Yamal ormai ha perso il controllo. Ogni volta che scende in campo sono gol, magie assurde. Record infranti. E se pensiamo che il ragazzo ha solo 19 anni compiuti lo scorso 13 luglio, ancora non possiamo immaginare quale sarà il suo limite. Forse non esiste, forse non lo abbiamo mai visto nel calcio uno così. E ci fa godere troppo.
L'ultimo gioiello è nella sfida stellare della terza giornata di Champions League contro il PSG. Al Parco dei Principi, nonostante il successo finale dei francesi per 4-2, il momentaneo pareggio realizzato dal fuoriclasse spagnolo è il dipinto di un genio. Dopo aver fatto fuori nell'uno contro uno Zaire Emery, ha sfoderato un colpo dal futsal fuori dal tempo e dallo spazio che ha fatto fuori il portiere avversario e rubato gli occhi a chi era allo stadio.
Anche Alex Del Piero, nel dopo partita di Sky, si è soffermato sull'ennesima giocata da fenomeno di Yamal: “È uno spettacolo vedere come approfitta di questa imprecisione di Zaire Emery nel disimpegno, però partiamo dal controllo: subito con il petto la mette giù in direzione di aggressività nei confronti del difensore. Questo cambia la dinamica dell’azione perché non è in attesa ma subito in attacco verso il difensore, che prende una posizione interna preoccupato del suo mancino. Lui come vede questo mezzo spazio va via in velocità e poi c’è il genio. Arrivando con quel passo tira questa puntazza. Non solo tira di punta, ma la alza: volutamente l’ha alzata”.
Uno spettacolo puro, figlio anche della spavalderia di un ragazzo che ha appena superato l'adolescenza e affronta la vita e la sua immensità tecnica con la sfrontatezza di chi sa di essere il migliore e non ce lo fa pesare. Yamal non ci insegna che il calcio è duro lavoro, allenamento e resilienza, ma anche creatività e leggerezza. Perché, in fin dei conti, è un gioco. Lo stesso che abbiamo fatto nel giardino di casa o al campetto delle scuole, senza riuscirci. Ma come lui eravamo felici e ci sembrava che il mondo fosse meno crudele.
E tutto accade nel tempo in cui c'è chi vorrebbe far remigrare i maranza, mentre Lamine è il maranza che tutti vorremmo nel nostro paese, un pazzesco incrocio generazionale tra sport e contesto sociale. Yamal non smette mai di generare emozioni: decide, incide, disegna calcio, con una finta rabona manda al bar i difensori che provano a fermalo ed è l'ispirazione di tanti ragazzi di seconda generazione che arrivano in Europa dai paesi Maghreb.
Come lui nessuno mai. Anche i dati che piacciono tanto agli analisti del calcio moderno sono pazzeschi. Da inizio stagione (siamo solo a ottobre) ha contribuito 20 volte ai gol del Barcellona (10 gol e 10 assist), 8 e 6 nella Liga e 2 e 4 in Champions League. Solo Messi ha fatto meglio di lui con la maglia blaugrana in un lasso di tempo così breve, ma aspettiamo a dare giudizi definitivi e a non aprirsi alla possibilità di godersi un talento davvero pregiato che sembra abbia ancora ampi margini di sviluppo. Cosa può fare ancora Lamine? Tanto, tantissimo. Ma l'importante è che non smetta mai di illuminare il calcio, perché ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di giovani che ribaltino gli equilibri e che non si facciano assopire il talento da un mondo grigio e volgare che, spesso, non è in grado di comprenderlo fino in fondo.
E Lamine ha deciso di stupirci fin dall'inizio. Quando il mondo si fermò ad ammirarlo agli Europei 2024, colpi da maestro a nemmeno 17 anni che lo incoronarono per sempre come il più giovane marcatore della storia della competizione. Tanta roba. E se pensiamo che tutto questo potrebbe essere solo l'inizio, prepariamoci ad ammirare la storia del fuoriclasse che inciderà il suo nome nel calcio, dopo il ventennio di monopolio Messi – Cristiano Ronaldo. Intanto diamogli il Pallone d'oro, perché lo merita più di tutti, nonostante il mondiale vinto senza dominare. Ma il migliore è lui, non c'è dubbio.