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5 novembre 2026

Carlo Pernat, indiavolato: Marc Marquez verso il ritiro, i soldi della MotoGP in Qatar, la FIM e Jorge Martin: "Per me non corre"

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

5 novembre 2026

Carlo Pernat ci ha riempiti di notizie. E sono quasi tutte cupe, anche se lui le racconta col ghigno dell'uomo che ha visto tutto e con la cadenza genovese a sdrammatizzare la situazione. Pernat attacca la FIM sulla decisione relativa al Qatar ("Incredibile che il Presidente non fosse nemmeno presente, ma Dorna paga la Federazione da anni"), ricorda di quando HRC minacciò i piloti, tra cui Marco Simoncelli, e parla della possibilità che Marc Marquez si ritiri il prossimo anno. E poi Bagnaia che deve cercare la sua rivincita ("una parola alta tre metri"), Enea Bastianini e tutto il resto. Signori, mettetevi comodi
Carlo Pernat, indiavolato: Marc Marquez verso il ritiro, i soldi della MotoGP in Qatar, la FIM e Jorge Martin: "Per me non corre"

“Sono stanco morto, questa vita è un po’ balorda”, al telefono c’è Carlo Pernat, che nell’ultimo periodo sta passando gran parte delle sue giornate nella sua casa di Genova. Al primo minuto quasi viene da preoccuparsi. Basta un attimo però a capire che non ha perso l’allegria, la voglia di scherzare e nemmeno la grinta nel raccontare le cose andando dritto, alla sua maniera. Senza nascondersi dietro a nulla. “Un enfisema è una bella rottura di coglioni, te lo dice Carletto”, comincia. Staremo una mezz’ora al telefono, in una conversazione che spiega meglio la MotoGP di oggi di ore passate su YouTube, i siti specializzati e la televisione. “Di spirito va tutto alla grande, poi io sono il più forte del mondo… lo sai che seppellisco tutti - mentalmente, eh. Però sai, abituato com’ero… i primi 3-4 mesi in cui ho dovuto smettere di andare in giro, due anni fa... la testa non funzionava. Sai, dopo 50 anni che sei abituato a prendere aerei, andare e venire, dovere fermarti perché non è colpa tua, per problemi fisici. Ti girano i coglioni, fidati. Specialmente avendo fatto una vita bellissima, capito? Però alla fine poi mi sono un po' ripreso, alla fine me ne batto i coglioni. Ma belin non è stato facile, ti dico la verità”.

Come ha fatto la MotoGP ad arrivare a questo punto?

A questo punto Carlo passa direttamente alla MotoGP. Lo fa parlando della situazione generale del campionato, in piena rivoluzione: “Sai, con quello che c'è in giro, ti dico la verità, rispetto ai nostri mondiali... Belìn, ma come si fa? Ma questi son pazzi! Hanno tenuto 44 gare, hanno messo il venerdì... un turno di qualifica in più in cui ne cacci dentro 22. Prova a farlo in Malesia dove girano in quasi due minuti e aspetta di vedere quando c'è una bandiera gialla con una gomma a testa! Se avessimo fatto 'ste cose noi… Regole cambiate mentre corri, casini... Ma dai! Non c'è più neanche un minimo di coesione fra team manager, piloti... al tempo si andava avanti perché c’era un gruppo di persone che capivano come andare avanti. E ti dico la verità, il merito è anche della Dorna. Ricordo nel ’92, quando Carmelo Ezpeleta acquistò il motomondiale: all’epoca eravamo proprio degli zingari: uno col jeans nero, l'altro con la maglietta bianca, l'altro ancora col vestito verde… Diciamo che di lì incominciò un’operazione marketing vera, bella, tanto di cappello a Ezpeleta che ha fatto la fortuna del motomondiale. Poi che ci sia arrivato Valentino Rossi e compagnia bella... meno male! Ma Carmelo era furbo, prendeva le decisioni insieme ai piloti. Così fino all'anno scorso i piloti sapevano tutto in anticipo, considera che la Safety Commission l'ha inventata lui. E a tutti i piloti diceva prima quello che succedeva se erano d'accordo o no. Poi magari la faceva lo stesso, per carità. Adesso le cose sono cambiate. Per carità, io comincio ad avere 78 anni e vado per i 79. Ne ho fatta una marea, mi sento ancora giovane e tutto. Ma Cristo, ma quella gente lì di Liberty Media insieme alla Dorna, ma prendete due o tre elementi che vi traghettino, che vi spieghino come gestire questa cosa. Dico nomi come Suppo, Pernat… magari io no perché ormai c'ho un'età, certo… Ma nomi di questo genere, gente che ti traghetti verso il nuovo corso”.

