image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Culture

6 febbraio 2022

Zero in condotta: la vita punk di Truffaut

  • di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

6 febbraio 2022

La nuova riedizione del libro "Tutto il cinema di Truffaut" a cura di Paola Malanga è un'ottima occasione per (ri)scoprire non solo l'opera del regista francese, ma anche l'uomo dietro alla macchina da presa: autodidatta, refrattario alle istituzioni (scuola in primis), ferocissimo coi nemici (veri o presunti). Una storia da leggere
Zero in condotta: la vita punk di Truffaut

Gli anni della Quarta repubblica, dei Viet Minh in Indocina, della guerra di Algeria e della costruzione del Canale di Suez, la Francia degli années folles lasciava spazio prima all’umiliazione della Seconda Guerra Mondiale e poi ai problemi relativi alle colonie mentre il Paese stesso veniva invaso culturalmente dall’America. In questo periodo, il peggiore quanto il migliore, François Truffaut portava avanti la sua idea di cinema, prima attraverso la critica e poi direttamente dietro la macchina da presa. ‘Ferito ma brillante’, con una intelligenza vivida ma indisciplinata, un self made man europeo che delle istituzioni (in particolar modo della scuola) non sapeva cosa farsene. Autodidatta nella cultura, umile nei confronti della sala cinematografica quanto dei libri, feroce coi nemici -veri e presunti- del cinema come lo intendeva lui. ‘Tutto il cinema di Truffaut’ di Paola Malanga esce, in una nuova veste curata da Baldini + Castoldi, a distanza di 26 anni dalla prima edizione.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da 🎞UNIVERS VISUEL🎞 (@universvisuel)

Se la sbornia di fine anni ‘90 permetteva di capire l’atteggiamento febbricitante nei confronti della vita e della finzione cinematografica di François Truffaut, gli anni ‘20 del nuovo millennio sembrano il terreno fertile, ideale, per crescere una nuova leva di nuovi cinefili -e non solo- desiderosi di avvicinarsi alla settima arte.

Nell’era dell’offerta bulimica delle piattaforme on demand e del torrent selvaggio, approcciarsi al cinema grazie a questo libro potrebbe rivelarsi un buon compromesso tra l’importanza di un approccio accademico e cronologico (scusaci Truffaut), e soddisfare la spinta punk e do it yourself del pubblico più giovane che si alimenta di streaming, Reddit, Discord e Tumblr fuori tempo massimo.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Cineteca di Bologna (@cinetecabologna)

La bellezza di ‘Tutto il cinema di Truffaut’ sta nel ridare la dimensione umana al regista di Jules e Jim, a empatizzare con l’uomo che ha umiliato e deriso, all’epoca dei Cahiers, buona parte dell’avanguardia francese. Così attraverso un lavoro certosino dell’autrice scopriamo che dietro alle dimostrazioni di ‘forza’ c’è una malinconia insanabile di fondo; che se è giusto separare l’uomo dall’artista, nel caso di Truffaut è impossibile: l’uomo è l’artista ed è il suo stesso critico. La sala come incubatrici di sogni, come l’abbraccio dopo un risveglio, termine fisso lontano dalle nevrosi di una madre insoddisfatta, di un padre assente e di un patrigno poco incline alla comprensione.

Il sistema nervoso di Truffaut è deformato quanto la sua esperienza affettiva con le donne, di cui la madre rimane il modello positivo e negativo per tutta la sua opera.

20220206 143758297 8972
Truffaut con Catherine Deneuve
20220206 143850031 7612

Tag

  • Cinema
  • Arte

Top Stories

  • Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)

    di Irene Natali

    Non solo Santanché, Delmastro e Bartolozzi: a destra saltano pure i programmi televisivi sovranisti. Rai 2 cancella il nuovo talk (che voleva affidare a Brachino)
  • Sono svenuta al concerto dei Subsonica

    di Marika Costarelli

    Sono svenuta al concerto dei Subsonica
  • Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"

    di Irene Natali

    Aldo Grasso asfalta Diaco e il suo omaggio a Gino Paoli: "Orazione funebre affidata al più conformista e opportunista dei conduttori"
  • "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?

    di Irene Natali

    "Stanno tutti invitati”, ma davvero servivano tre serate in Mediaset per celebrare i 25 anni di carriera di Pio e Amedeo (di cui molti meno da famosi)?
  • La lunga "Via Crucis" di Affari Tuoi fino all'estate: Stefano De Martino va in vacanza a luglio (e sempre più protetto dalla Rai) per contrastare La Ruota della Fortuna

    di Irene Natali

    La lunga "Via Crucis" di Affari Tuoi fino all'estate: Stefano De Martino va in vacanza a luglio (e sempre più protetto dalla Rai) per contrastare La Ruota della Fortuna
  • Il Venerdì Santo trash di Rai1 con Vespa travestito da infermiere per la “Passione di Crans Montana” in contemporanea con Grande Fratello VIP fa sbottare Adinolfi: “Da Mediaset scelta anticristiana”

    di Irene Natali

    Il Venerdì Santo trash di Rai1 con Vespa travestito da infermiere per la “Passione di Crans Montana” in contemporanea con Grande Fratello VIP fa sbottare Adinolfi: “Da Mediaset scelta anticristiana”

di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

La Ferilli all’Ariston e alle italiane: “Io sto qui perché so’ io”. E voi nun siete ’n cazzo?

di Ottavio Cappellani

 La Ferilli all’Ariston e alle italiane: “Io sto qui perché so’ io”. E voi nun siete ’n cazzo?
Next Next

La Ferilli all’Ariston e alle italiane: “Io sto qui perché...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy