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26 agosto 2026

Arbitropoli, la Serie A le nuove regole del calcio con Daniele Orsato e i suoi quattro uomini migliori

  • di Filippo Barbagallo Filippo Barbagallo

26 agosto 2026

“Arbitropoli” ha devastato i vertici AIA. Al discusso designatore toscano Gianluca Rocchi ha fatto seguito Daniele Orsato, ex fischietto internazionale con alle spalle una semifinale Mondiale ed una finale di Champions League.
L'obiettivo del veneto sarà ridare autonomia decisionale agli arbitri, eclissati, de facto, dal VAR, e applicare le nuove disposizioni IFAB atte a velocizzare e ravvivare il gioco del calcio, così spezzettato in Serie A. Ecco cosa succederà ora e in che mani siamo
Arbitropoli, la Serie A le nuove regole del calcio con Daniele Orsato e i suoi quattro uomini migliori

La scorsa primavera un violento terremoto giuridico ha fatto crollare i vertici dell’Associazione Italiana Arbitri (in sigla: AIA). Gianluca Rocchi, l’allora designatore - termine col quale, nel calcio, si indica colui che sceglie l’arbitro di una partita - di Serie A e B (la cosiddetta CAN A e B), fu accusato di aver assegnato, ad alcune partite dei maggiori club italiani, direttori di gara espressamente voluti dalle stesse società, intaccando così il principio di imparzialità alla base dell’AIA. Il caso - oggi archiviato - ha portato alle dimissioni di Rocchi, presto sostituito da Daniele Orsato, già designatore della Serie C (CAN C) la scorsa stagione. Nello stesso periodo di tempo, a seguito di alcune insistenti voci, il presidente dell’AIA, Antonio Zappi, è stato dismesso dal proprio ruolo a causa di reiterati abusi di potere.  Zappi avrebbe costretto alle dimissioni alcuni dei vertici AIA allo scopo di inserire figure a lui vicine. Le sezioni arbitrali saranno chiamate a rimpiazzare l’ex presidente il prossimo 10 ottobre.

Daniele Orsato
Daniele Orsato.

Se da un punto di vista politico, persino tra gli arbitri, le cose paiono non mutare mai, tra continui scossoni interni e problemi di credibilità, da un punto di vista tecnico si può già parlare di un'autentica rivoluzione, essendo Orsato, nelle attuali vesti, l'antitesi di Rocchi. L'arbitro, infatti, dovrà tornare ad essere protagonista delle decisioni di campo. Sono consapevole che questa, per chi non segue attivamente il calcio, possa sembrare una frase paradossale: come può un direttore di gara essere davvero tale se non gode di ampia e piena autonomia?

Similmente al modo in cui la comoda AI sta sostituendo la noiosa memoria umana, l'assiduo ricorso al VAR, nella precedente gestione, ha soppiantato la centralità e l'affascinante responsabilità dell'arbitro. Nella scorsa stagione, infatti, è stato sempre più evidente quanto la partita, in verità, fosse gestita più nella sala VAR che in campo, con decisioni molte volte ribaltate e revisioni al monitor forzate, come ammesso, in più occasioni, dalla stessa commissione AIA.

Non a caso il vecchio era “meglio una revisione in più che una in meno”. Quest'anno, già dalla prima giornata, è stata evidente l'impronta di Orsato: nelle dieci gare di apertura si è assistito ad un solo intervento VAR. Anche gli assistenti, abituatisi - colpa pure all'introduzione del fuorigioco semi-automatico - a ritardare la segnalazione del fuorigioco,  stanno tornando e torneranno ad essere tempestivi, istantanei, lasciando correre solo in caso di offside millimetrici così da evitare azioni inutili.

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Alle intraprendenti linee guida di Orsato, si affiancano nuove specifiche regolamentari atte ad aumentare l'attuale, ridicolo, tempo effettivo di gioco. La regola degli 8 secondi sarà estesa, dopo la positiva applicazione sui palloni in possesso del portiere – una palla si intende di possesso del portiere quando questo la controlla almeno con una mano - , alle rimesse laterali ed ai rinvii dal fondo.

Affrettate anche le sostituzioni, finora passeggiate interminabili che dovranno d'ora in avanti limitarsi a 10 secondi. Fine anche ai finti infortuni: se si vorrà ricevere cure sanitarie -  a meno che non sia stato commesso un fallo da cartellino giallo o sussistano particolari condizioni (come gli scontri di testa) – questo dovrà avvenire fuori dal campo e per almeno un minuto, evitando rientri flash , in stile Lazzaro, sul terreno di gioco.

Per raggiungere i propri obiettivi, Orsato potrà contare su di una rosa arbitrale di buon livello, che avrà esponenti di rilievo in:

  • Maurizio Mariani: unico fischietto italiano ad aver preso parte al Mondiale di Trump;
  • Marco Guida: stimato direttore di gara internazionale con qualifica Elite;
  • Fabio Maresca: fermo ai box la scorsa stagione per un fastidioso infortunio, ma con importanti designazioni in bacheca, come la finale di Coppa Italia 23-24;
  • Daniele Doveri: navigato arbitro romano, elogiato a più riprese durante la passata Serie A per direzioni rapide e spettacolari;

 

Simone Sozza, Andrea Colombo e Luca Zufferli, tutti e tre di una decina di anni più giovani dei colleghi sopracitati, invece, dovranno mantenere il buon livello mostrato fino ad ora per ambire a promozioni europee. A far parte dei 42 maggiori fischietti italiani, poi, Orsato troverà anche dei nuovi allievi, i quali, con ogni probabilità, trascorreranno gran parte della stagione, a farsi le ossa, in Serie B. Tra questi spicca Marco di Loreto, arbitro ternano di soli 29 anni dalla crescita rapida: gli sono bastati 3 anni per essere promosso dalla CAN C alla CAN A-B. Degno di nota anche il nome di Edoardo Mazzoni, direttore di gara di Prato al quale, la passata stagione, Orsato affidò la delicata semifinale Play-Off Catania – Ascoli.

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