image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Be Folk
Be Folk

MotoGP: il Mondiale 2020 è giunto al Brivio!

Emanuele Pieroni

8 novembre 2020

A Joan Mir mancano solo 13 punti, da raccogliere in due gare, per laurearsi campione del mondo. Ma la sfida, adesso, in casa Suzuki è quella di piazzare il primo e pure il secondo. Per dimostrare che a volte, come diceva Lucio Dalla, l’impresa eccezionale è essere normale

La battutaccia che qualcuno ha fatto oggi pomeriggio è cinica, ma chiarissima: “A Joan Mir basterà indossare la mascherina e stare distante da chiunque per diventare campione del mondo”. Ormai, infatti, è abbastanza palese  che l’unico avversario del giovane spagnolo potrebbe essere il Covid19. Che, per carità, non si augura a nessuno e ancora meno a un ragazzo che sta per realizzare il sogno di una vita. E’ vero che nello sport non esistono certezze fino a che non è la matematica a fornirle ed è altrettanto vero, però, che a Joan Mir mancano solo tredici punti per mettere il sigillo sull’iride (gli basterà un podio). Tredici punti da fare in due gare, per un pilota che ha già dimostrato di saper essere costante e calcolatore, sono un nulla e adesso che è arrivata anche la prima vittoria (in stagione e in carriera) si può anche dire che se l’è ampiamente meritato. Gli altri, sia inteso, ci hanno messo del loro, così come del suo ce l’ha messo la sorte sin dal primo GP di Jerez, quando Marc Marquez è uscito definitivamente di scena almeno per tutto il 2020.

Visualizza questo post su Instagram

First @motogp win!! What a feeling! #M1R #EuropeanGP @suzukimotogp ¡Pimera victoria en #MotoGP! ¡¡Qué sensación!!

Un post condiviso da MIR36 (@joanmir36official) in data: 8 Nov 2020 alle ore 7:41 PST

Ducati, alle prese con separazioni e mal di pancia interni, non ha approfittato della situazione, senza mai trovare la quadra tra le caratteristiche della Desmosedici e quelle delle nuove gomme Michelin. Honda, orfana di Marquez, ha provato a recuperare il gap, ma c’è riuscita quando il campionato era già alle sue battute conclusive e comunque con piloti non certo pronti a giocarsi il titolo. Ktm ha dimostrato di essere ancora acerba, pur rivelandosi, con tutta probabilità, la moto da battere nel futuro. Aprilia non è mai stata in partita e, infine, c’è Yamaha. L’impressione è che a Iwata si siano cullati (troppo) a lungo sulla convinzione di avere la migliore moto, così mentre gli altri testavano, sviluppavano, sperimentavano, in Yamaha andava avanti un lavoro di autoconvinzione che s’è dimostrato devastante. Risultato? “Ducati miglior motore”, “Yamaha moto da battere”, “KTM missile di buone speranze”, “Honda vincente a prescindere” si sono rivelati tutti luoghi comuni prontamente smentiti dai fatti. Perché tra le tante moto che eccellevano in qualcosa, alla fine a spuntarla è stata quella normale. L’impresa eccezionale, cantava anni fa Lucio Dalla, è essere normale. E in questo 2020 così strampalato, Suzuki lo ha dimostrato a tutti gli appassionati di motorsport.

 

