Fai la gara perfetta, arrivi davanti, ma ti ritrovi dietro. Ok, con un’altra manciata di punti recuperata, ma comunque ancora a meno due da uno Jorge Martìn che già dal 2024 conosce benissimo l’arte del saper accumulare. Motegi, inutile girarci intorno, ha raccontato esattamente questo: Marc Marquez riesce a ballare dove a tutti gli altri tocca crepare, ma, quando c’è da crepare, il più capace è Jorge Martìn. A Motegi è riuscito a tenersi davanti alla prima curva, ha guidato come un matto con tempi pazzeschi e una gomma dura sconosciuta (ignorata da tutti per tutta la stagione) per provare a fare il vuoto. Marc Marquez, dalla sua, è stato lì: a spingere e studiare. A osservare e innervosire. Poi, dopo il primo terzo di gara, esattamente all’undicesimo giro, il nove volte campione del mondo ha deciso che si potevano rompere gli indugi: sorpasso a sorpresa in un punto dove non lo si aspetta e giri su giri con la costanza di uno che è consapevole di avere ancora margini da sfruttare. La sua Ducati non s’è mai scomposta, non è mai sembrato impiccato. Mentre quelli dietro, Jorge Martìn e Marco Bezzecchi, riuscivano comunque a stare lì pur dovendoli immaginare dentro il casco con la lingua di fuori. S’è visto equilibrio? No, si sono visti tre extraterrestri, solo che mentre due si dannavano, uno sembrava guidare in controllo. La chicca ulteriore? Hanno continuato a darsele anche nel parco chiuso, provocandosi da subito nelle dichiarazioni.
“. Volevo essere primo già al primo giro – ha detto Marquez, quasi lasciando intendere di non essere soddisfatto per quei primi giri da secondo - Martin è partito molto forte, i primi giri ho fatto più fatica dietro di lui, ma poi mi sono trovato sempre meglio e ho iniziato a prenderlo. Mancano sei gare, alcune saranno meglio, altre peggio, può piovere o no. Per il momento siamo lì, stiamo mettendo in difficoltà Martin che è quello che sta andando fortissimo nelle ultime gare. Con gli anni ho capito che non serve vincere per quattro secondi, meglio un secondo, provo ad essere lì che è dove mi sento bene con una distanza comoda e quando si avvicinano rischio di più. Devo gestirla così, perché spingere tutti i giri non serve. Le flessioni in griglia? Sentivo che le dovevo fare, se tu fai l'attivazione 25 minuti prima, per quando ti metti la tuta e parti in gara sei già freddo: provo a essere più pronto a inizio gara, perché quando sei caldo il dolore va via"
.“Io, invece, le flessioni non riesco a farle – è stata l’immediata replica di Jorge Martìn, quasi a ricordare a tutti che anche il suo corpo, come quello di Marc Marquez, non è a posto dopo tutto quello che gli è successo nel 2025 – L’argomento, però, non è questo, ma la gara di oggi: sono contento, abbiamo fatto un ottimo lavoro. Con Marc non puoi fare nessun errore, ho spinto dall’inizio alla fine, ma lui aveva qualcosa in più. Abbiamo tutto per lottare. Le gomme erano incredibili mi sentivo molto bene ma ho avuto problemi con il consumo della benzina: all'ultimo giro avevo paura di non arrivare al traguardo. A me piacerebbe fare le vittorie, non è che mi piace fare secondo, ma a volte non si può vincere. Arriverà, si sta lottano con i migliori, dobbiamo migliorare su un aspetto: in bagarre non riesco a frenare dritto. Marc, invece, sembra riuscire a guidare normale da vicino mentre noi dobbiamo perdere un po' di tempo"
Insomma, Jorge Martìn non ha certo intenzione di mollare, pur riconoscendo che in questo momento Marc Marquez riesce a fare la differenza. Lui, però, sta lì e non sbaglia, riuscendo comunque a limitare i danni e ritrovandosi a pochi fine settimana dalla fine del mondiale con due punti di vantaggio che valgono niente sul piano matematico, ma significano tantissimo su quello psicologico. Alla fine sono i punti a contare e anche Marco Bezzecchi, pur ritrovandosi terzo al traguardo e terzo in classifica generale, sembra consapevole di potersela giocare ancora. “Sono contento – dice - un podio sudato perché Enea oggi era imbestialito, soprattutto sul finale, ad un certo punto io miglioravo e facevo il miglior tempo e ogni volta mi migliorava. Non riuscivo a essere super efficace in staccata e quindi andavo a aggredire le accelerazioni e mi sono accorto dopo qualche giro che forse stavo esagerando un po'. Jorge e Marc hanno fatto un bel miglioramento e ora sono più veloci di me, io devo riuscire a ritrovare non l'esplositivtà ma la velocità da subito: dal venerdì”.
Bezzecchi ha raccontato anche di aver fatto i conti con un problema del casco (il sudore mi andava sulla visiera e non vedevo un ca*zo!), ma è sicuramente stato Enea Bastianini la vera bega di giornata. Il pilota italiano di KTM; in un fine settimana decisamente complicato per Pedro Acosta, è stato riferimento per il marchio austriaco. E, a giudicare da come ha guidato, è stato “musica per le orecchie di Aprilia”, visto che l’anno prossimo guiderà una RS-GP con la livrea di Trackhouse. “Credo che il fatto di studiare, non mollare e cercare di capire cosa facciano di diverso gli altri mi abbia aiutato oggi – ha raccontato Bastianini – Sono contento, la cosa che mi ha dato più soddisfazione è stata trovare quel feeling che mi mancava da tanto tempo, non mi ero mai sentito così”.
.Chi non s’era mai sentito così a Motegi (dove l’anno scorso era stata vittoria) è anche Pecco Bagnaia. Ha portato a casa una top 10 e qualche punto, ma è chiaro che c’è niente da sorridere. “Devo dire che questo weekend la mia squadra ha fatto un grande lavoro – ha spiegato - ma più di così non possiamo fare. Vediamo una mancanza di velocità in generale e questo ci limita tanto. Abbiamo provato a fare il massimo, sono caduti diversi piloti e altri hanno avuto il doppio long lap: abbiamo sfruttato questa situazione qui. Ho cercato di tenere Aldeguer dietro fino alla fine, sapevo che più di questo non c'era. Ho provato a fare diverse cose durante la gara, ma la fatica che faccio io è tanta, la differenza dagli altri piloti, anche da Alex Marquez, nei dati è tanta. Quando arrivo in staccata la moto non decelera, quando entro in curva non sono nella posizione giusta: è come se dovessi staccare sempre in stoppie ma non puoi farlo tutta la gara perchè ti esponi a avere una moto più nervosa"