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Da qui si passa direttamente al tema Qatar: Yamaha ha dato forfait (anche con Pramac) e a sentire Jack Miller 19 piloti di 22 non volevano correrci. E Carlo Pernat si chiede dove sia la Federazione, che per altro dovrebbe (secondo MotoGP Group) comminare delle sanzioni sportive alla squadra giapponese: “Sai, qui ballavano una decina di milioni, almeno credo. Cioè al massimo 10 milioni. Ma per un Gran Premio normale sono 4 milioni, quindi metti che quei paesi lì la pagano il doppio per ovvi motivi, la cifra va dai sei ai 10 milioni. Ed è chiaro che la gara a quel punto si fa. Però intanto hanno aperto una voragine in termini di immagine del campionato, che fa una figura di... diciamo da dilettanti allo sbaraglio. Io dico anche che la figura peggiore la fa la Federazione Internazionale, che non ha aperto bocca! La FIM... ma ti rendi conto? E non c'era nemmeno il Presidente. Non c'era il presidente in una situazione di quel genere che tutti conoscevano, il tutto considerando che le regole le deve dare la FIM. La verità è che la FIM è pagata dalla Dorna, che ha fatto un contratto di una marea di anni... non so a quanti milioni di dollari. Io sapevo che erano 6 o 7 milioni all'anno, poi dopo se sono cambiati non lo so”.

Pernat si calma solo quando comincia a parlare dei piloti: “Se non altro questo ha un po’ risvegliato le loro coscienze, ora fanno un'associazione tra loro, te lo dico io. È quasi... è quasi sicuro che la facciano per non dire... insomma, non ti dico che l'abbiano fatta. Ma lo so, lo so che ci stanno lavorando. E il capopopolo di questa situazione è Marc, che vuole anche preservarsi e arrivare alla pensione godendosi tutto quello che ha fatto”.

Strano, in tutto questo, che nessuno abbia voluto seguire Yamaha in questo sciopero, anche se per il manager genovese è tutto abbastanza chiaro: “Lì devi pensare alla Honda. La Honda c'ha una c'ha un peccato mortale da quando io ero ancora con Simoncelli, mi ricordo bene. Era il 2011, quando era scoppiato il casino del nucleare vicino a Motegi. Quella volta arrivò una mail di HRC, ufficiale, in cui in breve ti dicevano che se tu non ti fossi presentato avrebbero strappato il contratto e non avresti più corso con loro! Capisci? Per i piloti diventa veramente complicato.  Però adesso se lì scoppia qualche casino... Metti che domani questo qua (Donald Trump, ndr.) che ha perso le elezioni, con la randellata che ha preso... Lui è un cretino, un pazzo… E se attaccasse l’Iran? Se va bene rimani lì un mese”.

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I pronostici dell'oracolo

Da qui passiamo alle corse. Al 2027 anzi, perché il 2026 della MotoGP è bello che finito. Carlo ride, parte a fuoco: “Enea Bastianini sarà un grosso outsider. E poi vedremo se ci sarà la rivincita di Bagnaia: quella parola grossa, rivincita, alta 3 metri. Invece Bezzecchi deve regolarsi perché è forte, picchia, quello che vuoi… però ragazzi, si deve regolare, non può fare tutti questi zeri. È il suo limite ed è l'unico che ha, però è un limite. Poi sai cosa succederà? Che probabilmente ritroveremo Fabio Quartararo che con la Honda farà meglio, la 850 non la vedo lontana e lui ci metterà del suo. Lo metto sempre nei primi dieci, molto spesso nei cinque”.

Quanto sarà difficile invece, per Ducati, gestire Pedro Acosta e Marc Marquez? Non troppo, almeno secondo il nostro oracolo: “Non è difficilissimo, ti dico la verità. E se tu hai un ambiente bello loro ci vanno anche più sereni. Poi dopo non li puoi gestire, sul campo si gestiscono loro. Tutti quelli che ti dicono che li gestiscono sul campo ti contano delle balle, dai retta a me. Secondo me sarà un binomio meraviglioso, ma sai perché? Perché Pedro è uno che non è né geloso né niente, è un corretto, non rompe i coglioni. E Marc questo lo sa, al punto che credo che alla fine sarà lui a subire qualche rottura. Sarà una bellissima battaglia, secondo me molto sportiva, perché anche Marc lo vedremo più tranquillo. E ti dico di più: lui ha fatto un contratto, se non l’avesse con questi chiari di luna secondo me se ne sarebbe anche andato. Farà sicuramente il 2027, ma io sono sicuro che lui abbia fatto un contratto di due anni con l'opzione di uno per avere della libertà se ha un problema fisico, mentale, chiamalo come vuoi, per liberarsi l'anno dopo”.

Per chiudere, Pernat parla del possibile rientro di Jorge Martín in Qatar: “Per me non corre. Non ci pensa nemmeno, te lo dico io. Ma poi secondo me anche la Yamaha l’ha chiamato, anzi lo so per certo. Oh, ragazzi, rischia di rovinarsi. Vuoi che la Yamaha che non gli abbia detto: "Oh, Giorgio, attenzione. Guarda che ci servi”. Ha un contratto da 5 milioni e mezzo all’anno, con Marc che praticamente il titolo di quest’anno l'ha già vinto. Ripeto, per me non correrà”.

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