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Forse il Covid è colpa nostra

Alberto Capra

11 giugno 2020

Si chiama Legge dell'Attrazione e fa in modo che l'Universo si ordini per assecondare i desideri di chi le cose le vuole sul serio. Noi volevamo soltanto dare vita a MOW, ma in effetti non avremmo potuto dedicargli tutto questo impegno se il mondo non si fosse fermato. Ok ma cos'è esattamente Men on Wheels? Provo a spiegarvelo

Credo dobbiate sapere una cosa: il Covid potrebbe essere colpa nostra. Si chiama Legge dell’Attrazione ed è quella cosa per cui se vuoi fortissimamente ottenere del denaro, l’amore di una persona, se vuoi che un progetto si realizzi, e ci credi davvero, beh l’universo si predispone in modo che tutto ciò che desideri, in effetti, tu lo possa ottenere. E, insomma, noi verso la fine dell’anno scorso, abbiamo deciso che questo 2020 sarebbe stato l’anno di Men On Wheels e così è stato. Il punto è che, forse, quello che avete ora davanti, il giornale che state leggendo in questo momento, non sarebbe stato lo stesso, se negli scorsi mesi non si fosse fermata tutta una serie di cose, se non avessimo potuto tuffarci a capofitto in questo nuovo progetto. Sapete come si dice, no? Ogni sfiga, ogni cosa negativa, anche la peggiore che può accadere, porta con sé qualche lato positivo. Lo dice sempre anche Naska e ha ragione! Per noi, il Coronavirus, è stato anche questo: poter partire, potersi lanciare definitivamente in un’idea che abbiamo in testa da anni, grazie a un team che ha moltiplicato le ore delle proprie giornate (e che continuerà a farlo a lungo), per darvi, finalmente, un maschile che meriti di essere letto. Perché la verità è questa: pressoché nulla di ciò che viene proposto là fuori ci piace sul serio. Ed è per questo che abbiamo voluto creare il magazine che noi leggeremmo. Certo, ogni tanto anche noi ci imbattiamo in articoli, opinioni o post che più o meno ci possono interessare, ma toglietemi una curiosità: quanti di voi, ogni giorno, in metropolitana, a scuola, in studio, in ufficio, appena hanno un attimo, aprono le pagine di un magazine di costume, al pari di quanto fanno abitualmente con moto.it e automoto.it? Ve lo dico io: nessuno. Nessuno perché nessuno parla, oggi, di cose davvero vicine a voi, nessuno tocca nessuna corda, nessuno suscita nessuna emozione. Ed è questo, al contrario, ciò che ci proponiamo di fare qui a MOW: parlare a voi partendo da un minimo comune denominatore - la passione per i motori - spaziando tra sport, musica, tecnologia, moda, serie tv, senza perdere mai la curiosità. Perché, ve lo diciamo subito, MOW non è un posto per pigroni tradizionalisti, incattiviti con tutto e con tutti. MOW è gioia di vivere, di scoprire, di prendersi in giro, MOW è caos. MOW è adesso, anzi domani. Perché tutto ciò che è nuovo ci entusiasma, ci porta a metterci in dubbio e a guardare le cose da un altro punto di vista. Lo faremo attraverso una lente, che è quella della nostra esperienza, dei nostri ricordi, del nostro passato. Faremo comunicare le generazioni. Chiederemo a chi vent’anni li ha adesso, di spiegare a chi i sessanta li vede da vicinissimo, cosa meriti davvero attenzione, cosa sia destinato a influenzare la cultura popolare in cui noi tutti ci muoviamo. E chiederemo a chi gli anta li ha già superati di spiegare ai ventenni cosa non può non essere ricordato, cosa non si può fare a meno di portarsi dietro in futuro (tipo I ragazzi della 3a C). In mezzo ci saremo noi, a dare le carte, con un unico obiettivo: dare forma a un punto di riferimento, al marchio, alla testata, alla community più figa che ci sia. Magari evitando di scatenare un’altra pandemia.

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