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Non rompete il caz*o sulla raccolta fondi contro la Sla di Matteo Materazzi: ecco perché i soldi per il fratello di Marco lanciata dalla moglie Maura Soldati sono “Una speranza” non solo per lui, ma per tutti

  • di Andrea Spadoni Andrea Spadoni

  • Foto: Ansa

8 agosto 2025

Non rompete il caz*o sulla raccolta fondi contro la Sla di Matteo Materazzi: ecco perché i soldi per il fratello di Marco lanciata dalla moglie Maura Soldati sono “Una speranza” non solo per lui, ma per tutti
Ma perché rompono il caz*o a Matteo Materazzi (fratello dell’ex calciatore Marco), malato di Sla, e anche e soprattutto altro a sua moglie? E cos’è “Una speranza”, la raccolta fondi lanciata da Maura Soldati? Ecco l’iniziativa nata tra polemiche

Foto: Ansa

di Andrea Spadoni Andrea Spadoni

“Una speranza per Matteo”, così Maura Soldati ha deciso di lanciare una raccolta fondi per aiutare il marito Matteo Materazzi, 49 anni, fratello di Marco (Matrix), bandiera dell’Inter e campione del mondo con la nazionale di calcio, e figlio di Giuseppe, allenatore anche della Lazio in serie A, a cui è stata diagnosticata una rara e aggressiva forma di SLA. Malattia infame e dolorosa che oggi non offre prospettive di cura in Europa e che, in pochi mesi, lo ha costretto su una sedia a rotelle, con le braccia immobilizzate. Senza possibilità di immaginare un futuro con la propria famiglia, senza un briciolo di luce all’orizzonte. Una tragedia familiare, resa pubblica a quasi un anno dalla diagnosi, per provare a trasmettere un messaggio più profondo rispetto alla condivisione del dolore o alla richiesta di aiuto. È un ramoscello fragile al quale aggrapparsi che significa vita. E non parliamo di quella di Matteo Materazzi, ma di tutti. La Sla è una patologia, in questo momento senza via d’uscita, della quale soffrono circa 6000 persone solo in Italia. Circolo vizioso che non trova risposta dalla scienza e impossibile da sostenere anche dalla struttura sanitaria del nostro paese. Come ci ha raccontato la famiglia Materazzi, un malato di Sla costa 100 mila euro all’anno solo per poter provare a passare le giornate dignitosamente finché è possibile. La Asl può fare poco e le famiglie che non hanno possibilità economiche precipitano all’inferno. Maura Soldati lo ha spiegato e sottolineato in tutte le interviste: “Noi possiamo ma chi non ha i soldi vive un inferno”.

Il post della moglie Maura Soldati
Il post della moglie Maura Soldati

Ed è andata oltre: “una cura per la Sla ancora non c’è, ma potrà esserci”. Questo è il fine della raccolta fondi pubblicata su Gofoundme. Servono 1 milione e mezzo di Euro per attivare una terapia che si chiama ASO, acronimo di antisense oligonucleotide, progetto di cura ancora sperimentale che ha trovato alcune risposte positive nella ricerche fatte dal professor Shneider della Columbia University, un luminare di questo ambito della scienza. Potrebbe non bastare, potrebbe non esserci tempo, ma Matteo è disposto a provarci. Per se stesso, per chi come lui non ha speranza. “L’obiettivo è salvare la vita di mio marito e di chi in futuro affronterà la stessa malattia. Penso anche ai nostri figli, Geremia di 18 anni e Gianfilippo di 16, che hanno fra il 15 e il 20% di possibilità di sviluppare la medesima mutazione”. Ma questo, a chi giudica sui social, non basta. C’è chi addirittura lo ha criticato, travisando il significato della raccolta fondi. Sempre con la stessa modalità: Matteo è fratello di un calciatore ricco e famoso, figlio di un ex allenatore di serie A, allora non chieda i soldi. Ci pensino loro, in famiglia. Tutto questo davanti a una tastiera, senza un briciolo di empatia, senza provare a comprendere il significato delle parole. Addirittura Matteo Materazzi, con un post, ha dovuto chiarire che i rapporti con il fratello Marco, con il quale in passato c’erano state discussioni, oggi sono buoni e stanno sempre insieme da quando è emersa la diagnosi di Sla.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Maura Soldati (@maurasoldati)

https://mowmag.com/?nl=1

Ma come si fa a non fermarsi anche davanti a un dolore di questa dimensione? Si parla di vita e di morte, non di un fuorigioco o un gol annullato. Assurdo. Intanto dal mondo del calcio sono arrivate tante testimonianze di vicinanza alla famiglia Materazzi che in pochi giorni ha raccolto oltre 200 mila euro. La strada è ancora lunga, ma la malattia progredisce velocemente. C’è da arrivare all’obiettivo: 1 milione e mezzo, andare negli Usa e provare la terapia ASO. Matteo Materazzi potrebbe sottoporsi alla sperimentazione per inseguire nuove fondamentali conquiste della ricerca sulla Sla. Per questo la raccolta fondi lanciata da Maura Soldati ci riguarda tutti. E un euro vale più di un commento su Instagram.

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