Finire una gara senza portiera della sua macchina non era sicuramente nei piani di Valentino Rossi. Eppure, è solo l’ultima che gli è successa a Barcellona, per l’ultimo round del GT World Challenge Sprint, corso in coppia col tedesco Max Hesse sempre al volante di una BMW M4 GT3 del team WRT.
Un fatto curioso, anche perché non è stato il risultato di bagarre o fuori pista: semplicemente, dopo la sosta ai box in Gara 2, con Valentino che aveva ereditato il volante della vettura da qualche minuto, la portiera del lato guida si stacca e lui guida praticamente con l’abitacolo aperto. Una scena più da film comico che da gara, ripresa costantemente dalle telecamere di GT World.
Un peccato, anche perché in quelle condizioni non si poteva correre e il Doc è dovuto rientrare ai box per motivi di sicurezza, con l’equipaggio #46 finito sotto investigazione. Oltre al danno anche la beffa, visto che Hesse e Rossi fino a quel momento avevano pure realizzato una grandissima rimonta: il tedesco era risalito in quindicesima posizione dopo il caos della prima curva, dove un mucchio di macchine aveva finito per centrarsi in pieno, mentre il Doc aveva guadagnato altre tre posizioni una volta ripartito dopo la sosta ai box per il cambio pilota.
Non la prima delle sfighe comunque, vista la partenza dalla quindicesima casella della griglia dopo la (non) qualifica della domenica mattina: a Barcellona, infatti, le condizioni meteo non sono state delle migliori per tutto il weekend e le qualifiche per la seconda gara sono state cancellate a causa della pioggia battente, costringendo l’organizzatore a stabilire l’ordine della griglia in base ai risultati delle FP2, anch’esse sotto il diluvio e interrotte con una bandiera rossa.
“Campionato Sprint finito. Potevamo fare meglio, abbiamo fatto qualche bella gara, un podio, qualche volta quarti. Siamo stati un pochino sfortunati delle volte, ma vabbè, è così”, racconta Valentino sui propri social una volta terminata la gara, con ancora la tuta indossata.
A quel punto, anche un siparietto. Nella TV alle sue spalle si vede lui sfrecciare al volante della BMW senza portiera: “Guarda guarda!”, fa il #46 verso il compagno al suo fianco indicando la scena. “Senza la porta come con l’Ape”, riportando la mente agli anni degli Apecar a Tavullia, tra le stradine del paese. Poi torna serio e chiude il discorso: “Adesso vediamo la prossima, a Portimao”.
Sarà una di quelle gare parecchio speciali: in Portogallo, nel fine settimana del 17 e 18 ottobre, assieme a Rossi in pista ci sarà anche Max Verstappen, che si rimetterà al volante della Mercedes GT3 del suo team insieme al cinque volte campione del mondo IndyCar Alex Palou e Chris Lulham, pilota del Verstappen.com Racing.
Per la prima volta sulla stessa pista e con le stesse macchine, un desiderio che Valentino aveva già palesato a inizio stagione, quando al Paul Ricard Max l’aveva visto nel paddock, arrivato in Francia per supportare i suoi piloti.
Lo stesso vale per Verstappen, come raccontato direttamente da Sepang: “Spero di riuscire a incontrarlo. È un tipo davvero in gamba, quindi mi piacerebbe salutarlo e scambiare due parole con lui”. In pista, però, l’augurio cambia: “Lo dico in senso buono, ma spero di non vederlo durante la gara: normalmente sarebbe un buon segno. Anzi, spero di non vedere nessuno, di essere davanti e fare un buon lavoro. Ma non si può mai sapere”. Due leggende in pista per un weekend da non perdere.