20201108 180633544 2038

Ci sono un volto, una voce e uno sguardo che, senza nulla togliere a Joan Mir e Alex Rins, però, impersonificano più di tutti l’inno alla normalità che Suzuki rappresenta. Sono il volto, la voce e lo sguardo di Davide Brivio. Uno che ad ogni intervista ad ogni occasione pubblica, ha tenuto il profilo basso di chi crede non nelle sparate, ma nella costanza. Non nei botti, ma nel rumore prolungato. Non nella fantasia, ma nel lavoro. A volte, ha detto ieri Stephen King commentando la vittoria di Biden alle elezioni americane, vincono anche i bravi ragazzi. Senza entrare nel merito della politica U.S.A., che francamente non interessa a chi scrive, quella di King è una frase bellissima. E che vale pure per il motomondiale 2020 per quello che Suzuki ha fatto vedere. A prescindere da come andrà, a prescindere se davvero Joan Mir o Alex Rins saranno campioni del mondo. Chi ha già vinto è Davide Brivio, un monumento vivente allo spirito del “testa bassa e pedalare” e, con lui, tutti quelli che nel team Ecstar hanno sposato questo modo di approcciare anche le corse in moto, solitamente fatte di veemenza, frenesia e spavalderia. C’è chi abbaia, chi morde, chi mostra i denti e chi, invece, lavora… e poi sbrana tutti. Senza alcuna ferocia, quasi con timidezza. Un messaggio straordinario, quasi un esempio da tenere a mente, di questi tempi in cui ci sarà da risollevarsi da una crisi mondiale senza precedenti.

 

Se siete arrivati fino a qui seguiteci anche su Facebook e su Instagram

20201108 181035748 2233

Tag

  • Classifica
  • video
  • Alex Rins
  • Joan Mir
  • Mondiale 2020
  • Davide Brivio
  • Suzuki
  • Opinioni

Top Stories

  • Lo strano tempismo di Elodie: nel suo anno senza musica fa parlare di sè per la pubblicità per L’Oréal e per la sua nuova relazione lesbica. Un caso o strategia di comunicazione in vista del tour del 2027?

    di Marika Costarelli

    Lo strano tempismo di Elodie: nel suo anno senza musica fa parlare di sè per la pubblicità per L’Oréal e per la sua nuova relazione lesbica. Un caso o strategia di comunicazione in vista del tour del 2027?
  • Siamo andati a mangiare all’Osteria della Trippa a Trastevere dietro casa di Sergio Leone: dalla tradizione delle donne romane col quinto quarto al sugo con la menta

    di Alessandra Cantilena

    Siamo andati a mangiare all’Osteria della Trippa a Trastevere dietro casa di Sergio Leone: dalla tradizione delle donne romane col quinto quarto al sugo con la menta
  • Ma l'avete visto l'anello che indossava Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno? Ecco il modello, il costo e tutto quello che c'è da sapere

    di Michele Larosa

    Ma l'avete visto l'anello che indossava Giorgia Meloni durante la conferenza stampa di inizio anno? Ecco il modello, il costo e tutto quello che c'è da sapere
  • Ma l'avete visto il bracciale “salvavita” sponsorizzato da Fabrizio Corona a Falsissimo? Ecco cos'è Vyda, a cosa serve, quanto costa e tutto quello che dovete sapere

    di Michele Larosa

    Ma l'avete visto il bracciale “salvavita” sponsorizzato da Fabrizio Corona a Falsissimo? Ecco cos'è Vyda, a cosa serve, quanto costa e tutto quello che dovete sapere
  • Mamma, che cattivo gusto: Dal Rolex 1908 per Di Caprio al Boyfriend di Pedro Pascal, il vero dramma della notte degli oscar sono gli orologi di Kevin O'Leary

    di Marika Costarelli

    Mamma, che cattivo gusto: Dal Rolex 1908 per Di Caprio al Boyfriend di Pedro Pascal, il vero dramma della notte degli oscar sono gli orologi di  Kevin O'Leary
  • Se volete capire davvero la Milano Design Week 2026 venite a Porta Venezia Design District dove, tra un drink e un’esperienza interattiva, l’arte esce dal catalogo

    di Marika Costarelli

    Se volete capire davvero la Milano Design Week 2026 venite a Porta Venezia Design District dove, tra un drink e un’esperienza interattiva, l’arte esce dal catalogo

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Valentino Rossi, Joe Biden, Nadal: quando a contare non è solo la vittoria

di Moreno Pisto

Valentino Rossi, Joe Biden, Nadal: quando a contare non è solo la vittoria
Next Next

Valentino Rossi, Joe Biden, Nadal: quando a contare non è solo...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy