image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

15 novembre 2023

Da “caso Nazionale”
a orgoglio d’Italia, Jannik Sinner
come metafora di un Paese
che ama distruggere i suoi talenti

  • di Lorenzo Longhi Lorenzo Longhi

15 novembre 2023

Due mesi fa era brutto, cattivo e altoatesino. Era il talento al quale mancava sempre il centesimo per arrivare all’euro, che cambiava staff – preparatori e allenatori – per sfizio più che per necessità, che va bene il Master 1000 di Toronto, ma Pietrangeli era un’altra cosa, ingrato ed egoista rinunciava alla convocazione in Nazionale per la Coppa Davis, e del resto aveva scelto già da teenager di spostare la propria residenza da San Candido a Montecarlo. Leggeteli oggi, dopo la prima vittoria in carriera contro Novak Djokovic alle Atp Finals, i titoli e gli articoli su Jannik Sinner. Come si cambia, eh?
Da “caso Nazionale” a orgoglio d’Italia, Jannik Sinner come metafora di un Paese che ama distruggere i suoi talenti

Due mesi fa era brutto, cattivo e altoatesino. Era il talento al quale mancava sempre il centesimo per arrivare all’euro, che cambiava staff – preparatori e allenatori – per sfizio più che per necessità, quello che ok il Master 1000 di Toronto, ma vuoi mettere Pietrangeli?, quello che ingrato ed egoista rinunciava alla convocazione in Nazionale per la Coppa Davis, e del resto aveva scelto già da teenager di spostare la propria residenza da San Candido a Montecarlo; pensi che ambiente ne può venir fuori, non c’è più morale, contessa. Leggeteli oggi, dopo la prima vittoria in carriera contro Novak Djokovic alle Atp Finals, i titoli e gli articoli su Jannik Sinner. Come si cambia, eh?

Jannik Sinner
Jannik Sinner

In due mesi dal “caso Nazionale” – era il titolo di Sportweek – il ventiduenne altoatesino ha fatto incetta di figuroni ed è diventato orgoglio d’Italia: ha vinto gli Atp 500 di Pechino e Vienna, è salito sino al quarto posto nel ranking mondiale, laddove era arrivato solo Panatta (quando non solo non esistevano il web né i telefonini, figurarsi gli smartphone, ma la tv, per chi ce l’aveva, era in bianco e nero, per dire) e ha battuto due volte Medvedev, una Alcaraz e, appunto, ora Djokovic, che rispettivamente sono terzo, secondo e primo, dunque tutti davanti a lui, appunto nella classifica Atp.

Jannik Sinner
Jannik Sinner

E anche ieri, in una vittoria che, per prestigio, lo stesso Sinner ha messo sul podio tra quelle ottenute in carriera e nella quale il pubblico italiano ha fatto un tifo da arena, provocando e venendo provocato da Djokovic nemico di una sera, comunque di fondo si percepiva la cultura di quello che non è un Paese per giovani. Perché sì, era necessario picchiare, perché Sinner ha potuto preparare la partita avendo più tempo a disposizione, perché il pubblico gli ha dato una mano, perché questo e perché quest’altro, mille distinguo sciolti poi nel “delirio Sinner”, non fosse che la realtà è invece più semplice: Sinner – che tra gli azzurri contemporanei lo è già – è destinato a diventare il tennista italiano più forte di tutti i tempi, arriverà a vincere uno Slam e probabilmente anche nella top three internazionale, il giorno in cui avrebbe battuto Djokovic sarebbe comunque arrivato e, se non è Alcaraz – almeno nella percezione –, questo accade anche perché gli spagnoli il loro nuovo fenomeno lo coccolano e non stanno lì ad attendere l’inciampo per bruciarlo dopo averne fatto un idolo.

Novak Djokovic
Novak Djokovic

In Italia sì, e lo si fa per pensieri, opere, omissioni. La scelta di non partecipare alla Davis, per dire, si è rivelata non solo funzionale, ma addirittura perfetta in termini di dosaggio di forze e programmazione, al punto che tutti coloro che oggi lo esaltano non dovrebbero fare fatica ad ammettere che aveva ragione lui. E che di quella polemica non c’era alcuna necessità perché, Nazionale o no, non è che Sinner debba rispondere a qualcuno in particolare – pubblico e media, s’intende – per una scelta del tutto individualistica in uno sport che è per definizione individualista, e per far piacere a chi? Insomma: Sinner vincerà, inciamperà, otterrà trionfi memorabili e sconfitte anche inattese, magari pure in qualche derby, e non per questo, non necessariamente, quel giorno sarà da sbertucciare o da considerare un fuoco di paglia, anche se è inevitabile che da qualche parte il tenore dei commenti darà quello. Se a 22 anni è lì, non è per caso, e se non ha ancora raggiunto il suo zenit agonistico, scelte e score raccontano che non si può approcciarsi a lui pensando che può solo crescere. Certo, lo farà, ma tra i migliori c’è già, e con quelli può vincere o perdere. Meglio abituarsi all’idea.

Tag

  • Sport

Top Stories

  • Marc Marquez ha cominciato la demolizione di Pedro Acosta? Il futuro “spaventa” di sicuro più del presente (anche per Dall’Igna)

    di Emanuele Pieroni

    Marc Marquez ha cominciato la demolizione di Pedro Acosta? Il futuro “spaventa” di sicuro più del presente (anche per Dall’Igna)
  • Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”

    di Cosimo Curatola

    Luca Marini a MOW: “Nel 2025 la vittoria di Marc Marquez era già scritta, quest’anno no. Cercare la a vittoria? Fa parte del godimento finale”
  • Gli ultras della curva Sud del Milan ci mettono solo la voce nel derby con l’Inter: “Senza coreografia, striscioni e bandiere. Sovrastiamo le nullità”. E “Pacio” Pacini attacca la società

    di Domenico Agrizzi

    Gli ultras della curva Sud del Milan ci mettono solo la voce nel derby con l’Inter: “Senza coreografia, striscioni e bandiere. Sovrastiamo le nullità”. E “Pacio” Pacini attacca la società
  • Johann Zarco a MOW: “Vedo Marquez campione se la spalla non fa scherzi. I miei mondiali? È un peccato, ma è come se non contassero”

    di Cosimo Curatola

    Johann Zarco a MOW: “Vedo Marquez campione se la spalla non fa scherzi. I miei mondiali? È un peccato, ma è come se non contassero”
  • Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…

    di Emanuele Pieroni

    Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…
  • Dal fango all’asfalto è un attimo: prove di matrimonio tra Ducati e Red Bull (nel segno di Acosta più di Marquez)

    di Emanuele Pieroni

    Dal fango all’asfalto è un attimo: prove di matrimonio tra Ducati e Red Bull (nel segno di Acosta più di Marquez)

di Lorenzo Longhi Lorenzo Longhi

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Perché la Ferrari sta andando così bene nonostante la F1? O forse assunzioni e premi aziendali nascondono altro...

di Lorenzo Fiorentino

Perché la Ferrari sta andando così bene nonostante la F1? O forse assunzioni e premi aziendali nascondono altro...
Next Next

Perché la Ferrari sta andando così bene nonostante la F1? O...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy