Roma, Trastevere e un tavolo e quattro sedie occupate: Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi e Ethan Torchio di nuovo insieme nella città dove tutto è cominciato. Ufficialmente una cena per il compleanno di Victoria. Ufficiosamente molto di più, almeno per i fan della band. La domanda sorge immediata: c’è nell’aria una reunion?
Forse l’interrogativo appare esagerato, ma non se si pensa che nel 2023 era proprio Victoria ad essere la grande assente alla festa di compleanno di Damiano. I giornali avevano lasciato intendere che la causa fosse una forte antipatia tra lei e l’ex del frontman, Giorgia Soleri. Altri ritenevano che la band potesse essere in crisi. Sta di fatto che quell’assenza si rivelò poi profetica, perché poco dopo i Måneskin si sono presi una pausa. E le pause, si sa, in tutte le relazioni sono finali che non hanno avuto il coraggio di essere dichiarate. Anche se, in questo caso, quello della band romana ci sembra più un finale monco. Su un probabile ritorno nessuna dichiarazione da parte dei membri, che sappiamo aver scelto di esplorare la carriera da solisti. Primo tra tutti il frontman della band.
È interessante anche interrogarsi su questo punto, perché da quando i Måneskin hanno rallentato come band, è stato lui a prendersi il centro della scena, a provare il salto definitivo da frontman a solista globale. Un percorso che, volente o nolente, richiama quello raccontato in Bohemian Rhapsody, quando Freddie Mercury decide di staccarsi dai Queen per inseguire una carriera personale.
È chiaro che - con il dovuto rispetto per Damiano - non stiamo parlando di Freddie Mercury che rimane un idolo intoccabile. E neanche possiamo dire che i Måneskin - nonostante il loro talento - possano essere paragonati ai Queen. Ma quando si tratta di band “sospese”, la reminiscenza è inevitabile.
Anche lì, tutto sembrava avere senso. Il talento c’era, il carisma pure e la voglia di affermarsi oltre il gruppo era quasi inevitabile. Ma il risultato? Parziale. Interessante, sì. Rivoluzionario, no. Perché senza quella tensione creativa condivisa, senza il contrappeso degli altri membri della band, qualcosa si perde. Anche se stiamo parlando di Mercury. E lo si capisce davvero solo quando si torna insieme.
E qui arriva il punto quello che noi di MOW avevamo già previsto. Perché i numeri - quelli veri - raccontano sempre la verità meglio di qualsiasi narrazione. Lo avevamo già scritto due anni fa in un nostro articolo: senza l’attività live e senza la band a pieno regime, la macchina Måneskin rallenta. Il bilancio 2024 della loro società lo conferma in modo netto: ricavi più che dimezzati e utili in forte calo. Niente di drammatico, sia chiaro, la struttura resta solida, i debiti sono scesi e la gestione è stata prudente. Ma il segnale è chiarissimo: senza i Måneskin insieme, i Måneskin valgono meno.
Non è una bocciatura delle carriere soliste, una quasi una legge fisica. Perché anche quando il talento resta, l’alchimia si perde. Ed è esattamente quello che succedeva anche a Freddie Mercury lontano dai Queen: progetti validi, ma senza quell’impatto che solo il gruppo riusciva a generare.
Damiano oggi si trova esattamente su quella linea sottile. Ha costruito un’immagine forte, internazionale e, per certi versi, più libera. Ha dimostrato di poter stare in piedi da solo. Ma ora serve chiedersi se basti questo. Oppure manca ancora qualcosa di essenziale, quella scintilla collettiva che aveva reso i Måneskin un fenomeno globale e non solo un progetto musicale di successo?
La cena di Roma, in questo senso, pesa più di mille dichiarazioni. Perché arriva dopo anni di percorsi separati e dopo un picco che la band aveva già raggiunto e che difficilmente si può ignorare. È come se, proprio nel momento in cui le carriere individuali iniziano a stabilizzarsi, torna la possibilità di una reunion. Anche se, a dire la verità, la carriera da solista di Damiano, sì funziona, ma non quanto la band. Viene spontaneo, quindi, chiedersi se durante la reunion al compleanno di Victoria, i cinque abbiano valutato l’ipotesi.
Perché se neanche Freddie Mercury è riuscito a superare il successo avuto con la band, come può tentare l’impresa Damiano David? Sarebbe un’ambizione a dir poco pretenziosa.
I fan, intanto, hanno già scelto da che parte stare. E quella cena a Trastevere, tra una portata e l’altra, somiglia sempre meno a una semplice festa di compleanno e sempre più a un possibile punto di ripartenza. Perché? Perché sarebbe la scelta più logica e sensata.