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Think twice

Max Verstappen, la rabbia e il rock delle corse

Giulia Toninelli

23 maggio 2021

Urla fan***o una decina di volte in team radio, dopo aver visto sfumare la pole position a causa dell'incidente di Leclerc. Non è polemica, politica, non sono punti in ottica mondiale. E' semplicemente Max Verstappen, e la sua rabbia poetica, ultimo baluardo della Formula 1

No, Max Verstappen non pensa che Leclerc l’abbia fatto apposta, che si sia schiantato di proposito alle Piscine per ottenere la pole a Monaco. Lo dice a voce alta, senza polemica, perché in fin dei conti non gli interessa. Non gliene frega niente di capire il perché, lui a Montecarlo voleva una cosa sola: la pole position. E non l’ha ottenuta. Punto. 

Basta questo a scatenare la rabbia di un ragazzo che vuole di più, onnivoro di sentimenti e di velocità, pezzo unico di una griglia di partenza che troppo spesso di concentra sul superfluo, sul tecnico, sul punteggio. Mentre si cerca di capire dagli scatti rubati in pista se il cambio di Leclerc sia utilizzabile o meno per la gara (se così non fosse il monegasco subirebbe una penalizzazione di cinque posizioni) si dimenticano le cose importanti, i sentimenti veri, l'attitudine di Montecarlo dove chi sbaglia, e si sbaglia tanto, distrugge le speranze di tutti. 

Ci pensa Max a riportare tutti con i piedi per terra. Urla "fanculo" in team radio così tante volte da far sorridere, e alla fine viene un po' da ridere anche a lui. Perché quell'incidente alle Piscine di Leclerc ha causato bandiera gialla, proprio all'ultimo giro, proprio nel suo tentativo lanciato. Sapeva di potercela fare, di poter portare a casa la pole, e la frustrazione di non averlo potuto dimostrare a se stesso, e a tutti gli altri, non è digeribile per il metabolismo di un bambino nato per essere un campione. 

Chissenefrega di Hamilton settimo, dei punti in ottica campionato, del mondiale che quest'anno - per la prima volta - si può davvero giocare. Chissenefrega della Ferrari di Leclerc parcheggiata lì, tra le sue strade, della pole position degli altri, dei risultati. Max in team radio non vuole sentire consolazioni, quello è il momento della rabbia. 

E mentre tutti parlano dei Maneskin vincitori all'Eurovision, della loro attitudine e di un rock n roll che - dicono loro - non morirà mai, gli appassionati di Formula 1 dovrebbero guardare questo ragazzo e ringraziarlo perché il rock vero è questo qui. Non è polemica, politica, non sono punti per il mondiale. E' Max Verstappen. 

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