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24 ottobre 2020

44 anni dopo il 24 ottobre è
ancora il giorno di James Hunt

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

24 ottobre 2020

Il 24 ottobre 1976 non è il giorno del "gran rifiuto" di Niki Lauda, è il giorno del coraggio di James Hunt. Il suo, quello della sua vittoria mondiale a Fuji, del suo successo sopra tutto e tutti. E nessuno glielo toglierà
44 anni dopo il 24 ottobre è ancora il giorno di James Hunt

Hunt avrebbe vinto il mondiale del 1976 senza l'incidente di Niki Lauda? Molto probabilmente no. L'assenza del pilota Ferrari diede a James la possibilità di rimontare su una classificia la cui vetta sembrava irraggiungibile. 

Ma la Formula 1 è fatta anche di questo. Rotture, incidenti, motori che esplodono ed errori umani. Non è solo talento, velocità, è anche caso e fortuna. Il 1976, nonostante quel mondiale non lo vinse, fu l'anno di Niki Lauda. Perché dentro quel destino che fa da protagonista al mondo delle corse lui ci ha perso se stesso, ritrovandosi poi ma mantenendo le cicatrici di quanto accaduto per il resto della sua vita. 

E ancora oggi quando si pensa a Lauda si pensa al 1976, un anno entrato nell'immaginario collettivo delle persone e che ormai trascende dalla sola Formula  1. In mezzo a una stagione segnata dalla vittoria di Lauda contro la morte, e contro il fuoco del Nurburgring c'è un giorno che non è suo. Un giorno che appartiene a James Hunt: il 24 ottobre 1976. 

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Esattamente 44 anni fa il pilota britannico vinceva il suo primo e unico titolo mondiale dopo una stagione tutta in rimonta, segnando un record eguagliato poi solo nel 2010 da Sebastian Vettel: l'unico pilota di Formula 1 a vincere il titolo di campione del mondo senza essere mai stato in cima alla classifica pilota. 

In cima a quella classifica si fu solo nel finale, dopo una pazza gara in Giappone, in un delirio di pioggia e confusione che lo portò sul tetto del mondo. Una delle giornata più incredibili della storia di questo sport in cui Hunt dimostrò tutto: talento, passione, determinazion, follia e coraggio. 

Lauda disse no, fu il suo gran rifiuto, si ritirò dalla gara ancora troppo segnato da quello che gli era successo - sempre in pista - pochissimi mesi prima. Ma James invece disse sì, perché lui era disposto a lottare, lui voleva quella vittoria a Fuji, voleva quel titolo di campione del mondo. 

E ce la fece. Vinse contro tutto e tutti, anche contro se stesso. 

Il 1976 sarà anche l'anno di Niki Lauda ma lasciate questo giorno a James Hunt, il giorno in cui diventò campione del mondo di Formula 1. Il giorno del suo coraggio. 

 

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