riuscendo comunque a raggiungere risultati che “i grandi etichettati” si sognano o si sognerebbero senza il supporto dell’ufficio marketing e le amicizie giuste.
E va bene tutto, ma davvero essere un artista significa continuare a “cantarsi addosso”? Perché non ci pare che Ultimo sia mai uscito da questa benedettissima comfort zone. Niente, lui vuole essere la colonna sonora degli innamorati e basta, non glie dovete cacà er c**zo.
D’altronde gli stadi pieni gli danno ragione e l’Italia è il Paese dei romantici dove, anche se si prova ad uscire fuori dal seminato, ciò che fattura più di tutto è pur sempre l’ammore. Chi glielo fa fare a Ultimo di cambiare focus? Dal punto di vista di ciò che conviene, siamo d’accordo su questa perseveranza. Da un altro punto di vista, però, che due palle!
E pure questo ultimo singolo lo conferma. Diciamo che si poteva pensare di passare al livello successivo. E invece il cantautore romano ci piazza delle rime da brivido, competitive nel genere horror: “Voli dentro me come un foglio blu. Sai che cosa c’è? Non ne posso più”.
Pare che la vita di Ultimo sia una perenne storia d’amore tormentata e nostalgica. Non c’è altro. Non c’è spazio per altri argomenti, magari “scomodi” o che lo mettano a nudo come individuo singolo e non sempre e solo come amante disperato.
Pure nel video di Questa insensata voglia di te, arriva con l’occhiale scuro e un maglione a collo alto basic, si siede al piano e ci suona l’ennesima serenata che lo sposo farà il giorno prima del matrimonio alla quasi consorte. Questa canzone è l’estensione delle altre, ma anche un po’ più straziante. E non nel senso romantico del termine. Sono circa 3:50 in cui ci si sente come Tafazzi che si colpisce ripetutamente i genitali.